The Second Version

18/02/13

Ribattendo ad un posto Contro le Armi

Che poi  cosi' tanto contro le armi da fuoco non e', visto che non propone bandi o confische. PEro' si basa su un'analisi dei fatti non convincente, per me. Uriel sara' pure stato ufficiale di marina, ma di armi leggere non ne sa molto.

Il pezzo in questione e' questo: http://www.keinpfusch.net/2013/02/armi.html(Link morto perche' non voglio Uriel od i suoi acoliti  a darmi fatidio sul blog.)

Procediamo un passo per volta (commentero' solo le parti che non mi convincono):
Il primo punto, cioe', e' che le armi ti proteggono SOLO in un duello stile OK Corral. Quando ti attacca un avversario numeroso, non ti servono a niente. Una donna pensa di essere al sicuro dallo stupro perche' ha la pistola, e se lo stupratore e' singolo potrebbe aver ragione , ma che cosa succede se sente passi provenire ANCHE da dietro alle sue spalle mentre ha un aggressore di fronte? Che speranze ha?

Vero, si, finche' si ignorano le notizie di persone che si sono difese con successo da assalitori in superiorita' numerica, ed anche armati a loro volta. Uriel sembra pensare chei  criminali siano sempre coordinati tatticamente e che, come soldati, siano disposti a soffrire perdite per realizzare la loro missione.

Invece i criminali agiscono piu' come animali predatori: se una preda e' troppo ostica, preferiscono laciare perdere e cercarne un'altra. E solo pochi hanno tanto spirito di corpo da prendersi una pallottola per i loro complici.
Di sicuro voi siete tutti marines e con una pistola in mano siete invincibili. 
La solita fallacia, non serve un addestramento di alto livello per colpire un bersaglio di dimensioni umane a pochi metri di distanza - che e' la situazione tipica della difesa abitativa/personale.


Ma se non siete in casa , vostra moglie, vostra madre, vostra figlia, sanno usare l'arma? Lo faranno?
Se nessuno insegna loro a maneggiare le armi, certo che no. 
Potreste valutare, con una cifra simile, una mossa piu' intelligente: scegliere una stanza di casa e blindatela. Sceglietene una ove avete i pilastri e la possibilita' di saldare l'armatura della porta all'armatura del pilastro in cemento armato. Fateci mettere una porta difficile da spaccare, e rifugiatevici dentro: questo sa farlo anche un bambino, sa farlo vostra madre e vostra moglie. Vi dara' il tempo di chiamare la polizia ed aspettare che arrivi, rallentando i criminali. Ma specialmente, e' una strategia che protegge tutti, perche' possono usarla tutti, non occorre addestramento, e quindi protegge la vostra famiglia ANCHE quando non ci siete in casa.

Ora, l'idea di una stanza sicura non e' una da buttare via, intendiamoci. Ma Uriel la fa troppo facile, ed economica. Una porta blindata non certificata costa 1000 - 1500 euro esclusa l'installazione, che puo' costare altrettanto. E se la casa non ha pilastri in cemento armato, o non li ha in posizioni adatte ad installare una porta, servono lavori di muratura - solida muratura.

Se la stanza ha finestre bisogna blindare anche quelle, od eliminarle. Poi bisogna fare in modo che nella stanza ci sia almeno un cellulare sempre attivo e sempre carico e qualche altra dotazione d'emergenza.

Ma quanto costa detenere un'arma? Dipende dal tipo di licenza che una persona ha e soprattutto da quanto l'arma viene usata, per via dei costi delle munizioni e dei poligoni. Contrariamente a quanto afferma Uriel, le armi da fuoco non hanno bisogno di manutenzione assidua: basta pulirle e lubrificarle (il minimo necessario) dopo aver sparato, e durano letteralmente cent'anni. Escludendo difetti di fabbricazione od uso improprio, ci vogliono parecchie migliaia di colpi prima che diventi necessario sostituire parti di un'arma per usura.

Una pistola di seconda/terza mano ma in buono stato puo' costare 200 - 250 Euro; forse fucili da caccia ad anima liscia anche meno; certo che si si va sul nuovo e tattifigo i prezzi lievitano.

Diciamo che i costi di una stanza sicura con una sola porta blindata e niente opere murarie sono comparabili all'acquisto, detenzione per una decina d'anni ed uso poco intensivo (ho calcolato, una media di 50 colpi al mese) di una pistola economica in 9mm.
Casomai non lo aveste notato, la quantita' di volte in cui una persona comune assale un criminale e' piuttosto bassa. Normalmente e' il criminale che assale la sua vittima.
Lapalissiano oserei dire.
E per due ragioni: primo, le persone comuni non vedono la violenza come il modo primario di raggiungere i loro obbiettivi o risolvere dispute. Secondo, la legge non consente di usare la forza contro chi soltanto ha una brutta faccia e maniere sospette; invece, richiede che una persona manifesti almeno l'intenzione di usare violenza per rendere legittima la difesa - ed in Italia l'uso della forza per difesa e' soggetto al limite della proporzionalita'.
Egli sceglie il momento e il modo.
Ovvio; e allora?
E questo e' il punto: se siete in un luogo pacifico, probabilmente il rapinatore non aprira' il fuoco per primo, dal momento che pensa siate disarmati: la media lo e'. Cosi' il rapinatore fa la rapina senza l'intenzione di sparare. Ma adesso supponiamo che il 90% dei negozi sia armato e bellicoso, cioe' il rapinatore teme che voi spariate. Cosa fara'? Semplice: aprira' il fuoco per primo, oppure avra' dei complici armati e piuttosto nervosi.

Oh, la vecchia storia dei criminali che apriranno il fuoco per primi se i cittadini sono armati. L'ho sentita mille volte, ma mai, non una volta, qualcuno ha mostrato un esempio concreto, un singolo caso in cui si sia verificato questo fenomeno.

