Voglio discutere più in dettaglio di un argomento collegato: le possibilità di inquinamento ambientale in seguito allo spargimento del carburante della nave - si parla di 2400 tonnellate. Sto iniziando a lavorare con una ditta che si occupa del controllo dei versamenti di idrocarburi, ed anche se il mio ruolo è di ricerca e non sul campo, ho imparato già diverse cose.
La stampa si è già gettata sull'argomento, ma con le solite approssimazioni se non castronerie. Una gustosa è l'uso di "gasolio" e "petrolio" come fossero sinonimi - mentre si tratta di cose ben diverse, visto che nell'uso comune "petrolio" indica il greggio, mentre "gasolio" è un carburante raffinato.
Comunque, per non parlare a vanvera bisogna prima cercare di capire quale sia il carburante in questione. Visto che non ho a disposizione informazioni di prima mano, cerchiamo di ragionare.
Secondo Navi e Capitani, la Costa Concordia usa motori Wartsila Diesel di modello non specificato. I motori a media velocità Wartsila Diesel, secondo le informazioni date dal costruttore possono bruciare sia olio combustibile leggero (LFO) che pesante (HFO), ed alcuni anche gas naturale - ma questo non è certo il nostro caso.
Per flessibilità di funzionamento, spesso i motori navali possono usare diversi tipi di olio cui a questo punto diventa impossibile per me sapere quale sia esattamente il carburante della Costa Concordia.
Le proprietà dei diversi tipi di olio combustibile sono raccolte nella pagina di Wikipedia, ma è diffcile districarsi nella selva di denominazioni diverse per lo stesso materiale.
Generalmente, questi oli combustibili sono prodotti dai residui di distillazione del greggio o di altre lavorazioni (secondo ENI) diluiti con gasolio o kerosene fino ad un valore di viscosità accettabile.
Dal punto di vista ambientale questo cosa ci dice?
D'altra parte essendo più viscosi del gasolio la chiazza si allarga più lentamente e questo dovrebbe favorire le operazioni di circoscrizione con barriere galleggianti e recupero con scrematori, se le condizioni del mare lo permettono. Altrimenti, c'è l'opzione di usare agenti disperdenti (impropriamente detti solventi).
Aggiornamento 23/01: Ho parlato un po' di questa vicenda con un quasi-collega che ha più esperienza nel controllo dei versamenti di idrocarburi, e lui mi ha detto un paio di cose interessanti.
Uno, l'olio combustibile è una brutta bestia, visto che è ricco di frazioni pesanti: un greggio leggero evapora e si disperde meglio dell'olio combustibile medio o pesante. Ci sarei dovuto arrivare pure io, controllando i dati di gravità specifica, in effetti.
Due, con la nave così vicino a riva ed in un mare relativamente calmo (non come il nord Atlantico, ad esempio), le operazioni di controllo di un eventuale versamento di carburante sarebbero facili.
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