The Second Version

05/03/14

Non Capire un Tubo

Da un commento su Facebook:

"Obama è neoliberista puro non sai dei trattati oceanici che sta tentando di imporre? Trattati di libero scambio con obbligo delle nazioni di rimborsare le multinazionali se per caso le vendite nei mercati aperti non rispettano le aspettative di queste..."


La madonna, viene da dire. Il commentatore poi ci fa sapere quali trattati conterrebbero queste clausole: "Transatlantic Trade and Investment Partnershi" nel caso dell'UE - e non mi sono interessato degli altri perche' il mio lavoro e' un altro e devo pensare prima a quello.

Ho fatto un poco di ricerca sul trattato transatlantico, e l'unica cosa vagamente simile a quello che il commento paventa e' lo Investor State Dispute Settlements (ISDS. C'e' un documento ufficiale della EU che descrive piu' in dettaglio lo ISDS, e naturalmente non dice nulla tipo "obbligo delle nazioni di rimborsare le multinazionali se per caso le vendite nei mercati aperti non rispettano le aspettative di queste":
ISDS is a procedural mechanism provided for in international agreements on investment. Countries sign such agreements in order to set out ground rules when foreign companies invest on their territory, for example by building factories. ISDS allows an investor
from one country to bring a case directly against the country in which they have invested before an arbitration tribunal.
In order to bring a case, an investor must claim that the Party has breached rules set out in the agreement. For example, an investment agreement will often say that a government can only take over or 'expropriate' (for example, nationalise) an investment if it pays adequate compensation to the investor
If a country seizes an investment or passes new laws which make it worthless (for example, it suddenly bans a product produced in a factory owned by a foreign investor) and pays insufficient compensation, or none at all, the investor could use ISDS to bring a
claim directly against that country, claiming a breach of the expropriation provision in the agreement and seeking compensation.
Si tratta di sole sei pagine, quindi ci vuole poco a leggerlo tutto. Tralasciamo per pieta' le imprecisioni lessicali del commento, poi, che ho altro da fare.

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28/05/12

Blame America, Always

Unsurprising:
TEMPO.CO , Jakarta - Intelijen Rusia berpikir Sukhoi Superjet 100 yang jatuh pada joy flight 9 Mei 2012 di Gunung Salak Bogor, Indonesia, kemungkinan disabotase Amerika Serikat. Hal ini ditulis salah satu media besar di Rusia pada Kamis, 24 Mei 2012.(Trans.)Russian intelligence think that the Sukhoi Superjet 100 that fell during the "joy flight" on 9 May 2012 and hit Mount Salak, Bogor, Indonesia, could have been sabotaged by the United States. This was written by one big Russian media on Thursday, 24 May.

Pada salah satu artikelnya, tabloid Rusia Komsomolskaya Pravda menulis judul 'Amerika yang Akibatkan Kecelakaan Sukhoi?'.
(Trans.)In that article, the Russian Tabloid "Komsomolskaya Pravda" writes"Did America cause the Sukhoi crash?"
Yes, if the Pravda says so it must be true. They have never ever been the propaganda arm of the Soviet and then Russian government, right?

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01/03/12

Bassa Velocità

Libertiamo ha un articolo che a mio parere centra il punto sulle proteste anti-TAV:
Il problema è semplicemente che c’è qualcosa e non dovrebbe esserci nulla. La valle e la montagna non devono essere “violate”. I No Tav non sono una coalizione d’interessi disposta a negoziare e a ragionare in modo relativo – sui costi e sui benefici, sui rischi e sugli indennizzi – ma un movimento ideologico assoluto. 
Pure io ho la stessa impressione di fronte al movimento no-TAV - ma anche di fronte a tanti altri esempi di ambientalismo. E la mia impressione ha iniziato a formarsi 15 - 20 anni fa.

Ai tempi leggevo, o scorrevo, spesso il giornale anarchico Umanità Nova, e ricordo ancora - anche se i dettagli sono ormai sbiaditi - articoli che si scagliavano contro treni veloci (mentre sostenevano i treni locali), contro autodromi, contro gare di rally.