Mostratemi casi concreti, ed iniziero' a credervi. Ma fino ad allora rimane solo una congettura, che vale tanto quanto si spende ad enunciarla. Ovvero, nulla.
[avere un'arma vi protegge se:]Il criminale vi assale mentre siete da soli, e non mentre c'e' la vostra famiglia con voi, e non avete il problema di proteggere altri.
E perche'? Se la vostra famiglia is trova nelle immediate vicinanze, sara' protetta.
Se confrontate l'efficacia di "avere un'arma" con l'efficacia di "avere una panic room", scoprirete che almeno per quanto riguarda la vostra casa, la panic room e' molto piu' efficace:


Funziona allo stesso modo a prescindere dal numero di criminali.
Se gli intrusi in casa vostra non tagliano la via d'accesso al tutta o parte della famiglia. Vedete, Uriel non si fa scrupoli ad inventare scenari nelle quali un'arma individuale e' inefficace/inutile, ma non spende nemmeno un secondo a considerare scenari nei quali una panic room puo' fallire. Pensate a questo: gli intrusi in casa vostra puntano diretti alla camera della vostra figliola e la prendono in ostaggio minacciando di farle cose orribile se non aprite la porta. Utile eh la panic room in quel caso?

Ma senza arrivare a qualcosa di cosi' drammatico, che si fa se i criminali si sono procurati in qualche modo la chiave della porta blindata? O se conoscono qualche metodo per aprire la porta blindata in un paio di minuti?
Protegge molti membri della famiglia allo stesso momento.

Protegge la vostra famiglia anche mentre voi state finendo la guerra del Vietnam.
Finita da un pezzo.
Non invita il criminale a spararvi per proteggersi.
Prima dimostratemi che succede spesso, poi considerero' il problema.  E comunque lascia i criminali liberi di fare i loro comodi nel resto della casa, di rubare e vandalizzare a piacimento.
E se invece gli oggetti di maggior valore sono custoditi nella stanza sicura, danno una ragione al criminale di fare di tutto pur di entrarvi.
Come se non bastasse, la panic room puo' avere sia una porta blindata che una tagliafuoco, e vi protegge ANCHE da incendi.

Aggiungiamo una porta tagliafuoco? Il costo piu' o meno raddoppia, e se vogliamo una vera protezione dal fuoco bisogna anche aggiungere un sistema di ventilazione e magari coibentazione dei muri - dipende dal livello di sicurezza che volete raggiungere.
Il vero problema di una panic room e' che fa quello che dice di fare, ovvero protegge gli abitanti della casa. Al contrario, chi vuole la detenzione di una pistola non vuole proteggere gli abitanti della casa, vuole attaccare chi entra in casa.
E cosa c'e' esattamente di male in questo?
Ah be, e' il solito problema di Uriel: prendere tutto esattamente alla lettera: difesa puo' essere soltanto una barriera frapposta fra attaccante ed attaccato. In questa semantica inflessibile, naturalmente colpire l'attaccante non costituisce difesa.

Un modo di ragionare che va bene quando si ha a che fare con i computer che non comprendono le sfumature di significato. Ma gli umani non sono cosi' ottusi (sono anche peggio, a volte).
Se il fine ultimo e' proteggere, in una panic room potete mettere una porta blindata ed una tagliafuoco. Il criminale prima ci mette una mezz' ora per abbattere la prima e si trova con la seconda, mentre voi avete chiamato la polizia e il tempo corre.

Si, entro mezz'ora la polizia in genere arriva. Ma se non arriva perche' la volante buca una gomma, o dio sa cosa, che fate? Ed anche nella migliore ipotesi, alla fine avrete una casa (probabilmente) devastata ed una porta blindata da buttare.

La stanza sicura isola, entro certi limiti, le vittime dagli attaccanti.
Le armi hanno almeno la potenzialita' di far desistere gli attaccanti - perche' disabilitati oppure messi in fuga.

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05/07/12

Punire la Vittima

Notizia che mi fa imbestialire:
"Ero disperato. Avevo già subito una ventina di furti in tre anni. Quando me li sono visti venire contro armati di spranghe di ferro ho aperto il fuoco. Ho avuto paura". E' questa la versione di Ermes Mattielli, 57enne imprenditore di Arsiero, in provincia di Vicenza. L'uomo è stato condannato a risarcire i due nomadi che si erano introdotti nel suo deposito di ferri vecchi per rubare qualcosa. Gli dovrà elargire 120 mila euro.
La sola idea di dover risarcire chi e' rimasto ferito a causa di un suo comportamento criminale per me e' l'inversione della giustiza: equivale a premiare i criminali e punire le loro vittime. Proviamo a cambiare un po' scenario: una donna che si difende da un tentativo di stupro viene condannata a risarcire le ferite riportate dallo stupratore. Questo farebbe scandalo - spero.

Ma non e' finita qui:
L'avvocato di Mattielli ha già fatto sapere che ricorrerà in appello per quella che il condannato giudica un'ingiustizia. Di parere opposto il legale dei due rapinatori, che sostiene che Mattielli non è mai stato in pericolo di vita ma nonostante questo ha aperto il fuoco sui due uomini fino quasi a ucciderli".
Eh, certo, se avesse girato i tacchi per tornare in casa umiliato ad aspettare che arrivasse la polizia mentre i ladri facevano i loro comodi non ci sarebbe stato nessun problema. Ma e' questo il mondo che vogliamo, dove una persona non puo' fare nulla di concreto per difendersi dai criminali e puo' soltanto sperare che la polizia arrivi in tempo - o piu' probailmente che riesca ad arrestarli dopo che hanno fatto quello che gli pareva?

No, io non lo voglio. Voglio che i cittadini si possano difendere con i mezzi necessari e sufficienti, fino alla forza letale.

E se la rabbia dei commentatori spesso e' grossolana e rozza, almeno va nella direzione giusta.

Tra l'altro la sentenza e' arrivata dopo sei anni, in un caso che non sembra poi tanto complicato. Bel lavoro, magistratura. Qui qualche informazione in piu' sull'esercizio putativo del diritto di legittima difesa: in italiano, significa che il colpevole non si trova in una reale situazione di pericolo, ma per errore ed in modo giustificato pensa di esserlo.
Ovvero, facile palare di pericolo reale o presunto quando non c'e' la tua pelle in gioco.

E poi, Libero: "L'imprenditore, preso dal panico, ha impugnato la pistola e sparato tutti i colpi in canna." Di colpi in canna (o meglio, in camera) ce n'e' sempre e solo UNO. Gli altri stanno nel caricatore o nel serbatoio o nel tamburo.

