The Second Version

11/02/09

Effetto Serra della Verdura

Il Corriere ha pubblicato un paio di giorni fa un altro articolo sedicente scientifico che però manca parecchio il bersaglio.
Effetto serra: smentiti i «negazionisti»
Almeno negazionisti è fra virgolette, ma un dispregiativo del genere non si adatta molto all'immagine di un giornale imparziale ed autorevole.
Più nel merito, nessuno sano di mente ed un buona fede nega l'esistenza dell'effetto serra; i dubbi invece sono riguardo l'impatto delle attività umane sul clima terrestre. Una distinzione importante che però troppi non colgono.
ROMA - Che cosa succede ai ghiacci artici, si stanno espandendo o ritirando? La risposta è inequivocabile: nello scorso mese di gennaio è stata misurata un'estensione superiore a quella del gennaio 2008; ma, considerando la statistica sugli ultimi 30 anni, il fenomeno della riduzione complessiva è confermato e non bastano alcune settimane di intenso freddo con abbondanti precipitazioni nevose ad affermare che si sia invertita la tendenza.
Niente da obbiettare su questo passaggio.
I «NEGAZIONISTI» DELL'EFFETTO SERRA - Riflettere sui dati forniti dal NSIDC è quanto mai opportuno, dopo il clamore sollevato un mese fa da alcuni scienziati negazionisti dell'effetto serra, secondo cui i ghiacci artici erano tornati quasi ai livelli del 1979, contraddicendo gli allarmi di quanti, invece, sostengono il loro continuo regresso.
Di nuovo il termine dispregiativo, ed applicato a sproposito: la discussione è sull'estensione dei ghiacci antartici, ovvero un piccolo sottoinsieme di tutti i fenomeni che compongono il clima terrestre. E' comunque vero che chi ha parlato di ghiacci tornati al livello del '79 ha preso una cantonata.
Di fatto, tirate le somme relative al mese di gennaio 2009, è risultato che la massima estensione dei ghiacci marini artici è stata di 14,08 milioni di km quadrati. Essa, pur risultando 310 km quadrati maggiore rispetto a quella del gennaio 2008, rimane tuttavia ben 760 km quadrati inferiore alla media di riferimento calcolata sul periodo 1979- 2000 (sempre relativa al mese di gennaio).
Mi sembra che manchi qualche zero in questo paragrafo: è improbabile che si possa parlare di differenze soltanto di qualche centinaio di chilometri quadrati; più realisticamente si tratta di centinaia di migliaia. Comunque, il 2007 ha visto uno scioglimento record dei ghiacci artici, al quale sono seguite previsioni castrofiche per il 2008, come un Polo nord libero dai ghiacci. Previsioni che non si sono avverate, ed anzi durante l'inverno c'è stato un amuneto molto rapido della superfice gelata; secondo i dati NSIDC ora ci troviamo leggermente al disopra del valore del Febbraio 2007, ma sempre sotto la media 1979-2000.
TENDENZA TRENTENNALE - D'altra parte, se si guarda la curva che rappresenta gli alti e bassi stagionali dell'estensione dei ghiacci artici nell'ultimo trentennio, cioè da quando si dispone di dati raccolti dall'orbita terrestre grazie ai satelliti artificiali, è evidente la tendenza alla diminuzione, malgrado alcune brevi fasi di recupero.
Vero anche questo, ma di nuovo non c'entra molto con l'intenzione di dimostrare che la "negazione" dell'effetto serra è sbagliata.
Anche la valutazione che il pianeta si stia complessivamente avviando verso una fase relativamente più fredda è prematura poiché, come si vede in questi giorni, all' inverno rigido in alcune parti dell'emisfero settentrionale, si contrappone un'estate rovente in parti di quello meridionale, come dimostrano le eccezionali ondate di calore in corso in Australia.
Ondate di calore che non coinvolgono però tutto il continente australiano, che sia pure vasto è solo una piccola parte dell'emisfero meridionale.
Insomma, come fanno giustamente notare i climatologi più avveduti, non bisogna far confusione fra meteorologia e climatologia: qualche ondata di freddo in qualche parte del mondo non cancella la realtà del riscaldamento globale e le tendenze si possono cogliere solo valutando l'andamento dei vari parametri sui lunghi periodi.
Eppure, sono più che altro i sostenitori del riscaldamento globale antropogenico che presentano ogni ondata di caldo/freddo/pioggia/siccità come prova dell'apocalisse prossimo venturo e della necessità di intervenire radicalmente subito sulle emissioni di CO2.
Sembra poi che questo riscaldamento globale si stia avviando ad essere la perfetta affermazione non falsificabile. Se "qualche ondata di freddo in qualche parte del mondo" non basta, cosa ci vuole allora per smentire l'idea del riscaldamento globale? Una nuova glaciazione, oppure anche durante quella i "riscaldisti" ci diranno che comunque le temperature sono destinate ad aumentare di nuovo?

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