A parte le ragioni per così dire incidentali dell'opposizione (rumore, inquinamento, disagi), c'era una corrente di pensiero implicita e talvolta anche esplicita che suona più o meno così:
La velocità è innaturale, è perversa, è MALE.
La lentezza, il muoversi è velocità paragonabili a quelle dell'uomo a piedi è naturale, è BENE.
Unita alla solita nostalgia per un'età dell'ora di armonia fra uomo e natura che non è mai esistita ma forse potrebbe esistere solo con tecnologie più avanzate*.

Una posizione del genere è ovviamente ideologica ed assolutista. A chi l'adotta non interessano ragionamenti pragmatici e valutazioni di costi/benefici, così come ai comunisti sovietici non interessava guardare alla differenza di condizioni di vita fra USA ed URSS. Il comunismo era buono in sé stesso, e la lentezza è buona in sé stessa.

Non c'è possibilità di dialogo fra chi ragiona pragmaticamente e chi ragiona ideologicamente.

Ma sapete qual'è l'aspetto grottesco? Opposte ideologie si capiscono - magari mentre si fanno guerre da milioni di morti, ma usano lo stesso linguaggio e condividono molti assiomi. E sanno di essere nemici, non si illudono di essere solo avversari.

Come dialogare con i No-TAV, quindi?
Si-TAV perché si, perché la velocità è bella ed il progresso è BENE in sé stesso. E chi ha i cannoni più grossi e più munizioni vincerà.

A volte essere percettivi è una maledizione.

*Un generatore a fusione in ogni casa e fabbrica, e non servono più linee elettriche. Velivoli per tutti e servono molte meno strade. Inventari informatizzati, magazzini automatizzati e sistemi GPS per ottimizzare i percorsi dei camion e si può risparmiare parecchio sui trasporti di merci; questa non è fantascienza.

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06/11/11

Il Gioco degli Effetti

Mentre facevo richerche per l'articolo precedente sul lacrimogeno CS, ho trovato un articolo a proposito di una lezione sugli effetti a breve e lungo termine del CS.

Va bene, elenchiamo tutti gli effetti voluti e non del CS. Ma facciamo lo stesso anche per le armi che usano i dimostranti violenti, va bene?

Sassi ed altri oggetti contundenti
Contusioni, escoriazioni, lacerazioni.
Amputazioni traumatiche in casi estremi
Incrinature, fratture anche scomposte.
Traumi cranici con possibilità di danni cerebrali temporanei o permanenti.
Lesioni agli occhi con possibilità di perdita della vista.
Lacerazioni e fratture possono anche risultare in danni permanenti, come cicatrici e ridotta mobilità delle mani od altri arti. I traumi facciali possono lasciare una persona sfigurata per il resto della vita.

Vernice
Irritazioni della pelle e delle mucose.
Irritazioni delle vie respiratorie.
Congiuntiviti, danni alla cornea.
Dispersione nell'ambiente di solventi ed altre sostanze nocive.
I componenti delle vernici sono spesso tossici per diversi organi interni e potenziali cancerogeni.

Bombe carta
Ustioni, lacerazioni, fratture.
Sfondamento dei timpani e rottura dei bulbi oculari.
Danni da unda d'urto agli organi interni (contusioni polmonari ecc.).
Amputazioni traumatiche.
Ferite da detriti ad alta velocità.
Incendio di materiali combustibili.
Le esplosioni rilasciano nell'aria sostanze tossiche come ossido di carbonio ed anidride solforosa.
Le ferite da esplosione spesso lasciano conseguenze a lungo termine o permanenti.

Bottiglie incendiarie
Ustioni anche gravi ed estese.
Lesioni alle vie respiratorie.
Irritazione delle vie respiratorie per inalazione dei fumi.
Incendio di materiali combustibili.
Rilascio in atmosfera di fumi inquinanti.
I carburanti usati per confezionare le bottiglie incendiarie sono in sè irritanti, tossici e nocivi in particolare per l'ambiente acquatico.
Le ustioni sono forse le ferite che lasciano le cicatrici più visibili e durature, che di frequente richiedono correzione chirugica.

Vi basta?

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24/04/11

Il Fronte del Popolo della Giudea

Se non fosse che tante persone vengono ammazzate e mutilate per davvero (e si, anche se si tratta di utili idioti italici, non mi fa felice), la situazione dei vari gruppi e gruppuscoli palestinesi è anche più ridicola di quello che i Monthy Python potevano immaginare.