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06/04/12

Giornalismo Antidifensivo

C'è modo e modo di dare una notizia. Il modo scelto per questo articolo mi fa incazzare. Andiamo ad esaminarlo.
MONTE URANO (Fermo) - Prima il sangue e la morte. Poi gli applausi e le urla della gente in strada. Il sangue e la morte appartengono a Rosa Donzelli, 36 anni, napoletana, capelli lunghi, lineamenti marcati, entrata ieri mattina in un'oreficeria con due complici e freddata da 3 colpi al petto sparati dal titolare del negozio, Francesco Cifola, 51 anni, mentre stava fuggendo con un borsone pieno di gioielli.
Cosa c'entrano i capelli lunghi e lineamenti marcati? Nulla. Così come sangue e morte: solo melodramma. Finire sparati è un rischio del mestiere per i criminali, e ci scommetto che questa biondona ha una discreta carriera criminale alle spalle.
[...]barella sulla quale era steso l'orafo sparatore, ferito alla testa e con un braccio fratturato[...]
Ah ecco, i rapinatori mica l'avevano vinto a forza di baci e carezze.
grida e incoraggiamenti dalla folla radunata davanti al negozio, frasi irripetibili all'indirizzo dei rapinatori («Bestie da eliminare... », tra le meno forti), con i carabinieri quasi disorientati di fronte a quell'ondata di rabbia, figlia di una paura sottile.
Si, di fronte alla vittima ferita di una rapina appena avvenuta non può essere altro che una "paura sottile". Null'altro.
Ora dovrà spiegare molte cose alla Procura e rischia un'incriminazione per eccesso di legittima difesa.
Dovrà spiegare molte cose... si pone l'onere di dimostrare l'innocenza sul gioielliere, in questo modo.
I suoi complici impugnavano pistole a salve, simili a scacciacani, mentre l'arma con la quale ha sparato Cifola (una pistola a tamburo) era regolarmente denunciata. 
Facile vedere che erano repliche a mente fredda. Provateci mentre avete una pistola puntata addosso. Almeno il giornalista non si lancia in ridicole considerazioni sul calibro del revolver, questa volta.
La donna è crollata a terra davanti alla vetrina, mentre i suoi complici fuggivano sull'auto guidata dalla seconda rapinatrice della banda. Poi sono arrivati i carabinieri. Poi la gente. E gli applausi davanti al cadavere di Rosa, la bionda della banda.
Povera donna eh, non sentite la compassione che gocciola dall'accorata frase?

I commenti all'articolo poi... ve li posso risparmiare; basta che attivate il Generatore di Vaccate Buoniste ed Oplofobiche 2.0 e ve li potete scrivere da soli.

Aggiornamento: Però questo commento va pubblicato...
A chi difende tanto l'orefice e se la prende con i ladri...
05.04|12:11 crcr79
Io sarei davvero tanto tanto tanto tanto tanto tanto tanto curioso di vedere la dichiarazione dei redditi dell'orefice e degli orefici in generale. La gente non è più disposta al "buonismo"? Ebbene nemmeno io!
Evasore? Si può rapinare, non fatevi problemi!

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01/07/10

Il Sistema Ha Fallito

Gli ingredienti sono sempre i soliti: un molestatore ossessivo e violento; vittime disarmate; una giustizia lenta ed inefficace.

Ed anche la fine della storia purtroppo è scontata: due donne assassinate. Almeno l'assassino stesso ha fatto il favore al mondo di terminarsi da solo.

Ci sono volute multiple denuncie per aprire un solo procedimento penale. Le autorità hanno giustamente sequestrato le armi dell'imputato, ma per lui non è stato difficile procurarsi una nuova pistola illegale ed usarli per i suoi delitti. Mentre si era ancora in attesa della prima udienza del processo.

Le vittime disarmate non hanno potuto opporre alcuna resistenza; una a quanto sembra era stata anche avvertita dal suo assassino, ma - per motivi che io non riesco a comprendere - sembra non aver fatto nulla. Almeno per scappare altrove.

E dopo il fatto:
«Dovevo ammazzarlo io quel bastardo - ha detto un parente -, qualcuno doveva fermarlo, qualcuno doveva farlo. Ma adesso?».
Già, ma se il parente l'avesse fatto, ora sarebbe lui accusato di omicidio volontario ed additato come "vigilante" o "giustiziere" del "Far West".

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10/05/10

Quando Serve Una Pistola

Un piccolo post di riscaldamento. Dalla cronaca apprendiamo che:
Una storia che ha dell'incredibile, così come è difficile capire perché Langellotti, che ha 26 condanne passate in giudicato per reati che vanno dallo stupro (per due volte, in un caso nei confronti di minore) alla rapina in villa, dallo spaccio alle lesioni, si trovasse a piede libero per una serie di benefici di legge di cui aveva usufruito, anche per ragioni di salute. La vicenda era iniziata alcune settimane prima. Cristina (il nome è di fantasia), 32 anni, in cerca di lavoro, lo aveva conosciuto tramite un amico comune. Lui aveva raccontato di cercare un'addetta alle pulizie. Presentatasi all'incontro, però, la donna aveva capito immediatamente le reali intenzioni dell'uomo, che aveva iniziato a palpeggiarla dicendole che quella del lavoro era soltanto una scusa.
E poi:
Fino al 25 aprile. Quella sera, intorno a mezzanotte, Langellotti ha raggiunto la casa tentando di sfondarne la finestra. Così le due ragazze gli hanno aperto tentando di farlo ragionare*. Ma senza successo. L'uomo, che aveva con sè una tanica di benzina, le ha costrette in cucina, scaraventandole più volte a terra, e poi ha iniziato a cospargerle con il liquido infiammabile. Dopodiché ha appiccato il fuoco ed è scappato a bordo di una Fiat Uno. Le vittime non sono riuscite a spegnere le fiamme sui loro abiti da sole, ma sono dovute uscire all'esterno e farsi aiutare dai vicini. Trasportate all'ospedale di Ciriè, hanno riportato ustioni di primo e secondo grado alle gambe. Nonostante tutto, Langellotti è rimasto in libertà fino a venerdì scorso. È stato arrestato dai carabinieri su ordine di custodia cautelare del tribunale di Ivrea mentre entrava in un bagno pubblico a Lanzo Torinese.
Se una delle due ragazze avesse avuto un'arma, e l'avesse saputa usare, ora potremmo avere un bastardo criminale di meno sulla terra e due ragazze sane e salve. Cosa ci sarebbe di male in un risultato come questo, nessuno è ancora riuscito a spiegarmelo.

