The Second Version

16/06/08

Radiofobia

Ogni volta che capita qualche evento che coinvolge materiale radioattivo, non importa quale sia la reale gravità dei fatti, si scatena una tempesta mediatica di titoli allarmisti sulle prime pagine e servizi in primo piano nei telegiornali.

I giornalisti finiscono spendono migliaia di parole, eppure solo di rado riescono a descrivere compiutamente come sono andate le cose, ed ancora più raramente ci dicono quali siano i limiti di legge ed i valori misurati.

L'ultimo caso in ordine di tempo si è verificato nei giorni scorsi: un carico di rifiuti provenienti da Acerra e destinati ad una discarica irpina è stato respinto perchè contaminato da residui radioattivi.

Dei giornali che ho consultato online, il Mattino ha prodotto il titolo più allarmisitico quanto privo di qualità informative. Se la cavano meglio il Corriere (che però difetta di informazioni) e Repubblica.

Veniamo però alla sostanza. Il materiale respinto è apaprentemente costituito da rifiuti ospedalieri contaminati da iodio-131: visto che le quantità di iodio radioattivo nell'uso medicale sono piccole (ben al di sotto, in genere, delle dosi dannose), il suo tempo di dimezzamento è breve e lo iodio è comunque diluito in una grossa quantità di rifiuti urbani - io mi sento di concludere che il rischio corso è stato minimo. Certamente non degno di un allarme a livello nazionale, e nemmeno motivo sufficiente per chiudere le discariche.

E' certamente possibile che ci siano affari sporchi o cattiva volontà dietro questa vicenda, ma è molto probabile che la spiegazione sia molto meno sinistra: vuoi per carenze nella raccolta dei rifiuti ospedalieri, vuoi per semplcie incuria, qualcuno del personale ha gettato quei rifiuti nello stesso cestino del comune rudo.

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