Voglio dire, prendiamo questi ultimi caprai ritardati di salafiti: hanno avuto la brillante idea di rapire un volontario umanitario italiano (alias Utile Idiota) per fare pressione su Hamas.

Uno dei piani più mongoloidi che si possano concepire, perché:
  1. Cosa gliene frega ad Hamas di uno straniero? Forse, ma dico forse, se uno dei suoi membri venisse preso in ostaggio, Hamas potrebbe pensare a muoversi.
  2. Hamas passa tipo 3/4 del suo tempo a lanciare razzi con testata esplosiva nella generale direzione di Israele, ed il resto ad epurare chi non è abbastanza puro fra i palestinesi. Secondo quale gente malata gente del genere s'interessa della vita di una persona?
  3. Un utile idiota può essere utile sia da vivo che da morto; gli idiotariani in Italia stanno dimostrando la verità di questa proposizione. Perché quindi Hamas dovrebbe rinunciare a qualcosa per salvare l'ostaggio?
Insomma, questi salafiti si sono fatti ammazzare, non hanno ottenuto quello che volevano, ma anzi hanno quasi fatto passare Hamas per i buoni che vanno a caccia degli assassini del bravo e generoso volontario.

La trinità del fallimento; solo in pochi riescono a raggiungerla.

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30/01/10

Saldatura Perfetta

Davanti a cose del genere che si può dire?
Tutti i Paesi industrializzati, soprattutto quelli grandi, sono responsabili per la crisi dell'effetto serra», ha denunciato il numero uno di Al Qaeda.
Soltanto che dimostrano che quello che io ed altri - sempre meno, però, temo - diciamo da anni sulla sconcertante vicinanza ideologica di tanti soggetti è vero.

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18/12/09

Attacco al Presidente

Arrivo un po' tardi, ma almeno così spero di avere prodotto una riflessione un poco più profonda.

Quello che vedo nelle tante trasmissioni e discussioni sul fattaccio di Piazza Duomo è che quasi tutti rimangono fissi sull'uomo Berlusconi, e non si accorgono di una verità palese.

Il Presidente del Consiglio della Repubblica Italiana è stato colpito in faccia con un corpo contundente ed è finito in ospedale per qualche giorno.

Detto così fa un effetto almeno un po' diverso? La cosa è grave, non dovrebbe esserci bisogno di spiegarlo. Tanto per usare una frase fatta, non è come dovrebbero andare le cose in un paese civile.

Ma c'è un aspetto anche peggiore del fatto che uno psicopatico sia riuscito a bucare la sicurezza e colpire il Presidente. Le persone che lo legittimano - e nemmeno le sparate su Facebook, ma chi cerca seriamente di trovare giustificazioni per l'atto - sono l'aspetto peggiore.

Non si rendono conto del fatto che legittimare la violenza contro il proprio avversario politico significa legittimare quella dell'avversario contro di sè. Quando diventa accettabile prendere a sassate Berlusconi, diventa accettabile anche prendere che so, Bersani, a sassate.

Questo modo di pensare finisce nella legge del più forte, dove la fazione con più armi e munizioni e brutalità vince. Altro che repubblica delle banane; questa sarebbe la Somalia.

Per mettere le cose in chiaro, Berlusconi non è un Hitler, e nemmeno un Gheddafi. Con tutti i suoi difetti e problemi, rimane più o meno nella media dei politici italiani (pensate che nessun altro abbia problemi di conflitti d'interesse? Berlusconi li ha solo più evidenti). E Berlusconi non è nemmeno la causa di tutti i mali d'Italia.

Di Pietro, Santoro e Travaglio sono pericolosi. Mi sembra abbiano tutte le caratteristiche di quelli che, potendo, istituiscono tribunali speciali ed erigono patiboli nelle piazze. Ma tutto per il bene del popolo italiano, eh.

Cosa vedo nel futuro?

La prossima aggressione di questo tipo che succede, ci becchiamo le leggi speciali. E se fosse un politico di centro-sinistra a prendersi le sassate, anche peggio: leggi speciali col consenso bipartisan. Già siamo andati vicino alla decretazione d'urgenza, e penso che comunque il ministero degli interni manderà in giro un po' di circolari poco carine.