* Aprire la porta non è stata proprio una decisione brillante sul piano tattico, oserei dire. Se posso dare un consiglio, nel caso che qualcuno dei miei lettori si trovasse mai in una situazione simile, rimanga barricato in casa; chiami polizia e carabinieri ed amici e parenti in soccorso e si munisca di qualsiasi arma impropria (se non ha di meglio) per colpire l'aggressore nel caso che riesca ad entrare.

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30/04/09

Auto Assassine

In Olanda, un uomo alla guida della sua auto (non un malvagio SUV, ma una piccola Suzuki Swift) si è lanciato sulla folla che assisteva ad un corteo della famiglia reale nel tentativo di investire l'autobus della Regina.

Per ora il bilancio è di cinque morti ed otto feriti gravi. Cosa si può dire a proposito di questo massacro? Proviamo a riciclare qualche commento di circostanza...
Non vorrei offendere nessuno, ma a parere di profano già fare raccolta di automobili o gingillarsi con le auto senza una ragione (di lavoro, di professione, o di ricerca storica o museale) è già un sintomo di un iniziale squilibrio. Chi subisce il "fascino delle automobili", prima o poi le usa.
Bisogna indagare sui genitori del ragazzo non solo su di lui..ricordo che quando ero piccolo mio padre non mi ha regalato neanche una macchinina giocattolo!!!
vi invito a riflettere su quanto segue: proposta del governo, abbassare l'età per il conseguimento del foglio rosa a 17 anni*. A me sembra una cosa delirante, voi che ne pensate?
Quando si comincierà a proibire di detenere automobili in garage sarà troppo tardi!
cosa si può pretendere da una società nella quale chiunque può possedere un'automobile!?
pensate solo ai tantissimi automobilisti che scorrazzano per le nostre strade, alle automobili non revisionate. basta un attimo di insensatezza per uccidere una dozzina di persone. In una società civile, solo le forze dell'ordine dovrebbero essere motorizzate!
Parlando seriamente, invece, eventi di questo tipo mi preoccupano. Se la moda dovesse diffondersi, sarebbe un bel problema perchè le automobili sono dovunque ed alla disposizione di chiunque - ed è pure abbastanza facile rubarle. Guardate quanti danni un folle (o persona molto determinata) ha fatto con una semplice utilitaria.

Solo misure da Nord Corea o peggio potrebbero arginare un'ondata di stragi con autoveicoli. E pure l'alternativa liberale - lasciare che i cittadini si armino - non può fare più di tanto vista la rapidità e sorpresa con qui questi eventi potrebbero accadere. Sempre meglio di uno stato di controllo totale però.

* Notizia peraltro vera: è parte dell'ultima ed ennesima modifica al Codice della Strada, che come al solito contiene anche abissali idiozie, come abbassare i limiti di velocità per i neopatentati. Dico, molti incidenti gravi avvengono a centoventi e passa ed il meglio che i legislatori sanno fare è abbassare il limite da 90 a 70?

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08/04/09

Americani 1 - Pirati 0

Queste sono le notizie che mi aprono il cuore:
L'EQUIPAGGIO REAGISCE - Un ufficiale americano ha però fatto sapere nel pomeriggio alle agenzie di stampa internazionali che l'equipaggio del cargo è riuscito a riprendere il controllo della nave e a catturare uno dei pirati. Gli altri predoni risulterebbero invece essere «in acqua».
Bisogna proprio riconoscerlo, quando si tratta di resistere ai criminali, e pure prenderli a calci in culo, gli americani sono i migliori. C'è una lezione da imparare qui.

Aggiornamento: Le cose pare che non siano andate poi benissimo visto che i pirati sono stati sì messi in fuga, ma a quanto pare hanno preso in ostaggio il capitano della nave.
Poi, gli americani sembrano non essere gli unici capaci di respingere gli attacchi dei pirati: sempre secondo il Corriere, prima un equipaggio nord-coreano ha ucciso diversi dei pirati che avevano attaccato la loro nave; poi un equipaggio cinese ha accolto i pirati con bottiglie Molotov, idranti ed altre armi improvvisate tenendoli a bada finche l'intervento delle truppe della marina malese non li ha messi in fuga (qui la storia in inglese).

Questo è bene, ma sarebbe l'ora di rivedere i trattati internazionali così che le navi mercantili possano portare armi serie (come un paio di cannoncini da 25 mm, ma anche fucili d'assalto) per difendersi dai pirati.

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24/01/09

Non Servono le Pistole #2

Non si sa cosa uno squilibrato armato di pistole e/o fucili potrebbe fare se entrasse in un asilo e si mettesse a sparare all'impazzata.

Però sappiamo che un uomo armato di coltello è entrato in un asilo del Belgio e si è messo ad accoltellare all'impazzata. Il bilancio - provvisorio - è di due bambini ed un adulto morti, e tredici feriti alcuni dei quali in pericolo di vita. Inoltre, prima di essere catturato l'uomo è riuscito ad allontanarsi di qualche chilometro con la sua bicicletta.

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25/08/08

O La Borsa O La Vita

Ma non sempre i delinquenti vogliono la borsa (e non sempre sono disposti a risparmiare una vita, pure).

Il marito ha tentato di calmarci offrendoci dei soldi, ma noi volevamo quella donna

E' quello che i due stupratori della cicloturista olandese avrebbero dichiarato alla polizia.

La due vittime hanno fatto proprio quello che da molte parti si richiede: sono state brave vittime, non hanno offerto resistenza (pare) ed hanno cercato di dare ai criminali quello che essi volevano. Ma questo non è bastato a salvarle.

Chissà, forse una o meglio due Springfield 1911 e caricatori pieni avrebbero lavorato meglio a proteggere la coppia.

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07/07/08

La Guerra dei Calibri

Una visita a questo blog ha come frase di ricerca "meglio una calibro 38 o un 357 magnum".

Bisogna anche vedere l'uso che si vuole fare dell'arma: il .357 Mag è molto potente, quindi difficile da gestire. Produce molto rumore, un rinculo forte e secco e per finire - dato non trascurabile - le munizioni costano sensibilmente più care del .38 Special. I calibri magnum hanno anche un'immagine non proprio positiva nella cultura popolare.

