The Second Version

18/04/07

Non Solo le Pistole

Come era facilmente prevedibile, la strage del Virginia Tech ha riacceso il dibattito sulle leggi in materia di armi da fuoco - negli USA, ma anche qui in Italia (ed in questo caso, a quanto pare, è più che legittimo interessarsi degli affari interni di uno stato sovrano).

Una delle regioni che si sentono più spesso a favore di uno stretto controllo sulle armi da fuoco è che un maggiore numero di queste causa più incidenti ed omicidi - ergo, la loro pericolosità è tale da richiedere un livello di controllo eccezionale. Il dato più frequentemente citato in proposito è il numero di morti per armi da fuoco negli USA: dai 10 000 ai 14 000 all'anno secondo le fonti. Per lo scopo di questo articolo assumerò che questo conteggio sia allo stesso tempo accurato e rappresentativo, anche se ho i miei dubbi: esistono diverse categorie di morte per arma da fuoco.

Eppure, chi invoca questi argomenti sembra dimenticare che ci sono molti altri oggetti ed attrezzi che possono essere usati per offendere (ad onor del vero, molti di questi in Italia possono essere portati solo per giustificati motivi) e che possono venire acquistati o reperiti facilmente. Ma a parte i soliti cacciaviti e martelli, pensate quanti danni potrebbe fare un'automobilista che lanci il suo veicolo contro una folla, o un autista di autobus che impazzisca e si lanci con il suo carico di passeggeri giù da un ponte. E tanti altri esempi. Eppure, nessuno chiede di porre particolari vincoli all'acquisto di veicoli a motore, o di rendere estremamente difficile l'ottenere la patente.

Ma ci sono effetti ancora più sottili; decisioni invece che oggetti che possono uccidere. Per esempio, sarebbe più facile catturare e condannare i criminali se la polizia avesse più ampi poteri di arresto, perquisizione ed interrogatorio; se l'imputato non avesse diritto alla difesa. Eppure molti di quelli che sono favorevoli al controllo delle armi da fuoco si opporrebbero - con ragione - a tali misure.

Ed ancora, sarebbe più facile contrastare il terrorismo (islamico e non) se i terroristi catturati potessero essere incarcerati indefinitamente, assoggettatti ad interrogatori coercitivi e - come si fa a Singapore - sottoposti ad indottrinamento cristiano. Eppure, la sinistra considera Camp X-Ray come un luogo di barbarie.

Però, quando si viene al tema armi da fuoco, questi schemi di pensiero vengono ribaltati, e la sinistra propone che lo Stato abbia il potere di decidere quante e quali armi un cittadino possa detenere o portare; come le debba custodire; quante munizioni possa avere; ed infine di concedere e revocare licenze arbitrariamente. E spesso da sinistra vengono chieste restrizioni ancora maggiori.

Perchè? Perchè questa palese applicazione di pesi e misure diverse?

I motivi sono necessariamente diversi. Uno, naturalmente, è il desiderio di controllare e dominare che certe persone hanno e mascherano abilmente da preoccupazione per la sorte altrui.

Poi c'à la oplofobia. Come tutte le fobie, si tratta di una paura irrazionale, che in questo caso ha come oggetto le armi da fuoco. Gli oplofobi tendono ad esagerare la letalità e le prestazioni delle armi da fuoco; hanno molte idee erronee sul loro funzionamento - e ritengono che le armi da fuoco esercitino una maligna influenza su chi le possiede, trasformandoli tutti in assassini che prima o poi faranno stragi. Per fortuna, l'oplofobia è curabile: con lo studio delle armi, delle loro caratteristiche e funzionamento, con l'avvicinamento graduale ai tiratori - per scoprire che la stragrande maggioranza non sono creature sinistre, ma persone normali con una passione poco comune.

A seguire, ignoranza: gli usi difensivi delle armi da fuoco sono spesso ignorati dai media, che poi la maggiore parte delle volte si guardano bene dall'enfatizzare il ruolo delle armi nel prevenire o bloccare un crimine. Mentre si può fare un conteggio dei casi in cui c'è stato comunque un intervento delle forze dell'ordine, ci sono probabilmente molti casi che rimangono sconosciuti - anche perchè nessun colpo viene sparato. Una stima per gli USA parla di circa due milioni di usi difensivi di armi da fuoco ogni anno, ed io sono convinto che un certo numero di questi avviene anche in Italia senza fare notizia.

Certamente però diventa difficile dare la giusta enfasi all'uso di armi da fuoco quando certi assiomi entrano di mezzo. In questo caso, il primo assioma è che la violenza è sempre male, non importa come o per quale motivo viene usata. Questo assioma è sbagliato perchè va contro al naturale istinto di sopravvivenza; inoltre, finisce per fornire un vantaggio strategico a chi la pensa diversamente ed usa violenza a fini predatori; se la vittima non poù reagire, il predatore ha campo libero.

Il secondo assioma è che nessuna vita può essere danneggiata o terminata per alcun motivo. Questo sembra un nobile principio, ma un sistema etico basato su di essa fallisce in modo subdolo e pericoloso. Poniamo che ci si trovi in una situazione nella quale è necessario sacrificare una vita per salvarne molte (come uno studente impazzito che stia metodicamente massacrando i compagni...): se il nostro sistema etico è basato sull'inviolabilità assoluta della vita umana, esso non ci fornisce una risposta sbagliata. Non ci fornisce alcuna risposta: trovandosi di fronte ad una situazione imprevista, si blocca come un programma che contenga un errore. Ci lascia paralizzati ed incapaci di prendere una decisione - che equivale a lasciare che altri soggetti seguano il loro piani.

Il modo giusto per affrontare la questione delle armi da fuoco è, come al solito, quello pragmatico: riconoscere che si tratta di strumenti con le loro caratteristiche particolari, che possono essere usati per il bene o per il male, per scopi difensivi o predatori. Ed infine, trovare il miglior compromesso fra le diverse esigenze e necessità.

Integrazione: Penso possa essere istruttivo dare un'occhiata al Rapporto Eures sugli Omicidi in Italia 2003.

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5 Commenti:

  • Concordo appieno con tutto ed in particolare con :
    .. è il desiderio di controllare e dominare che certe persone hanno e mascherano abilmente da preoccupazione per la sorte altrui...

    Di Blogger Bisquì, Alle 18/4/07 22:08  

  • Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

    Di Anonymous Anonimo, Alle 19/4/07 06:28  

  • Gli anonimi che lasciano commenti di soli insulti senza sostanza non verranno tollerati.

    Di Blogger Fabio, Alle 19/4/07 07:28  

  • Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

    Di Anonymous Anonimo, Alle 19/4/07 15:35  

  • L'imbecille che posta da Tucson, Arizona, IP 71.32.53.#, non è per niente simpatico. Nemmeno figo, alternativo o utile in qualsiasi modo.

    Da ora in poi i commenti saranno moderati, e cose di questo genere nemmeno vedranno la luce del sole.

    Di Blogger Fabio, Alle 19/4/07 15:42  

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