Per le apparizioni pubbliche dei politici vedo due possibili evoluzioni: la papamobile - ovvero, un veicolo più o meno blindato che consenta visibilità mentre fornisce protezione, oppure il perimetro - stabilire un'area intorno alla persona nella quale solo chi ha superato i controlli appropriati può entrare.

E se un Berlusconi che cerca di suscitare compassione - come qualcuno sostiene - può servire a riportare la discussione politica nel campo politico, allora datemi i suoi piagnistei dodici ore al giorno.

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29/09/09

Il Ritorno dei Cocomeri

Domenica scorsaper caso ho guardato un po' degli speciali TV su "Puliamo il Mondo": per chi non lo sapesse, è una giornata nella quale volontari vanno in giro per città e campagne raccogliendo rifiuti e rottami.

L'idea non è del tutto priva di meriti, ma come al solito l'efficacia è poca e la carica ideologica - come vedrete - enorme.

Già, perchè c'era in televisione un'orda di sindacalisti e rappresentanti e portavoce di questo e quello che parlavano di regolarizzazione delle badanti, e d'immigrazione (con la solita bordata contro il centro-destra, senza contraddittorio), e di non ricordo bene che altro, e d'integrazione della comunità filippina* a Firenze.

E quindi ero lì a chiedermi:

"Ma che cappero c'entrano tutte quelle altre storie con Puliamo il Mondo?"

Poi mi sono ricordato che quando si prende un cocomero insieme alla buccia verde bisogna tenersi anche la polpa rossa.

L'ambientalismo continua ad essere una delle armi preferite della sinistra nello scontro politico.

* Non è un buon segno che in Italia abbiamo importato di peso il linguaggio tipico anglosassone: di communities in America ed UK se ne parla da decenni.

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29/05/09

Piccole Soddisfazioni Televisive

Vedere Pansa stasera che mazzuola - retoricamente - la Gruber, Miriam Mafai e l'altro giornalista di Otto e Mezzo.

E soprattutto non cede nemmeno un capello di controllo della narrativa ai suoi avversari.

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03/03/09

Nuova Entrata

Qualche tempo fa ho scoperto il blog Wolfstep, e ne sono subito rimasto catturato.

Con il solito caveat della differenza di opinioni su alcune importanti questioni, quello che mi piace di Uriel è il pensiero davvero indipendente, la brutale onestà nel dire le cose come stanno e nell'enunciare quella che è la realtà distinta da desideri ed utopie.

