The Second Version

09/01/13

La Logica della Perdita

Un'obiezione che si sente di frequente, specie quando si tratta di affidare servizi pubblici, e' che i privati seguono la "logica del profitto". Come fosse una cosa orribile, ed un argomento che da solo basta a chiudere la discussione.

Ora, io saro' un bastardo turboliberista, ma non vedo cosa ci sia di male nel voler ricavare un profitto dal proprio lavoro. Lo so, anche la maggior parte di quelli che sono contro la "logica del profitto" diranno che si, e' legittimo voler profittare del proprio lavoro, a patto che le condizioni X, Y, Z siano soddisfatte. In pratica, nessuno che sia troppo ricco, o che faccia l'attivita' sbagliata o che voti il partito sbagliato, puo' legittimamente trarre profitto dal proprio lavoro.

Ma non perdiamo il filo. Se non colla logica del profitto, come si puo' gestire un'attivita'?
Si puo' gestire colla logica del mettere al primo posto il bene/servizio che l'attivita' e' nata per fornire.

A volte chi contesta la logica del profitto ha pure ragione, sia pure accidentalmente: se il profitto diventa il fattore principale nella gestione di un'attivita', si puo' arrivare al punto di trascurare il bene/servizio che dovrebbe essere fornito.

Nel caso dei servizi pubblici, secondo me e' accettabile chiedere che il servizio abbia priorita' rispetto al profitto. Ma non che il profitto venga disprezzato.

Pero', molte aziende pubbliche e semi-pubbliche non sono gestite secondo alcuna delle logiche che ho elencato. La gestione di troppe aziende di servizi e' del tipo "riempiamola di parenti, amici, nani puttane e ballerine anche se incompetenti come capre, e chissenefrega se la gestiranno ad minchiam, qualcosa ci inventeremo per far quadrare i conti".

Cosi' si hanno servizi scadenti - specialmente se rapportati alle risorse spese - e bilanci catastrofici e tutta una serie di trucchi per ripianarli: trasferimenti dallo stato centrale (difficili, ormai) maggiori tasse; spostamenti di fondi interni; trucchi contabili ed il buon vecchio scavare un buco per riempirne un altro. Tanto riempire l'ultimo buco sara un Problema Altrui.

E cosi' abbiamo la situazione... italiana attuale. Non serve dire molto altro.

Io non sostengo certo che gestire tutto colla logica del profitto avrebbe fatto miracoli, ma probabilmente avrebbe evitato questo sfacelo. O almeno, una logica del pareggio? Che le aziende pubbliche e semi-pubbliche non diventino buchi neri di denaro ma facciano pari?

Invece no, pur di evitare la "logica del profitto" si passa direttamente a quella della perdita. Ed ora anche i cittadini italiani che non pensano in questo modo si prendono la logica della perdita fra capo e collo.

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