Quindi, dal basso della mia scarsa esperienza suggerisco il .38 Special - che è un poco meno potente, anche se ha energia a sufficienza, ma molto meno impegnativo da usare. Se poi uno è un maniaco del rinculo, oppure vuole vantarsi di sparare un grosso calibro, allora il .357 Mag è quello giusto. Devo poi ammettere che il rumore e la vampa di un revolver .357 a canna corta fanno un certo effetto psicologico.

Probabilmente questo è il Capitolo 1850 della diatriba "Qual'è il migliore calibro per lo scopo X". Specialmente se lo scopo è l'autodifesa, ci sono un paio di regole fondamentali:

1 - L'arma migliore è quella che si ha disposizione al momento del bisogno.

2 - Il colpo più efficace è quello che colpisce il bersaglio

Per cui, è meglio avere un'arma di medio calibro, saperla usare bene e tenerla a portata di mano, che avere un'ammazzatirannosauri che non si sa adoperare.

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15/05/08

Napoli Si Ribella

Il Corriere ci fornisce un colorito, empatico ed indignato ariticolo a firma di Marco Imarisio che si scaglia contro la cacciata a furor di popolo degli zingari da Ponticelli, Napoli - definendola pulizia etnica.

Nell'articolo, tante strazianti scene della vita quotidiana e familiare degli zingari interrotta da bottiglie incendiare e cittadini inviperiti; nessuna descrizione invece della vita quotidiana e familiare dei residenti disturbata da furti ed insistenti elemosina, e nemmeno della goccia che ha fatto traboccare il vaso: una zingara di uno di quei campi ha apparentemente tentato di rapire un neonato dalla sua culla.

Dico apparentemente, perchè le indagini sono ancora in corso -anche se una storia di compravendita di neonati fra zingari, pure questa pubblicata dal Corriere, non fa certo pensare bene. Comunque, ieri un'inviata del TG2 (mi pare) ha fatto interviste in quei campi zingari, ed uno di loro ha dichiarato, parafrasando "Magari ha sollevato il bambino solo per vedere se c'erano soldi nella culla". Non voglio discutere quanto l'ipotesi di soldi nella culla sia realistica, ma la cosa curiosa è che quest'uomo ha candidamente ammesso che la ragazza si era introdotta in casa d'altri per rubare denaro - come se fossa una cosa comune, nemmeno degna di nota.

La questione di fondo qui è una di cui parlo da tempo: quando le istituzioni sono assenti, quando sembra che manchino le capacità e pure la volontà di affrontare certi problemi, finisce che le cose vengono risolte a furor di popolo. E certamente si tratta della soluzione peggiore - brutale, crudele ed indiscriminata - ma una soluzione è, per chi si trova a patire criminalità e degrado.

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25/04/08

La Vera Sicurezza

E' da molto tempo che il dibattito sulla sicurezza tiene banco nella politica italiana, ed ultimamente la discussione si è riaccesa a causa di recenti stupri ed aggressioni.

Ma per la maggior parte si tratta di blaterare, più che di una discussione produttiva. La sicurezza dei cittadini non si ottiene con più telecamere (che al limite servono ad arrestare i responsabili dopo che hanno commesso il fatto), né con indulti, né con leggi speciali fatte sull'onda emotiva, nè con i vademecum per le ragazze e nemmeno rendendo più difficile possedere legalmente armi da fuoco.

La vera sicurezza si ha quando le vittime sono pericolose - per i criminali. Quando i cittadini hanno i mezzi, la possibilità e la volontà di opporre resistenza efficace ai criminali. La vittima - per definizione - è lì, dove e quando il criminale agisce, ed una sua reazione appropriata è quella più immediata e più efficace. Non solo, ma se le vittime diventano pericolose, i criminali sono costretti a rivedere i loro calcoli: non possono più contare sull'assunzione che la vittima designata sia indifesa. E' vero che qualche criminale potrebbe decidere di "sparare per primo" in questa situazione, ma mi sembra che questo accada già adesso e con abbondanza di violenza gratuita. E comunque ragionare così non risolve la questione fondamentale: non dobbiamo reagire ai criminali che ci vogliono usare violenza... perchè reagire li porterebbe ad usare più violenza?

La pistola nella foto d'apertura (Taurus 85 .38 Special con puntatore laser integrato nell'impugnatura, perfetta per autodifesa) è in parte una provocazione: le armi da fuoco sono gli strumenti più efficaci per la difesa personale, ma di certo non gli unici. Ciò che conta di più è avere la volontà e le capacità di reagire, ed una giustizia che non punisca la vittima che si difende (ed in molti casi la punizione pare essere soltanto per avere usurpato la sacra prerogativa dello Stato di essere l'unico agente autorizzato ad usare la forza). Questo funzionerebbe meglio che mettere tutto nelle mani dello stato, sperando che la telecamera riprenda e che la pattuglia arrivi in tempo.

Ah, un revolver serve a poco senza le munizioni...

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21/02/08

Articolo 52 C.P.

Avevo dimenticato di riportare l'Articolo 52 del Codice Penale in coda all'articolo dell'altro giorno; per cui eccolo qui in tutto il suo splendore (il pezzo collegato contiene anche commenti alla legge):
Non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi costretto dalla necessità di difendere un diritto proprio od altrui contro il pericolo attuale di una offesa ingiusta, sempre che la difesa sia proporzionata all'offesa.

Nei casi previsti dall'articolo 614, primo e secondo comma, sussiste il rapporto di proporzione di cui al primo comma del presente articolo se taluno legittimamente presente in uno dei luoghi ivi indicati usa un'arma legittimamente detenuta o altro mezzo idoneo al fine di difendere:
a) la propria o altrui incolumità;
b) i beni propri o altrui, quando non vi è desistenza e vi è pericolo d'aggressione.
La disposizione di cui al secondo comma si applica anche nel caso in cui il fatto sia avvenuto all'interno di ogni altro luogo ove venga esercitata un'attività commerciale, professionale o imprenditoriale.
Il primo paragrafo dell'articolo esiste da molto tempo, mentre il resto è stato aggiunto con la legge del 24 Gennaio 2006.

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20/02/08

Un Nuovo Reato?