Probabilmente la più forte carattersitica che noi due autori abbiamo in comune è l'odio per il pensiero "destrutturato"*, per la falsa cultura e l'incapacità di ragionare. Ecco quello che scrive Uriel sul tipo di pensiero dominante a sinistra:
1. La democratizzazione della cultura intesa come cultura facile. Se il pensiero progressista tradizionale si propone di rimuovere tutti gli ostacoli materiali all’istruzione, mantenendola pero’ nei suoi binari tradizionali, cioe’ un percorso fatto di studio, fatica e disciplina, la sinistra moderna si e’ preoccupata di rimuovere anche gli ostacoli intellettuali. Sei una capra? Nessun problema, ti procuriamo un percorso di studi abbastanza “facile” da permettere persino a te di “avere un pezzo di carta”. Ti scoccia fare fatica? Nessun problema: concepiremo un corso dove si studii abbastanza poco da non doverti ammazzare sui libri. Non vuoi neanche fare quello? Nessun problema: studieremo una serie di atteggiamenti, di scorciatoie e di parole d’attualita’ , concepite affinche’ chiunque possa darsi una patina di cultura semplicemente pronunciandole. Prenderemo “Il MAestro e Margherita” e lo metteremo in omaggio sull’ Unita’. Poiche’ il libro in questione normalmente e’ (piccola) parte di un corso di laurea in lettere, leggendo questo libro potrai considerarti “allo stesso livello culturale” di una persona che ha passato sui libri anni della propria vita, che e’ stata misurata con decine di esami ed una test. E non solo: potrai dedicarti all’arte principe dell’uomo di sinistra; perche’ se leggi “Il Maestro e Margherita” (Inserto dell’ Unita’, ormai detta “il Resto del Carlino della classe operaia”) potrai dare dell’ignorante a chiunque altro. Nella mente dell’uomo di sinistra, “accesso agli studi” significa rimuovere ogni difficolta’ che lo studente possa incontrare,e poco importa se questa difficolta’ si chiami “studio”, o “istruzione”: la cultura e’ il pezzo di carta che prendi alla fine degli studi, quindi se qualcosa ti impedisce di arrivarci e’ un’ostacolo alla cultura. Questa mentalita’ si riflette alla perfezione nella riforma di Berlinguer, che ha prodotto tutti quei diplomati-bestie che poi la riforma del centrodestra avrebbe trasformato in laureati-bestie. Quando si tratta di fancazzismo destra e sinistra vanno d’accordo, tranne che per la sinistra tollerare il fancazzismo e’ “accesso alla cultura”. Non parliamo poi di tutte le scorciatoie messe in opera perche’ qualsiasi bestia possa atteggiarsi a persona colta: la cultura viene , a sinistra, confusa con gli atteggiamenti piu’ stereotipati di alcune persone colte, ovvero con l’immagine che l’ignorante aveva delle persone colte. Ben lungi dal demolire questa immagine, tutto cio’ che ha fatto la sinistra e’ stato di fornire una scorciatoia poco faticosa a chiunque volesse passare la sponda, e giocare al medesimo gioco in una squadra diversa. Nella “visione culturale” dell’uomo di sinistra la cultura e l’estetica della cultura sono cose identiche, e l’estetica e’ la scorciatoia per arrivare alla cultura senza sottoporsi a tutte quelle fatiche e a quelle valutazioni personali che essa richiede. Se i danni della destra possono essere rimediati perche’ l’uomo di destra pensa che i soldi siano meglio della cultura ma almeno ammette di non aver studiato per iniziare a lavorare, quelli della sinistra sono molto piu’ sottili, perche’ nessuna forza al mondo puo’ invitare qualcuno che si ritiene colto a farsi una cultura. E’ possibile convincere il leghista di non sapere nulla semplicemente ponendolo di fronte a cio’ che non sa , mentre e’ letteralmente impossibile fare lo stesso con l’uomo di sinistra, perche’ e’ convinto di sapere cose che non sa.
Parole quasi sante...

* Penso sia la prima volta che uso il termine destrutturato, ma i miei lettori dovrebbero sapere a quale malattia intellettuale mi riferisco.

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04/11/08

Ed il Piave Mormorò

Ieri sera, mentre tentavo di configurare Outlook e trasferire le impostazioni sul mio nuovo portatile (evitate Vista ed Office 2007 se appena potete) ho lasciato la TV accesa, e mi sono visto un po' di Porta a Porta.

Uno degli ospiti era Piero Sansonetti, direttore di Liberazione ("giornale comunista"), che nell'edizione del 3 Novembre proponeva di boicottare la festa della Vittoria, il 4 Novembre.

Sia pure con la solita spocchia dell'intellettuale sinistrato (l'aria di chi ha raggiunto un superiore livello intellettuale e può guardare i plebei, soprattutto quelli nazionalisti e patrioti, dall'alto in basso), almeno Sansonetti è stato onesto nell'affermare che secondo la sua visione del mondo non c'è proprio nulla da celebrare in una guerra per la patria.
Nulla di strano per un comunista dei giorni nostri; l'idea che si debbano smantellare gli stati nazionali ed abbattere le frontiere è molto popolare in quei lidi.

Ma Sansonetti è andato anche oltre, nel territorio della manipolazione linguistica ed ermeneutica, fino a sostenere che la celebre frase della Canzone del Piave "Il Piave mormorò / Non passa lo straniero!" sia xenofoba.

Per fortuna un altro degli ospiti era LaRussa, che è capace di rispondere per le rime e tenere testa agli intellettuali sinistrati. La posizione di LaRussa è che è assurdo ritenere xenofoba oggi nel 2008 una frase scritta nel 1918 per celebrare la vittoria dell'Italia nella Grande Guerra.

Non so se egli sia a conoscenza, e quanto, delle questioni dell'interpretazione del testo e controllo della narrativa, ma LaRussa ha colto lo spirito giusto: l'interpretazione del testo non può essere lasciata al solo fruitore, ma deve considerare le intenzioni esplicite dell'autore, l'intera opera ed il contesto storico, sociale e culturale nel quale è stata composta.

