The Second Version

20/11/06

Ancora Sulle Armi

E' finalmente arrivato il momento di continuare la discussione sulle armi da fuoco che avevo iniziato qualche tempo fa. Abbiamo stabilito, spero senza lasciare dubbi, che le armi da fuoco non sparano da sole ma hanno bisogno di essere azionate da qualcuno.

Le armi da fuoco sono attrezzi. Certo si tratta di attrezzi costruiti per uno scopo specifico: lanciare proiettili ad alta velocità. Questi proiettili possono uccidere e ferire a grande distanza, e questo rende le armi da fuoco sostanzialmente diverse da altri attrezzi potenzialmente letali, come possono essere cacciaviti od accette.

Uccidere però non è l'unica ragione possibile per lanciare proiettili. C'è anche il tiro al bersaglio, che è uno sport che richiede molta concentrazione ed attenzione, ma non comporta contatto o sforzi intensi, non richiede particolari doti fisiche e può quindi essere praticato da quasi tutti. E se qualcuno mi chiede perchè proprio il tiro al bersaglio, io posso sempre ritorcere "Perchè briscola o scacchi?"

Una linea di pensiero comune è che la disponibilità di armi (non solo da fuoco) renda le persone più aggressive e pronte combattere. Tuttavia, pure una stundentessa di psicologia mi ha ammesso che questa ipotesi è molto difficile da provare. Ma io penso che questo sia in parte vero: il processo di prendere una decisione si basa su intenzioni e capacità, e certamente un'arma da fuoco offre maggiori capacità. Tuttavia, questo non è sempre negativo: sapere di poter contare su una pistola nel caso che le cose vadano male può dare la confidenza necessaria ad intervenire per interrompere un crimine in atto, ad esempio.

A mio parere, possedere una pistola senza saperla usare in modo sicuro ed efficace è peggio che essere disarmati. Ho visto il filmato di una rapina in una gioielleria (penso proprio in Italia) durante la quale il gioielliere ha esploso tutti i 5 o 6 colpi del suo revolver contro un rapinatore, che se ne stava ad un paio di metri di distanza lanciando oggetti, senza colpirlo una sola volta. Questo è assolutamente intollerabile; se si decide di sparare ad una persona a quella distanza, essa se ne deve andare via in barella per lo meno. E' necessario studiare un po' di teoria delle armi da fuoco, e quindi spendere un certo tempo al poligono di tiro - oltre il poco richiesto per ottenere il certificato di abilitazione. E' necessario rivolgersi ad un istruttore che insengi non solo a mirare correttamente e produrre rosate strette, ma anche ad estrarre velocemente, acquisire il bersaglio e fare fuoco. Abituarsi al rinculo, rumore e vampa dello sparo. Seguire sempre, scrupolosamente, le norme di sicurezza e di corretto uso delle armi. Finchè queste azioni diventino automatiche ed quasi inconscie; finchè non si veda soltanto un bersaglio da colpire invece che un'altra persona.

Si, questo è spietato. Ma sto considerando il caso in cui la decisione di aprire il fuoco sia già stata presa. Da quel punto in poi, è meglio fare in modo che sia l'altro a finire dentro una bara - e se non si è pronti a farlo, è meglio non estrarre nemmeno la propria arma. No, non sto necessariamente dicendo di sparare per uccidere senza preavviso (la legge italiana richiede di non farlo, anche); tuttavia non sempre è possibile mettere in fuga un criminale con le minacce od un colpo di avvertimento (non è poi così facile sparare colpi di avvertimento; bisognerebbe addestrarsi allo scopo). A quel punto, bisogna sparare per uccidere.

Ed effettivamente colpire una persona è qualcosa per la quale non ci si può preparare davvero. Solo pochi (fortunatamente) riescono ad uccidere senza patirne conseguenze; la maggiore parte delle persone ne rimangono segnate in qualche modo. Tuttavia, penso sia preferibile essere vivi, o non essersi arresi alla violenza di un crimine, anche se questo comporta svegliarsi la notte per gli incubi. D'altra parte, mentre ritengo che l'autodifesa sia un diritto fondamentale, non ho mai pensato che un diritto si possa esercitare senza dover pagare un prezzo. Il prezzo della libera espressione è trovarsi esposti ad idee offensive; il prezzo dell'autodifesa è sapere di avere ferito od ucciso un'altra persona. Sapere che questa persona voleva farci male per prima non sempre alleggerisce il peso da portare.

Ma l'atteggiamento immaturo ed infantile è pensare che si possa vivere una vita senza dover avere responsabilità, pagare prezzi ed anche portare pesi. Meentre gli adulti hanno capito che non è così.

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3 Commenti:

  • Quando ho svolto il servizio di leva, nelle occasioni in cui eravamo preposti ad un servizio in armi (ad esempio a guardia di una polveriera o un deposito carburante) ci veniva ricordato che era meglio un brutto processo che un bel funerale (era alla fine degli anni settanta ...). Purtroppo in Italia non c'è la cultura delle armi, la loro conoscenza, quindi il saperle usare per il giusto scopo, che è quello di difendere la propria gente, la proprietà. Sin da piccoli viene inculcato "l'orrore" per le armi. Così si pensa ad essi in termini assolutamente sbagliati, come "male". Mentre invece il possesso cosciente di un'arma può fare tanto bene.

    Di Blogger Monsoreau, Alle 21/11/06 07:06  

  • ALmeno a me non è successo così: mio padre era ed è tuttora cacciatore, quindi ho sempre visto fucili per casa. E lui mi ha insegnato a considerali nel modo giusto: come atrezzi potenzialmente letali da trattare con cautela, ma dei quali non avere paura od orrore.

    Di Blogger Fabio, Alle 21/11/06 08:15  

  • Concordo con te,
    meglio essere ben addestrati che correre il rischio di farsi male da soli.
    Fosse per me metterei "armi" come materia scolastica.

    Di Blogger Bisquì, Alle 21/11/06 21:47  

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