Sugli sviluppi della tentata rapina di Nicolosi che è finita con la morte di due dei tre rapinatori (e non mi dispiace nemmeno un po') leggo:
Messina, 19 feb. (Apcom) - Si trova a casa, dopo una notte e una mattinata trascorsi sotto interrogatorio, il gioielliere di Nicolosi, in provincia di Catania, Guido Gianni, che ieri sera ha ucciso due rapinatori in una sparatoria, dopo che questi, entrati insieme ad un complice, rimasto invece ferito, lo avevano minacciato picchiando la moglie, Maria Angela Di Stefano 44 anni, titolare della gioielleria. Il reato di omicidio per legittima difesa, di cui è accusato Gianni, non prevede infatti l'arresto. I magistrati del resto, sembrano essere convinti delle dichiarazioni fornite in queste ore dal commerciante, avvalorate anche da quelle in un testimone, un cliente che al momento della rapina si trovava dentro il negozio.
Io non riesco a capire cosa sia questo "omicidio per legittima difesa". Difatti, se esiste una condizione di legittima difesa, anche uccidere una persona è giustificabile e quindi non costituisce reato. Altrimenti, si ha una condizione di difesa illegittima, e quindi un reato di omicidio, forse anche volontario. La terza opzione è quello di avere ecceduto nella difesa, per cui si ha un eccesso di difesa. Ma da dove spunta il resto contestato al gioielliere, proprio non lo capisco.
Tra l'altro, una breve ricerca su Internet non tira fuori alcun documento con la definizione di omicidio per legittima difesa. Lo so che Ask.com non è la bibbia, ma insomma... Se qualche lettore più giuridicamente competente di me mi potesse illuminare, gliene sarei grato.

Panorama ha un articolo a nome di Cristina Bassi che riporta dati interessanti, ma contiene anche imprecisioni ed ha il solito taglio meravigliato ed allarmista, tipico degli articoli sulle armi da fuoco:
La legge approvata nel gennaio 2006 autorizza l’uso delle armi per proteggere la vita e i beni, sia in caso di pericolo in casa sia in negozi, uffici e aziende. E “se non vi è desistenza e vi è pericolo di aggressione” da parte dell’intruso.
Non è esatto: l'uso delle armi per legittima difesa (della vita) è sempre stato ammesso purchè rientrante nei criteri di proporzionalità richiesti dalla legge - e dall'interepretazione notoriamente restrittiva dei giudici. Il nuovo articolo del codice penale (che riporterò sotto) specifica alcune situazioni nelle quali l'uso delle armi è sempre considerato proporzionale. Luca Squeri, il portavoce di Confcommercio, dovrebbe per cominciare mettersi d'accordo con sè stesso, perchè prima dichiara:
"Piena solidarietà a chi è stato costretto a difendere la propria moglie e se stesso dall’ennesimo assalto criminale. Io al suo posto, fossi stato armato,avrei fatto lo stesso”
ed anche
“Viviamo nella paura”, continua Squeri. “I commercianti sono in prima linea senza trincee e costretti ad affrontare faccia a faccia i criminali”
Ma poi afferma:
“il comportamento del gioielliere di Nicolosi, che dimostra l’esasperazionedella categoria, non può e non deve diventare l’atteggiamento da tenere nei confronti dei rapinatori. Noi ribadiamo infatti di essere contrari alla giustizia fai da te, ma è altrettanto evidente che il fenomeno ha raggiunto proporzioni da allarme rosso. Siamo convinti della necessità di operare affinché chi si sente vittima potenziale della criminalità non decida di armarsi, ma al contempo chiediamo che lo Stato e le istituzioni ci aiutino in questa battaglia partendo dall’indissolubile binomio certezza della pena e controllo del territorio”
C'è quantomeno un refolo di contraddizione, qui. Gli argomenti di Confcommercio poi sono sempre i soliti buonisti e statalisti. Quale sarebbe il comportamento giusto da tenere di fronte ai rapinatori? Dare loro tutto quello che vogliono senza dire bau, ed aggiungerci pure un Montenegro alla fine?
Lo devo ribadire ancora uan volta, la legittima difesa è completamente diversa dalla giustizia sommaria, e su questo punto non c'è niente da discutere.
E se chi è vittima potenziale della criminalità decide di armarsi, che male c'è? Qualche criminale può finire all'ospedale o direttamente al cimitero: che serva da monito agli altri.
Le forze dell'ordine non possono controllare tutto il territorio in ogni momento (se non si è a Cuba, Nord Corea ed altri luoghi ameni di questo genere); è completamente irrealistico chiederlo.
Finalmente, si ha qualche dato affidabile sulla situazione armi da fuoco in Italia:
Secondo il Rapporto Italia 2008 dell’Eurispes, sono 10 milioni le armi legali nel nostro Paese e 4 milioni le famiglie con almeno una pistola in casa. Sono 34 mila i privati che hanno un porto d’armi, ai quali si sommano le oltre 50 mila guardie giurate, i circa 800 mila cacciatori con licenza per abilitazione all’esercizio venatorio e i 178 mila permessi per uso sportivo (tiro a volo o tiro a segno). Altri 3 milioni di italiani hanno denunciato, invece, la presenza di armi in casa, ereditate o inservibili.
Si può fare di meglio, ma questo è un punto di partenza per i cittadini italiani. Anche se sembra esserci una certa confusione fra pistole ed altre armi, e poi fra denunce di detenzione e licenze di porto d'arma. C'è poi quella vocina fra le righe che geme: "Il pensiero di tutte quelle armi là fuori mi toglie il sonno!".

Ma la cosa più confortante sono i commenti all'articolo: su 14 commenti, 12 o 13 sono di approvazione per il comportamento del gioielliere, e ribadiscono quello che dovrebbe essere chiaro a livello istintivo prima ancora che razionale: le armi danno ai comuni cittadini la possibilità di difendersi efficacemnte dai criminali.