Nel caso specifico della Canzone del Piave, chiunque non sia caduto preda dell'ermeneutica post-moderna può vedere da sé che lo straniero di cui si parla non è chi viene in Italia a fare un giro turistico o cercare lavoro (immagino che nel 1918 non fossero molti quelli che volevano cercare fortuna qui da noi), ma sono le armate degli Imperi Centrali intente al conquistare territorio italiano ed estendere il loro dominio.

Chiarito questo, possiamo sì discutere dell'opportunità strategica di voltare gabbana ed entrare in guerra contro Austria e Germania, o di chi abbia effettivamente aperto le ostilità, o del disgraziato comando di Cadorna...

Quello che rimane nonostante tutto è che il 4 Novembre è stata la prima - e finora unica - solida vittoria militare dell'Italia unita - unita non a livello di governo ma di popolo; la vittoria di un esercito formato da soldati di ogni parte di un paese unitario ma culturalmente e linguisticamente diviso (e queste divisioni in parte esistono ancora).

Ed al di là di tutti i distinguo e gradazioni di grigio l'orgoglio patriottico merita di essere celebrato.

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17/10/08

Chi Silenzia il Dissenso

Joe L'idraulico è una persona comune che è balzata involontariamente ed improvvisamente sulla ribalta quando qualche giorno fa, durante la sua campagna presidenziale Barack Obama si è presentato a casa sua ed i due hanno chiacchierato un po' davanti alle telecamere.

Joe ha chiesto ad Obama ragguagli sul suo programma economico, ed il candidato ha apertamente ammesso di volere un sistema che "sparga la ricchezza in giro (spread the wealth around)". Una cosa un po' socialista, diciamo.

Apriti cielo! Mettersi nella posizione di far rivelare ad Obama le sue vere intenzioni e visioni del futuro è, evidentemente, un peccato mortale per l'estrema sinistra americana, e la caccia all'impudente Joe è subito scattata.

I bloggers di sinistra (Daily Kos e Democratic Underground) sono partiti alla carica ed hanno pubblicato le informazioni personali di Joe ed cazzacci suoi, mentre altre anime belle della stessa provenienza lo hanno riempito di insulti (Politico.com). E pure lo "autorevole" New York Times ci si è messo di mezzo.

Poi, con un maestrile lavoro investigativo, insieme ad alcuni altri media, hanno scoperto altre atroci verità: per sempio che Joe non ha ancora la licenza da idraulico perchè - e qui arriva l'orrore - è un apprendista che lavora come dipendente (e della licenza nemmeno ha bisogno).

Ma non è finita qui. A quanto pare Joe ha una macchia ancora più nera nella sua anima - qualcosa per cui non ci può essere redenzione. Ha stuprato bambini? Ha finanziato al-Quaida ed il Ku Klux Klan allo stesso tempo? Ha fatto l'impianto nel bagno privato di George Bush? Nemmeno: egli deve 1200 dollari al fisco!

Ha davvero tentato di evadere le tasse? Non lo so; è anche probabile che ci siano state incomprensioni od errori del fisco - dopotutto qui da noi abbiamo avuto tonnellate di errori fiscali*: non è che possiamo dare lezioni agli altri.

Comunque sia, ora Joe rischia di perdere il lavoro (visto che tra l'altro il sindacato degli idraulici supporta Obama) e di vedersi la vita rovinata. Per avere fatto una domanda imbarazzante.

E' chiaro che non si può ritenere Obama responsabile per quello che è successo (anche se sarebbe educato da parte sua prendere le distanze). Tuttavia, se gli elettori di Obama sono di questa pasta - pronti ad usare colpi bassi per silenziare il dissenso... la vedo grigia.

*Odio il termine "cartelle pazze" quasi quanto "controesodo".

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02/10/08

Nessuno Tocchi i Partigiani

Nulla di meno che lodi sperticate ed adorazione sarà tollerato verso i partigiani italiani - pena essere scomunicati dalla sinistra e probabilmente finire catalogati fra i fascisti.

