The Second Version

05/03/14

Non Capire un Tubo

Da un commento su Facebook:

"Obama è neoliberista puro non sai dei trattati oceanici che sta tentando di imporre? Trattati di libero scambio con obbligo delle nazioni di rimborsare le multinazionali se per caso le vendite nei mercati aperti non rispettano le aspettative di queste..."


La madonna, viene da dire. Il commentatore poi ci fa sapere quali trattati conterrebbero queste clausole: "Transatlantic Trade and Investment Partnershi" nel caso dell'UE - e non mi sono interessato degli altri perche' il mio lavoro e' un altro e devo pensare prima a quello.

Ho fatto un poco di ricerca sul trattato transatlantico, e l'unica cosa vagamente simile a quello che il commento paventa e' lo Investor State Dispute Settlements (ISDS. C'e' un documento ufficiale della EU che descrive piu' in dettaglio lo ISDS, e naturalmente non dice nulla tipo "obbligo delle nazioni di rimborsare le multinazionali se per caso le vendite nei mercati aperti non rispettano le aspettative di queste":
ISDS is a procedural mechanism provided for in international agreements on investment. Countries sign such agreements in order to set out ground rules when foreign companies invest on their territory, for example by building factories. ISDS allows an investor
from one country to bring a case directly against the country in which they have invested before an arbitration tribunal.
In order to bring a case, an investor must claim that the Party has breached rules set out in the agreement. For example, an investment agreement will often say that a government can only take over or 'expropriate' (for example, nationalise) an investment if it pays adequate compensation to the investor
If a country seizes an investment or passes new laws which make it worthless (for example, it suddenly bans a product produced in a factory owned by a foreign investor) and pays insufficient compensation, or none at all, the investor could use ISDS to bring a
claim directly against that country, claiming a breach of the expropriation provision in the agreement and seeking compensation.
Si tratta di sole sei pagine, quindi ci vuole poco a leggerlo tutto. Tralasciamo per pieta' le imprecisioni lessicali del commento, poi, che ho altro da fare.

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14/02/14

Un Governo di Competenza

L'Indipendenza riporta un elenco dei candidati ministro di Renzi (che pare si avvii a formare un governo). Allora io per curiosita' ho fatto un minimo di ricerca sui nomi dei candidati.

Niente di speciale eh, solo google + Wikipedia, roba da cinque minuti per nome. I nomi considerati sono:

Maria Elena Boschi: Laueata in giurisprudenza, professione avvocato, carriera politica nel PD. Papabile per il ministero delle riforme.

Dario Franceschini: Laureato in giurisprudenza, professione politico con carriera in diversi partiti (DC, PPI, Ulivo, PD). Incarico dirigenziale piu' alto, Presidente dell'Ente Palio di Ferrara; membro di varie associazioni. Papabile per il ministero degli interni.

Roberta Pinotti: Lauerata in lettere moderne, professione insegnante superiore. Carriera politica in diversi partiti (PCI-PDS-DS-PD); gia' assessore provinciale a Genova e sottosegretario alla difesa. Papabile per il ministero della difesa.

Giorgio Tonini: Laureato in filosofia, professione giornalista. Carriera come giornalista e sindacalista, poi nel PD; punto piu' alto raggiunto presidente della federazione universitaria cattolica. PApabile per il ministero del welfare ed altri.

Cosa ci si vede in questi mini-curricola? Io direi mediocrita': tanta formazione umanistica in discipline piuttosto comuni; carriere nel partito/sindacato/associazioni politiche e/o religiose. Nessun grande risultato; nessuno che possa dimostrare capacita' gestionali - ad esempio fondando un'azienda e facendola crescere. Ora io non ho voglia di andare ad esaminare quello che la Pinotti ha ottenuto come assessore a Genova - magari ha fatto grandi cose - ma io nemmeno vedo storie di leadership degna di nota.

Pero' ecco un'intervista alla Pinotti sulla questione difesa. Mi colpisce positivamente che ammetta di essere partita da ignorante ma abbia studiato il materiale che ha trovato a disposizione in parlamento.

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11/10/13

I Benedetti dallo Stato

Passando per Protein Wisdom, il periodico americano Ammoland ha uno studio sul tasso di omicidi (TO)fra i titolari di porto d'arma (nascosta) e gli agenti di polizia.