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19/02/08

Gioielliere 3 - Rapinatori 0

Un cittadino armato esercita il suo sacrosanto diritto e nel frattempo ci fa risparmiare notevoli spese processuali:
Hanno agito con violenza, ed è stata proprio la brutalità ad innescare la reazione che ha trasformato la rapina in un bagno di sangue. Pesante il bilancio: due rapinatori morti, Sebastiano Catania e Davide Laudani, entrambi di 21 anni, mentre Fabio Pappalardo, 30, è in prognosi riservata all'ospedale Garibaldi di Catania. A sparare è stato Guido Gianni, 48 anni, marito della titolare della gioielleria, Mariangela Di Stefano, di 51 anni:
l'uomo non è riuscito a trattenersi quando ha visto i banditi prendere a calci e pugni la moglie. Ha prima esploso due colpi in aria, sperando di convincere gli aggressori a fuggire. Ma per tutta risposta i tre rapinatori gli sono piombati addosso. Ne è nata una violenta colluttazione nel corso della quale sono partiti altri tre colpi di pistola. Uno dei rapinatori è stato raggiunto al petto ed è morto all'istante. Gli altri due invece sono rimasti feriti, ma uno è poi deceduto durante il trasporto in ospedale. Il gioielliere era convinto di fronteggiare delle persone non solo violente, ma anche armate. La pistola giocattolo era infatti priva del tappo rosso e perfettamente somigliante ad un'arma vera. Ad aprire ai rapinatori, intorno alle 19, è stata la donna, mentre il gioielliere era nel retrobottega.
Se non è un caso di pura legittima difesa questo, non so cosa possa essere. Un appunto però: una pistola che riproduce perfettamente una vera (al punto di avere, come spiegato più avanti, un caricatore estraibile) non è un giocattolo ma un replica. Poi, i Carabinieri di Paternò dimostrano buon senso e di stare davvero dalla parte dei cittadini:
«Quella pistola giocattolo non deve trarre in inganno — avvertono i militari — a vederla sembrava proprio vera. Oltre a non avere il tappo rosso era dotata di caricatore che durante la colluttazione è caduto. Agiscono così perché contano sulla loro capacità di intimidazione e perché non mettono nel conto che ci possa essere una persona armata. [...]».
Ah! Quest'ultima affermazione non è la stessa cosa che noi "pistoleri" andiamo facendo da anni - che i criminali molto spesso contano sul fatto che la loro vittima non opporrà alcuna resistenza efficace? Ora che la fa un agente dello Stato, qualcuno dei soliti noti presterà orecchio?

Il gioielliere merita una menzione d'onore, non un processo.

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08/02/08

Trito E Ritrito

E' da tanto che non proseguo nella mia opera di rendere anche gli italiani armati fino ai denti. Ma questi mi sembrano i giorni giusti per continuare.

Stanotte, grazie al solito anonimo commentatore su Pena di Morte che ce li fornisce, passeremo in rassegna qualche luogo comune sull'uso di armi da fuoco per difesa.
Quante cazzate!! a parte la retorica da quattro soldi,
Il buongiorno, con gli anonimi, si vede sempre dal mattino
ti vorrei vedere davvero con una pistola in mano davanti ad un delinquente armato.... ti pisceresti sotto,
Il commentatore potrebbe essere un uomo vissuto, uno che ha visto molte persone affrontarsi armate di pistola - o che ha partecipato a molti scontri - e può quindi parlare per esperienza diretta. Potrbbe proprio essere così. Ma e' più probabile che si tratti di proiezione: siccome il nostro anonimo è il primo a pisciarsi sotto quando le cose si fanno difficili, egli pensa che tutto il resto del mondo si comporti allo stesso modo.
e forse come risultato supplementare, vedendoti armato, ti faresti anche ammazzare.
Il criminale vede un cittadino armato. Si spaventa, e cosa fa? Spara uccidendo. Bene; possibile; capita di sicuro. Ma spesso succede pure che il criminale pensi "Oh cazzo, qui finisce che io mi prendo un proiettile. Sarà meglio cambiare aria". Oppure potrebbe anche capitare che il cittadino - giustamente incazzato come un bufalo - spari per primo. Perchè no?
Un bel risultato!
Mi sembra di sentire "La resistenza è futile. Verrete assimilati": il nostro anonimo evidentemente pensa che i criminali siano essere invincibili, dotati un'energia mentale che paralizza le loro vittime rendendole incapaci di reagire. Noi cittadini possiamo solo assecondare i nostri dominatori e sperare per il meglio.
Ma in realtà quella è la mentalità dello schiavo che ha accettato la sua schiavitù, e non si ribellerà mai.
Tutto il resto sono chiacchiere da bar.
Non da bar. Da poligono, dove ci si esercita ad allineare tacca, mirino e bersaglio, e poi tirare il grilletto senza scatti...

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30/01/08

Giustizia Spontanea

MASCALI (Catania) - Un giovane è morto a Mascali, nel Catanese, mentre armato di taglierino stava rapinando un bar. Secondo la ricostruzione dei carabinieri della compagnia di Giarre il ventunenne, D. S., sarebbe deceduto per un malore dopo che gli avventori del locale lo avevano disarmato.
Questo sono le storie che mi fanno ghignare di malefica soddisfazione. Una persona che stava usando la violenza per ledere i diritti altrui ne ha pagato le conseguenze - con gli interessi. Non c'è nulla di cui dispiacersi, per me.

Questa storia dovrebbe poi insegnare un'altra lezione: specialmente contro chi è armato di un'arma da taglio corta, reagite. Fate in modo che i criminali debbano faticare.

Però, è naturale che una reazione scomposta, senza metodo, non sia molto efficace. Ma in molte cittò si possono frequentare corsi di autodifesa ed arti marziali per imparare almeno le tecniche base. E con quelle acquistare la confidenza necessaria per reagire nel modo giusto. Come dice sempre il mio maestro, fate le cose semplici: se frequentate un corso, non lasciatevi incantare da mosse complesse e coreografiche; quelle sono cose da esperti. Una presa al polso, seguita da una torsione del braccio - o da un pugno/colpo di palmo o calcio/ginocchiata/gomitata spesso è sufficiente.

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28/01/08

Make Your Own Kubotan

The kubotan is a sort of small stick which is used in oriental martial arts to strike specific points, joints or nerves. It adds a good deal of effectivness to fists in close-combat, but it is not very effective in untrained hands.

Kubotans can be bought in shops or online, but it's more interesting to make your own. The only piece of equipment needed to do a proper job is a lathe - either a woodworking or metalworking one. Considering that the basic kubotan is little more than a cylinder, I think that having a lathe with a toolpost makes the job easier. Other required tools are a small wood saw, a medium size chisel and some sandpaper/steel wool. A safety note: don't use a lathe if you don't know what you are doing, because it is a machine with a serious potential to injure.

The best material for homemade kubotans is hardwood - boxwood, dogwood and walnut wood are optimal, but oakwood, hickory and and ashwood will work too. Soft lumber, like pinewood, is not recommended.

