The Second Version

26/08/10

Profughi di Guerra

Oggi mettiamo da parte le cronache delle meravigliose lande tropicali per discutere d'altro.

Quando si parla di profughi di guerra, l'assunzione comune è che si tratti di persone innocenti che fuggono da un conflitto combattuto da altri, del quale i profughi sono soltanto vittime. Questa assunzione – se volete, scelta di narrativa – è talmente radicata che nessuno sembra contestarla.

Eppure, non è necessariamente vera. Chi scappa da un conflitto? I civili che vengono presi in mezzo, certo, ma anche gli sconfitti e quelli che stanno per essere sconfitti. Un esempio storico è quello dei nazisti che alla caduta del Terzo Reich sono scappati in sud America: fuggitivi si, ma tutto tranne che vittime innocenti. Ci sono anche numerosi casi di persone che sono fuggite in altri paesi ma di lì hanno continuato a combattere o sostenere il loro conflitto.

E' vero che i profughi spesso arrivano in Italia nullatenenti e vivi a malapena, ma questo in sé non dimostra che si tratti di brave persone. Si può essere poveri e malvagi, ed anche i cattivi soffrono le malattie e la fame.

Senza contare che nei paesi che producono più profughi (tipo Somalia, Afghanistan) i conflitti sono fra gruppi con un livello di ricchezza simile.

I profughi di guerra a volte sono vittime innocenti; altre volte sono bastardi assassini che hanno trovato qualcuno più cattivo di loro.

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