Vabbè, sto esagerando un po', eppure... Spike Lee forse non è proprio un beniamino della sinistra, ma sicuramente non era odiato. Considerato il suo punto di vista sulle relazioni razziali, sarebbe strano se la sinistra non lo apprezzasse.

Eppure con il suo ultimo film Spike Lee ha infranto un tabù, qui da noi: quello dei partigiani. Il film si propone di bilanciare il poco spazio generalmente dato agli atti di valore dei soldati neri durante la Seconda Guerra Mondiale raccontando le gesta (quantomeno romanzate anche se calate in un contesto reale) di una squadra di soldati neri che capitano nel paese di Sant'Anna di Stazzema poco dopo la famigerata strage nazista.

Ma nel fare questo Spike Lee ci mostra qualche partigiano che non è esattamente senza macchia e senza paura. Apriti cielo!

La vera radice della polemica non è la veridicità storica dell'opera - ci sono film che hanno trattato i fatti storici ben peggio senza smuovere vespai. Invece, è il fatto che Spike Lee si sia allontanato da quella che è la narrativa approvata e prescritta riguardo la Resistenza.

Ed anche lui si sta rendendo conto della situazione in Italia: "Le reazioni viscerali di questi giorni mi fanno pensare che la profonda ferita apertasi in Italia durante la Seconda guerra mondiale non si sia ancora rimarginata"

Io mi permetto di aggiungere, non si riuscirà ad andare avanti se non si riesce a ricucire lo strappo; non dico di amarsi appassionatamente, ma almeno di smetterla con la violenza intellettuale - e non solo.

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26/09/08

Premiata Accademia Ranucci

Durante le pause pubblicitarie di CSI (vedi sotto) ho fatto l'errore di guardare qualche pezzo di La Guerra Infinita su Rai3.

Ormai ho perso la speranza con questi documentari. Non so se sono davvero il prodotto della scuola ranucciana, ma va sempre a finire nello stesso modo.

Il documentario prima accusa i soldati italiani di aver sparato nel mucchio dopo che un'attacco suicida aveva ucciso uno di loro - e getta dubbi sul comandante dell polizia che nega la sparatoria, e poi s'insinua che le opere (come una passerella a cavallo di un turbinoso torrente) realizzate dai nostri soldati siano solo di facciata, una misera giustificazione per una missione di guerra.

Ma pochi minuti dopo, il documentario dà voce - in un modo che per me intende approvazione - ai poliziotti afghani che accusano i soldati italiani di non fare abbastanza contro i talebani, di non colpirli quando potrebbero, e di lasciare i poliziotti soli.

Qualcuno dovrebbe guardare Gunner Palace per capire come si fa un documentario decente.

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21/05/08

Ennesimo Indice Globale

Altra notiziuola che si trova un po' dovunque oggi è che secondo il Global Peace Index il paese più pacifico del mondo sarebbe l'Islanda; il meno pacifico l'Iraq. L'Italia si trova ad un buon 28esimo posto, mentre gli USA finiscono al 97esimo.

C'è qualcosa che strusa nel modo in cui è calcolato l'indice - o meglio, negli indicatori usati per il calcolo. Passi per il fatto che il Bhutan sia considerato più pacifico dell'Italia, ma che Cuba, Rwanda e Cina vengano prima in classifica degli USA è troppo sospetto.

Un problema che salta subito all'occhio è che il GPI mescola pace domestica con pace estera; forse questo ha il suo senso - e quindi non serve a stabilire in quale paese la vita da cittadino sia migliore - ma personalmente non mi pare la metodologia più adatta.

Quali siano i veri problemi però si vede esaminando tutta la lista di indicatori con le loro descrizioni. Per esempio, la "facilità d'accesso alle armi di minore distruzione" entra nel conto, e naturalmente la stretta regolamentazione delle armi da fuoco viene considerata virtuosa. Il "rispetto dei diritti umani" viene calcolato sulla base dei rapporti di Amnesty International; quello che contribuisce a migliorare il punteggio è la "uguaglianza di genere", alte percentuali di donne in politica e partecipazione a trattati internazionali.

Aspetti che peggiorano il punteggio, invece, sono il ruolo della religione nella vita pubblica; la disponibilità dei cittadini a combattere per il proprio paese; la deviazione della distribuzione di ricchezza da un perfettamente equa(!), eccetera.