The original kubotan is 15 mm x 140 mm, but size may vary from 15 x 100 mm to 20 x 150 mm - what fits the hands of the user.

I assume that the reader will be familiar with basic woodworking and lathe operation. Cut a workpiece bigger and longer than required and mount it on the lathe - lock it into the chuck for best results. Then turn it down to the required diameter using an appropriate cutting tool: it's a cylinder so the job should pose no problem.

When finished, put a roughly 45 degree chamfer at both ends of the piece using the chisel - a real chamfer at the free end and a groove at the other, so that the finished kubotan will have the proper length - and pass sandpaper on the spinning workpiece. Finally, cut the rod at the groove using an appropriate lathe cutting tool.

At this point, you'll have a rough kubotan, chamfered at both ends. It can be finished and used as it is, or fitted with a split ring or cord. For the keyring, a 4-5 mm hole perpendicular to the long axis drilled 10 mm from one end should work - but not all split rings are the same, so the hole size and placement must fit the available ring. The hole ends will probably have to be chamfered too as to permit free movement of the split ring.
Alternatively, the split ring can be attached using a screw or screw eye - but a screw can cause cracking or splitting of the wood. To fit a cord (to be passed around one or more fingers in order not to drop the stick during a scuffle), drill two holes like the above near the centre (say, 30 mm apart) of the stick, pass a piece of elastic cord through them and secure it with two knots.

A bare wood kubotan will easily absorb moisture and get stained, so it's better to paint it - possibly also the inside of the ring hole. Any wood paint will work, but some produce an exceedingly smooth surface which is not good for grip. The treatment I prefer uses raw linseed oil and shellac to obtain a smooth and hard yet not slippery finish. Smooth the wood using fine sandpaper or steel wool, wipe the dust off and apply layer after layer of linseed oil using a brush, letting the first layer dry (12 - 24 hours) befure applying another. The number of required layers is variable, but less than three or four won't give a good finish; more are needed for softer wood. Optionally, after the last layer of linseed oil is dry, a layer or two of shellac can be applied. For the best results, use a cotton wad inside a piece of cotton cloth; soak the wad with the shellac/alcohol solution and pass it on the wood, along and across. Let the coating dry, and do not polish further because it would get too smooth for a good grip. This coating is hard, durable and gives a very warm colour to the kubotan - I have one treated this way, that required a bit of retouch only after 3 years of constant use as keychain.

Other designs: Kubotans often have radial grooves to improve grip; those can be easily made on the lathe using a chisel. Some of these sticks have one or both pointy ends, or a bulbous one. The kubotan is not at all intended to cause stab wounds, so pointy ends are not recommended. Besides, a wooden cylinder looks inoffensive enough not to catch the attention of the cops (they let me take it on a plane...), while pointy things probably will be noticed. A bulbous end is more difficult to make, and I don't know if it adds enough effectiveness to be worth it.
Other kubotan materials are hard plastic (the original design) and metal: hard plastic can be machined on a lathe much like metal. Metal sticks are heavier and will catch more attention - also from metal detectors, so I don't recommend them.

A wooden kubotan can be pyrographed at will before giving it the surface treatment, and also decorated with ink or paint, or engraved. However, an important feature of a kubotan is its unobtrusiveness, and any decoration goes against it.

Update: Now you have your kubotan (or koppo, as the ones fitted with cord are called); how to use it for maximum effect? Here are some techniques for hand sticks.

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08/01/08

Un Altro Cittadino Coraggioso

Che però è andato fuori dai limiti:
Caioli, 30 anni, era stato aggredito dai due rapinatori a volto coperto mentre stava rientrando in casa. Sotto la minaccia dell'arma è stato costretto a farli entrare, dove è stato legato e immobilizzato assieme alla convivente. Ma approfittando di un momento di distrazione di Frerè, che assieme al complice aveva aperto la cassaforte e si era impossessato di 10 mila euro, aveva ingaggiato con il rapinatore una colluttazione. I due rapinatori sono allora fuggiti, Caioli li ha inseguiti sulle scale e ha sparato due colpi. In attesa dell'esito dell'autopsia, il magistrato ha disposto anche una serie di altri accertamenti per valutare se l'ipotesi di reato possa essere derubricata in eccesso colposo di legittima difesa.
Liberarsi, reagire, disarmare uno dei rapinatori e metterli in fuga è degno di lode. Ma sparare ai rapinatori in fuga - per quanto comprensibile, e per quanto la società non sia certo peggiore ora che un pluripregiudicato è andato all'altro mondo - va oltre i limiti della legittima difesa.

Però anche l'accusa di omicidio volontario va oltre i limiti del buonsenso e della giustizia. Eccesso di legittima difesa è fin troppo.

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14/12/07

Il Mio Maresciallo Preferito

Si, sono un po' in ritardo su questa storia, ma meglio tardi che mai. I fatti ormai li conoscete: una pattuglia dei Carabinieri intercetta quattro rapinatori (tutti forestieri) dopo una serie di rapine. Uno dei banditi spara e ferisce il maresciallo Francesco Ferro, che però riesce a rispondere al fuoco, ed insieme al suo collega Pasquale Busto uccide due dei rapinatori. Gli altri due tentano di fuggire, ma vengono bloccati con l'aiuto di alcuni cacciatori che stavano passando di lì per caso, i quali mettono i due rapinatori sotto tiro. Qui c'è qualche incertezza: secondo alcuni resoconti, i cacciatori hanno agito spontaneamente, mentre secondo altri sono stati i carabineri a chiedere soccorso.

Comunque sia, apprezzo molto il maresciallo Ferro per due motivi principali.
Uno, dal sue letto di ospedale ha dichiarato (parafrasando) "Io non mi sento un eroe, stavo solo facendo il mio lavoro" ed anche "Quando mi sono reso conto di essere ferito, l'istinto di sopravvivenza ha preso il sopravvento". Che è come deve essere.

Due, non ha rifiutato - e forse ha addirittura richiesto - l'aiuto di comuni cittadini armati per catturare i fuggitivi. Ed anche questo è come dovrebbe essere.

Non so se Ferro ha familiarità con i Principi di Sir Robert Peel, ma sembra avere comunque compreso che "la polizia è il pubblico ed il pubblico è la polizia; i poliziotti sono soltanto cittadini pagati per dedicarsi a tempo pieno a quei doveri che incombono ad ogni cittadino nell'interesse della comunità e del benessere".

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