The Second Version

03/03/09

Nuova Entrata

Qualche tempo fa ho scoperto il blog Wolfstep, e ne sono subito rimasto catturato.

Con il solito caveat della differenza di opinioni su alcune importanti questioni, quello che mi piace di Uriel è il pensiero davvero indipendente, la brutale onestà nel dire le cose come stanno e nell'enunciare quella che è la realtà distinta da desideri ed utopie.

Probabilmente la più forte carattersitica che noi due autori abbiamo in comune è l'odio per il pensiero "destrutturato"*, per la falsa cultura e l'incapacità di ragionare. Ecco quello che scrive Uriel sul tipo di pensiero dominante a sinistra:
1. La democratizzazione della cultura intesa come cultura facile. Se il pensiero progressista tradizionale si propone di rimuovere tutti gli ostacoli materiali all’istruzione, mantenendola pero’ nei suoi binari tradizionali, cioe’ un percorso fatto di studio, fatica e disciplina, la sinistra moderna si e’ preoccupata di rimuovere anche gli ostacoli intellettuali. Sei una capra? Nessun problema, ti procuriamo un percorso di studi abbastanza “facile” da permettere persino a te di “avere un pezzo di carta”. Ti scoccia fare fatica? Nessun problema: concepiremo un corso dove si studii abbastanza poco da non doverti ammazzare sui libri. Non vuoi neanche fare quello? Nessun problema: studieremo una serie di atteggiamenti, di scorciatoie e di parole d’attualita’ , concepite affinche’ chiunque possa darsi una patina di cultura semplicemente pronunciandole. Prenderemo “Il MAestro e Margherita” e lo metteremo in omaggio sull’ Unita’. Poiche’ il libro in questione normalmente e’ (piccola) parte di un corso di laurea in lettere, leggendo questo libro potrai considerarti “allo stesso livello culturale” di una persona che ha passato sui libri anni della propria vita, che e’ stata misurata con decine di esami ed una test. E non solo: potrai dedicarti all’arte principe dell’uomo di sinistra; perche’ se leggi “Il Maestro e Margherita” (Inserto dell’ Unita’, ormai detta “il Resto del Carlino della classe operaia”) potrai dare dell’ignorante a chiunque altro. Nella mente dell’uomo di sinistra, “accesso agli studi” significa rimuovere ogni difficolta’ che lo studente possa incontrare,e poco importa se questa difficolta’ si chiami “studio”, o “istruzione”: la cultura e’ il pezzo di carta che prendi alla fine degli studi, quindi se qualcosa ti impedisce di arrivarci e’ un’ostacolo alla cultura. Questa mentalita’ si riflette alla perfezione nella riforma di Berlinguer, che ha prodotto tutti quei diplomati-bestie che poi la riforma del centrodestra avrebbe trasformato in laureati-bestie. Quando si tratta di fancazzismo destra e sinistra vanno d’accordo, tranne che per la sinistra tollerare il fancazzismo e’ “accesso alla cultura”. Non parliamo poi di tutte le scorciatoie messe in opera perche’ qualsiasi bestia possa atteggiarsi a persona colta: la cultura viene , a sinistra, confusa con gli atteggiamenti piu’ stereotipati di alcune persone colte, ovvero con l’immagine che l’ignorante aveva delle persone colte. Ben lungi dal demolire questa immagine, tutto cio’ che ha fatto la sinistra e’ stato di fornire una scorciatoia poco faticosa a chiunque volesse passare la sponda, e giocare al medesimo gioco in una squadra diversa. Nella “visione culturale” dell’uomo di sinistra la cultura e l’estetica della cultura sono cose identiche, e l’estetica e’ la scorciatoia per arrivare alla cultura senza sottoporsi a tutte quelle fatiche e a quelle valutazioni personali che essa richiede. Se i danni della destra possono essere rimediati perche’ l’uomo di destra pensa che i soldi siano meglio della cultura ma almeno ammette di non aver studiato per iniziare a lavorare, quelli della sinistra sono molto piu’ sottili, perche’ nessuna forza al mondo puo’ invitare qualcuno che si ritiene colto a farsi una cultura. E’ possibile convincere il leghista di non sapere nulla semplicemente ponendolo di fronte a cio’ che non sa , mentre e’ letteralmente impossibile fare lo stesso con l’uomo di sinistra, perche’ e’ convinto di sapere cose che non sa.
Parole quasi sante...

* Penso sia la prima volta che uso il termine destrutturato, ma i miei lettori dovrebbero sapere a quale malattia intellettuale mi riferisco.

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