The Second Version

14/03/13

La Bonifica di Trecate 24

E' una storia lunga e tediosa che non merita di essere raccontata in dettaglio, ma di recente mi sono interessato all'eruzione del pozzo AGIP Trecate 24, avvenuta nel 1994, ed in particolare alle operazioni di combattimento del versamento e bonifica dei terreni contaminati.

Ho cercato informazioni in italiano, ma niente da fare. Molti collegamenti a siti piu' o meno farlocchi ed ambientalisti piu' o meno radicali che si scagliano contro le trivellazioni petrolifere - ed in poche parole dimostrano di non sapere nulla di come un'eruzione di pozzo si puo' verificare, di come si puo' fermare e di come si bonificano i terreni contaminati.

E poi media generalisti con le loto ben note pecche, e niente, nemmeno una miserabile paginetta, di informazioni tecnico-scientifiche prive di ideologia o melodramma.

Invece in inglese... "trecate oilwell blowout" risulta in una quantita' di informazione tecniche di buon livello, collegamenti ai siti di ditte ed istituzioni specializzate ed a periodici del ramo pterolifero.

E quindi mi sono anche inalberato, perche' e' mai possibile che ormai una lingua versatile e ben strutturata come l'italiano venga usata solo per scrivere farloccate e discorsi vacui?

Quindi questo mie pezzo sara' un riassunto delle informazioni che ho reperito, principalmente:

BLOW OUT OF TRECATE 24 CRUDE OIL WELL: HOW BIOREMEDIATION TECHNIQUES ARE SOLVING A MAJOR ENVIRONMENTAL EMERGENCY IN A VALUABLE AGRICULTURAL AREA (Foster-Wheeler, Agip)

Evaluation of remediation techniques Part 2: Trecate site (Bioforsk, Politecnico di Torino et al.)

Dopo aver rimosso il piu' possibile del petrolio liquido in superfice utilizzando appositi aspiratori e camion cisterna (circa 9350 mc), l'area contaminata venne divisa in 3 zone a seconda della concentrazione di idrocarburi e venne messo in piedi un programma di monitoraggio del suolo, acque superficiali, acque sotterrane, aria e flora/fauna.

Considerate le richieste degli agricoltori locali e delle autorita', si decise di usare tecniche di bioripristino in situ al posto delle convenzionali tecniche di escavazione e smaltimento del suolo inquinato, che avrebbero avuto un impatto ambientale molto maggiore. Quindi, vennero svolte prove di laboratorio che confermarono le speranze: quel tipo di greggio era degradabile ad opera della fauna batterica autoctona.

Nella zona piu' inquinata (la 3, vicino al pozzo) con valori di TPH*>10 000 ppm (10 g/kg) si decise per il trattamento termico dei terreni immediatamente adiacenti all'impianto di trivellazione, mentre per resto dell'area (ca. 13 ha) il terreno venne bonificato ex-situ usando il metodo detto biopile: il terreno contaminato fu rimosso, mescolato ad un opportuno agente volumizzante (non specificato, ma pare che ine genere si usino scarti vegetali come trucioli di legno) ed ammucchiato in due cumuli di geometria appropriata dotati di una rete di condotti per la ventilazione, tubi tubi d'irrigazione e fertilizzazione, elementi riscaldanti e sensori per misurare diverse grandezze d'interesse. Il tutto integrato in un sistema di controllo di processo automatizzato.

Tutto questo fornire ai batteri autoctoni le migliori condizioni ambientali (ossigeno, umidita', temperatura) e massimizzare il tasso di degradazione del greggio; ed infatti la concentrazione di TPH si abbasso' da ca. 20 000 ppm a 4000 ppm nel corso dei primi 12 mesi, e cadde al 5% del valore iniziale dopo 18 mesi; a quel punto i cumuli vennero smantellati ed il terreno trattato sparso sui campi dal quale proveniva.

Nelle localita' meno esposte della Zona 3 e nalla Zona 2 (TPH 50 - 10 000 ppm) il terreno venne invece bonificato usando il landfarming, ovvero aratura intensiva per fornire alla flora batterica l'ossigeno necessario a metabolizzare gli idrocarburi; comuni fertilizzanti N-P vennero anche usati per apportare i nutrienti necessari. Il suolo era tenuto sotto continua osservazione, soprattutto per quanto riguarda la concentrazione di ossigeno, cosi' da poter concentrare gli interventi di aratura solo dove necessari.
Con queste tecniche, dal Settembre 1994 al Gennaio 1998 la concentrazione di TPH nel 98% della zona trattata si abbasso' da ca. 10 000 ppm a 50 ppm (50 mg/kg) - l'obbiettivo della decontaminazione.

Nel Novembre 1995 venne messe in servizio anche il sistema di ventilazione del suolo (bioventing) per la bonifica del sottusuolo (fino a circa 12.5 m di profondita') fornendo ai batteri l'ossigeno necessario al loro metabolismo. Nell'are di 12.5 ha interessata da questa tecnica, il tasso di degradazione del greggio aumento' drasticamente dopo sole due settimane di trattamento e nel 1998 l'area ancora contaminata si era ridotta in maniera sensibile.

Circa 400 mc di idrocraburi vennero anche rimossi dalla tavola d'acqua durante i periodi di basso livello con appositi pozzi di aspirazione a vuoto/bioventilazione; un sistema di monitoraggio venne anche installato per controllare il pennacchio di idrocarburi disciolti nella falda acquifera: durante il perido di monitoraggio (3 anni), non venne rilevata espansione del pennacchio.

Nella Zona 1 a piu' bassa contaminazione, nessuna bonifica venne svolta, ma il raccolto della (almeno una) stagione successiva all'eruzione del pozzo venne scartato. Le operazione di bonifica delle strade e centri abitati non sono descritte in questi documenti, ma in genere si procede prima raccogliendo il petrolio con appositi materiali assorbenti e poi lavando via i residui dalle superfici dure con lavaggio a media od alta pressione e detergenti specifici.

Studi vennero eseguiti dall'estate 1998 all'estate 1999 anche per valutare le possibilita' di fitobonifica del suolo, dimostrando che ancora nel 1998 il terreno trattato nei cumuli era ancora abbastanza contaminato da mettere sotto stress le piante scelte per le prove. Tuttavia, gia' dalla stagione invernale 1998, la fitobonifica si dimostro' in grado di ridurre in modo significativo la concentrazione di TPH nel suolo. Non pare che la fitobonifica sia stata usata in mdo estensivo per il ripristino ambientale a Trecate.

E questo e' quanto. Se volete contestare quello che ho scritto, per favore notate che io ho riporato numeri e date e fate altrettanto. La fuffa non vale.

*Total Petroleum Hydrocarbons; esistono diversi metodi analitici molto rigorosi per misurare questa grandezza.

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