Fra i luoghi comuni anti-armi ce ne sono un paio che questo pezzo affronta direttamente. Uno, che negli USA ci siano tanti omicidi perche' essendo le armi da fuoco cosi' liberamente disponibili, ogni lite domestica o per il traffico degenera in pistolettate.
Due, che gli agenti di polizia siano gli unici che possono possedere e maneggiare armi senza combinare disastri in virtu' della loro selezione ed addestramento.

Bene, ecco in sommario i risultati di quello studio (tassi in omicidi/100 000 abitanti*anno).

TO nazionale USA 2011: 4.7
TO domestici fra i titolari di porto d'armi (Solo stato della Florida, anni 2008-2011): 0,583
TO totale (Solo stato della Florida, anni 2008-2011): 1.125
TO domestici, agenti di polizia (nazionale, 2008-2011): 1.854
TO totale, agenti di polizia (nazionale, 2008-2011): Sconosciuto - non esistono dati al riguardo
TO intenzionali Italia (2012, UNODC ): 0.97

Insomma, questi rozzi campagnoli titolari di porto d'arma pronti a spararsi addosso per ogni bazzeccola lo fanno solo poco piu' spesso dei colti e civilizzati italiani*.

Mentre i selezionati ed addestrati poliziotti commettono omicidi (domestici) circa tre volte piu' spesso dei cittadini armati.

*Ironia

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16/09/13

Un Fracking di Gas

Da qualche tempo a questa parte si sente parlare molto di fracking ma putroppo spesso a sproposito - se non addirittura ad minchiam. Con questo pezzo cerchero' almeno di illustrare i concetti di base del fracking.


Il nome fracking sta per Hydraulic Fracturing (fratturazione idraulica), ed il nome gia' spiega il principio operativo della tecnica: l'iniezione in un pozzo di fluidi a pressione tale da vincere la pressione geologica e la resistenza meccanica delle rocce in modo da aprire fratture per consentire il flusso di fluidi. Il fracking viene usato principalmente per la coltivazione dei giacimenti di gas naturale, ma puo' essere impeigato anche per l'estrazione di petrolio, vapore geotermico, acqua non potabile ed in rari casi anche acqua potabile.

Siccome le operazioni di fratturazione portano comunque un costo aggiuntivo, questa tecnica viene usata solo dove necessaria e vantaggiosa (salvo errori di valutazione). Che significa, dove le rocce serbatotio degli idrocarburi hanno bassa permeabilita' e sono sucettibili alla fratturazione. Senza fracking, la produzione di idrocarburi sarebbe scarsa e non conveniente visto il difficile flusso dalle rocce serbatoio al pozzo.
Il bersaglio tipico del fracking sono gli scisti contenenti gas; questo tipo di giacimenti si trovano negli USA, Inghilterra, Nord Germania ed Olanda. Il fracking a volte viene usato anche per estrarre gas naturale dai filoni di carbone a bassa permeabilita'.
Mentre i giacimenti italiani si trovano, secondo geologia.com, principalmente in livelli sabbiosi (Pianura Padana e nord-Adriatico) e calcari/conglomerati (resto del paese), con l'unica eccezione del giacimento Luna che invece si e' localizzato in arenarie/conglomerati. Per le sabbie di certo il fracking non serve, e pure per i calcari/conglomerati in genere non si usa la fratturazione; solo le arenarie potrebbero prestarsi al fracking nel caso abbiano bassa permeabilita'.

Il fracking si divide in genere fra operazioni su piccola scala e larga scala.
La fratturazione su piccola scala, not anche come stimolazione, e' una tecnica impiegata spesso per mettere in produzione i pozzi di idrocarburi riaprendo le fratture otturate dalle operazioni di trivellazione e cementazione nel volume adiacente al foro.
Il fracking su larga scala invece ha lo scopo di produrre fratture dove non esistevano; e' generalmente associato alle tecniche di trivellazione orizzontale che possono praticare lunghi fori all'interno degli strati di scisto, per cui diventa possibile trattare un gande volume di roccia serbatoio con una sola operazione di fratturazione.

I fluidi usati per il fracking sono costituiti per piu' del 90% da acqua, e per il resto composti diversi. Fra questi, la sabbia spaziatrice (proppant) che serve ad inserirsi nelle fratture aperte dalla pressione idraulica per evitare che si richiudano; si puo' trattare di sabbia silicea naturale oppure di materiali ad alta resistenza (allumina) per gli impieghi piu' gravosi. Ci sono poi miscele di polimeri (anche naturali, come la gomma guar o derivati della cellulosa), tensiottivi e sali per controllare la viscosita' del fluido, che durante il pompaggio deve'essere abbastanza alta da mantenere la sabbia in sospensione, ma deve prestarsi ad essere ridotta per permettere un buon riflusso del fluido al termine della fratturazione: il controllo della viscosita' viene effettuato variando il pH dei fluidi oppure aggiungendo sostanze capaci di modificare la struttura dei polimeri presenti.