Ci sono anche voci condivisibili, come il tasso di criminalità, il livello di libertà civili, il PIL pro capita ed altri ancora, bisogna dirlo.

Insomma, niente di nuovo sotto il sole: questo indice è buono più che altro per stabilire quale paese sia il più tranzista, pacifista e socialdemocratico - non uno dove sia preferibile vivere.

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26/02/08

Malleus Evasorum

Oggi fa furore la notizia di un traditore ex-dipendente di una banca del Liechtenstein che ha rivelato al fisco tedesco - ma in cambio di una cospicua somma (la domanda sorge spontanea: esentasse?) - i nomi dei proprietari di molti ricchi conti bancari del piccolo paese.

Per me, c'è solo un solo un brano musicale che può rappresentare l'incedere degli implacabili esattori fiscali

Perchè Darth Vader sa come far pagare le tasse... (qui ci vorrebbe qualcuno con più talento e tempo libero di me che disegnasse un Darth Visco per fare due ghignate)

Di questi tempi, se andiamo a considerare i toni di molti politici e media, ingroppare i bambini è brutto, ma evadere le tasse è un peccato che può essere lavato solo dalla pubblica confessione ed espiazione da parte di un peccatore che si rimetta completamente alla magnanimità dello Stato-dio.

Io inveco vedo l'evasione fiscale sempre più come legittima difesa contro la predazione ed estorsione "democratiche" spacciate per necessaria difesa del bene comune.

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16/01/08

Una Domanda

Ci sono persone molto più brave di me ad indignarsi e lanciare strali. Io invece vorrei solo fare una domanda a quei docenti e studenti de La Sapienza che sono riusciti a far cancellare - a forza di proteste ed occupazioni - l'intervento del Papa previsto per il 17 Gennaio.

Il vostro sistema di valori è così debole da non poter sopportare di essere esposto a critiche e confronti con un sistema di valori diverso?

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09/09/07

Il Nuovo Paradiso dei Lavoratori

Ascoltate e rabbrividite. Josif Stalin, ammira il tuo migliore discepolo.
Ma tanto a Chavez basta criticare Bush per pararsi le spalle.

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07/08/07

Post Sudato

Sono sì in ferie, ma impegni importanti mi richiamano nella pianura dopo un finesettimana abbastanza sfavillante in montagna, e qui alle basse altitudini è sempre il solito schifo: caldo, umidità, rotture di palle...

Il che significa pure poca voglia di commentare gli eventi correnti - anche perchè per la maggior parte mi fanno venire voglia di tirare fuori catrame e piume per chi tradisce il mandato degli elettori (anche per chi però vende al migliore offerente drammatiche testimonianze strappalacrime) e metodi anche più brutali per chi appoggia la rivoluzione comunista.

Penso che sarà meglio dedicarsi alla coltivazione dei peperoncini piccanti, finchè non riapre il poligono...

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03/07/07

La Linea Jabbar

I preparativi erano stati annunciati già nel 2006 ed il lavoro ha proseguito alacremente per accumulare uomini e materiali nelle zone di lancio della grande offensiva multiculturalista del 2007.

Le forze multiculturaliste hanno rapidamente conquistato ampi territori specialmente nella fascia della prima serata su RaiUno e RaiDue - la Repubblica Socialista di RaiTre fa già parte della Lega Multiculti - potendo contare sul supporto logistico del nuovo governo.

Con una rinnovata spinta nell'estate del 2007, le armate multiculti si sono quindi attestate sulla Linea Jabbar, e fonti che presferiscono restare anonime hanno dichiarato "Difenderemo queste posizioni fino alla morte contro ogni tentativo di ricacciarci indietro. Siamo disposti anche a scioperare per farlo. Sempre che non ci sia da rischiare davvero il culo, eh...".

La campagna multi-culti è prevista durare fino all'occupazione del più vasto territorio possibile, prima che "quel bastardo capitalista di Berlusconi ci rimetta tutti nei campi di concentramento". Riguardo a come le forze d'occupazione tratteranno la - finora debole - resistenza popolare, l'anonimo ufficiale ha dichiarato "Cosa possiamo fare se non rieducarli a vivere in questo nuovo mondo? Non è un bel lavoro, ma qualcuno deve pur farlo per il bene dell'umanità."

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