Altri additivi sono: acidi (per controllo pH e/o aprire fratture), battericidi, anticorrosione, anti-incrostazioni e forse pure altri. Bisogna notare, nessuna di queste sostanze e' particolarmente tossica in se' (non come, ad esempio, idrocarburi aromatici o pesticidi); spesso si tratta degli stessi composti - sebbene in forma meno pura - usati per detergenti domestici se non cosmetici.


Non esiste una composizione standard per i fluidi di fracking: l'esatta miscela viene decisa caso per caso a seconda delle caratteristiche del pozzo da fratturare e variata durante la fratturazione stessa per adattarsi alle condizioni osservate. Se ci sono segreti riaguardo la composizione dei fluidi od i loro componenti, so tratta di normali segreti commerciali e non sinistre cospirazioni.

Per la operazioni di fracking in genere si  procede in diverse fasi:
- Misura delle proprieta' del giacimento per stabilire i parametri del processo (composizione del fluido, portata, pressione, tempi ecc)
- Pompaggio dei fluidi per la fratturazione sotto costante monitoraggio delle variabili operative: pressione, portata e, utilizzando sensori posti in pozzi ausiliari od anche in superfice, estensione delle fratture.
- Spesso si procede per sezioni, isolando una sezione di pozzo dall'altra con appositi tappi, per risparmiare sul volume di fluidi. Il numero di sezioni varia da 5-6 degli esordi ai 60 usando le tecnologie piu' avanzate.
- Riduzione della viscosita' del fluido e riflusso; le acque reflue vengono inzialmente stoccate sul posto in apposite vasche, e quindi smaltite per ri-iniezione in profondita', oppure trasportate presso centri di trattamento. Si stanno anche sviluppando sistemi mobili di trattmento acque per depurarle sul posto. Ovviamente una parte dei fluidi si disperde nella roccia.
Le attrazzature di superfice quindi comprendono: serbatoi per i componenti dei fluidi; miscelatori; pompe ad alta pressione con relative tubazioni; sistemi di misura e controllo; sensori per il monitoraggio; sala di controllo ed infine vasche per i reflui.
Un'intera operazione di fracking non prende molto tempo: il pompaggio per una sezione in se' e' un lavoro di alcune ore, mentre includendo preparazione e successiva smobilitazione si arriva forse a diversi giorni (escludendo i ritardi burocratici).

I problemi legati, o sospettati, riaguardo al fracking sono diversi. Il primo e' il gande consumo d'acqua, che nelle regioni o stagioni aride puo' mettere le operazioni di fratturazione in contrasto con altri usi delle risorse d'acqua. Bisogna pero' notare che l'uso di acqua per fracking non e' smodato se paragonato ai comuni usi industriali; gli avanzamenti tecnologici e procedurali nel fracking poi vanno verso la riduzione del volume di fluidi e nel trattamento acque in situ, cosi' che possano essere riciclate per altre operazioni.
Un altro problema spesso sollevato e' la contaminazione degli acquiferi da parte dei fluidi di fracking oppure da parte di gas/olio liberato colla fratturazione. Mentre una tale contaminazione e' possibile, a me pare difficile che accada: gli acquiferi in genere si trovano a livelli molto piu' superficiali degli scisti (con una separazione che supera i 2000 m, mentre le fratture da fracking sono lunghe intorno a 200 metri), ed i pozzi vengono rivestiti e cementati (anche per requisito di legge) specialmente per proteggere gli acquiferi. Anche i casi di supposta contaminazione delle falde con gas metano mi sembrano dubbi, vista la presenza naturale di questo gas nelle acqua sotterranee in diverse parti del mondo.
Un recente rapporto arriva alla conclusione che il fracking causa principalmente inquinamento atmosferico Incuriosito, ho letto l'estratto: a quanto pare questo inquinamento e' indiretto in quanto deriva dalle emissioni dei mezzi e veicoli a motore usati per il pompaggio ed il trasporto dei materiali, ed in secondo luogo dal gas naturale disciolto nei fludie liberato in superfice. Probabilmente vero, ma io suggerirei cautela nel considerare effetti di secondo e piu' alto ordine, perche' se non ci si mette un limite si puo' attribuire di tutto al fracking (od altra attivita' a scelta). Putroppo il fracking e' diventato un'altro argomento molto politicizzato, per cui e' difficile trovare fonti affidabili per quanto riguarda l'impatto ambientale della tecnica.
Personalmente, visto che - cosa poco nota - il fracking e' stato usato estesamente nel Nord Europa fra gli anni '70 ed '80 senza provocare disastri, sono propenso a pensare che gran parte dell'allarme fracking sia ingiustificato.
Un rischio viene dal versamento accidentale di materie prime o fluidi pronti sul terreno: per ridurre il rischio e l'impatto in caso di incidente bisogna adottare le opportune misure - che pero' non sono certo una novita' nel campo industriale.

Si parla anche molto - e talvolta in termini deliranti - del legame fra fracking e terremoti. Da quanto ho visto finora, la fratturazione idraulica in se' puo' causare terremoti, ma molto deboli - intorno al magnitudo 2. Ora, e' legittimo che gli abitanti di una zona soggetta a fracking non vogliano vivere con tremori continui, ma magnitudo intorno a 2 non e' generalmente pericoloso. Terremoti pu' forti (fino ad M4.5 se non erro) pare siano causati dalla reiniezione delle acque reflue, se queste acque vanno a lubrificare una falda sotto sforzo. Se pure c'e' un legittima preoccupazione per la sismicita' causata dal fracking, l'idea che questa tecnica possa provocare terremoti distruttivi o sciami sismici prolungati e' molto fantasiosa - per usare un termine delicato.

I benefici del fracking sono di natura economica (minori prezzi del gas naturale) ed ambientale (il gas e' un combustibile piu' pulito), ed anche geostrategica: al contrario dei giacimenti convenzionali di gas e petrolio, che sono in gran parte concentrati in aree disgraziate tipo Golfo Persico, Nigeria, Venezuela (od ancora arretrate come l'Indonesia), i giacimenti di gas non convenzionale - scisti, arenarie, sabbie bituminose, filoni di carbone - contengono quantita' enormi di gas e sono meglio distribuiti nel mondo; si trovano anche negli stati avanzati e civili - o quantomeno utilizzatori di gas: il loro sfruttamento puo' ridurre il peso strategico dei produttori petroliferi del medioriente.

Aggiornamento 17 Sept: Il riflusso dei fluidi di fracking avviene grazie alla pressione del gas o quant'altro nel pozzo che respinge il fluido verso l'alto. Una volta terminata la fratturazione, si procede alle prove di produzione: se tutto e' andato bene, il pozzo sara' produttivo, ma rimane una possibilita' non nulla che si tratti di un fallimento ed il pozzo debba essere abbandonato.

Una tecnica simile al fracking e' quella dell'acidificazione. Anche in questo caso fluidi a base acquosa vengono pompati nel pozzo per aprire fratture, ma per creare canali permanenti si aggiunge un acido (comunemente l'economico e non tossico HCl 15%) che possa asportare una certa quantita' di roccia e quindi formare canali che rimangono aperti anche quando la pressione viene rilasciata. L'acidificazione e' raccomandata per fromazioni di rocce calcaree relativamente superficiali e fredde (l'alta temperatura accelera la reazione dell'acido, con conseguenti corrosione della camicia del pozzo e scarsa lunghezza di penetrazione nella roccia). Se un pozzo sia un migliore candidato per fratturazione con agenti spaziatori oppure acidificazione, e' questione da stabilire caso per caso.

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31/07/13

Il Gas della Puglia

Qualche tempo fa la Gazzetta del Mezzogiorno ha pubblicato un articolo dal titolo "Sotto i mari di Pugliatanto gas come in Texas". L'apertura dice:
"Nell’Adriatico meridionale e nello Jonio ci sono enormi giacimenti di gas, ormai è certo, recenti prospezioni lo hanno dimostrato con chiara evidenza, si tratta delle riserve europee attualmente più ricche e meno sfruttate. Per fare un esempio facile, la Puglia è ricca di idrocarburi quanto il Texas, solo che queste risorse si trovano principalmente in mare, e devono essere estratte o meglio “coltivate”, così come si dice in gergo tecnico, da grandi piattaforme off shore."
Incuriosito, mi sono messo a cercare altre informazioni, ed ho trovato qualcosa in SubSeaIQ: la compagnia inglese Sound Oil, tramite una sussidiaria, ha intenzione di mettere in produzione il giacimento Laura, situato nel Golfo di Taranto e stimato contenere 30 miliardi di piedi cubici - 849 505 400 metri cubi - di gas naturale.

Cercando cercando, ho trovato poi altre informazioni interessanti: un pozzo esplorativo (LAURA 001) fu trivellato nel 1980 da AGIP, coordinate Longitudine 16°33'17,00''; Latitudine 39°44'15,62'' (di fronte a Sibari, che e' Calabria a dire il vero) in acqua profonda circa 190 metri.

Con i numeri presi da Wikipedia e StateImpact e conti fatti da me ho stimato che il giacimento Laura da solo vale un po' meno della meta' delle riserve del Texas, e come tutte le riserve dell'Albania.Considerato che ci sono altri gicimenti nell'area, non e' poi eccessivo dire che ci potrebbe essere un Texas nel meriodine italiano.

Ed ora una domanda. Se io sono riuscito a trovare tutte queste informazioni in un paio d'ore (e scrivere il pezzo mentre il mio GC fa il suo lavoro), perche' nessun giornalista professionista l'ha fatto?

Ma a quanto pare ci sono gia' proteste ed azioni varie contro i piani di coltivazione di questi giacimenti. Non ricordo dove ma ho letto commenti di persone che agitano lo spettro del disastro della Deepwater Horizon, senza comprendere un fatto semplice ma basilare: dai pozzi di gas esce gas, non greggio, il quale presenta rischi ambientali ben piu' piccoli.
Dalle discussioni a cui ho partecipato riguardo i piani di emergenza per i pozzi di gas offshore in Indonesia, gli idrocarburi liquidi a rischio di dispersione sono i fanghi di trivellazione ed i carburanti usati sulle piattaforme/navi di supporto e rifornimento. Gli incidenti non sono mai una bella cosa, ma fra l'eruzione di un pozzo di petrolio a 1500 metri di profondita' e - caso peggiore - l'eruzione di un pozzo di gas a 190 metri ce ne corre.

Ma siccome l'opposizione all'uso dei combustibili fossili e' molto piu' ideologica che pragmatica, non vedo la possibilita' di convincere chi e' contrario.

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25/07/13

La Montagna dei Desideri

A volte quando mi prende la nostalgia dell'Italia leggo la Gazzetta di Parma online, soprattutto per le notizie locali.

L'altro giorno ho trovato questo pezzo, sulla decisione della Regione Emilia-Romagna di proibire ai veicoli a motore i sentieri di montagna.

Un altro articolo sulla stessa vicenda e' questo.

Nei commenti ai due articoli (si, lo so che non dovrei leggerli) ho trovato molte persone con un punto di vista preoccupante per me.

Molti commentatori dicono di voler andare in montagna per passeggiare a piedi, nella quiete della natura - ma anche su sentieri aperti, lisci ed asciutti, senza sassi ne' fango ne' rovi, ne' rami ad ingombrarli.

Insomma, una montagna che sia una specie di parco ad uso e consumo degli escursionisti, formata e mantenuta secondo i loro desideri, per soddisfarli durante le poche ore che spendono li'.

Notate cos'e' cospicuamente assente? Tenere conto delle esigenze, dei desideri di chi in montagna ci vive a lavora, di chi ci passa non solo feste e finesettimana ma tutti i giorni, estate ed inverno. Anzi, a leggere certi commenti sembra che la montagna non debba contenere altre persone che gli escursionisti e qualche sparuto montanaro che provveda servizi agli escursionisti, ma nient'altro.

E' un atteggiamento superbo e supponente che considera i montanari non come persone (con tutti i loro pregi e difetti, naturalmente) colle loro vite, ma come pedine, accessori da muovere ed usare a piacimento nel giardino dei propri desideri, per poi ignorarli quando non servono - ed anche dirne peste e corna quando si permettono di esprimere un'opinione diversa dai loro antropologicamente superiori.

Uno in particolare dice:

[...]Penso che ci siano alcuni posti in montagna che siano veramente incompatibili con i mezzi a motori, se volete fare le vostre "escursioni" in tutta comodità andate dove ci sono le strade asfaltate, non certo nei boschi o nei sentieri montani che sono secondo me per il silenzio e la fatica di arrivare ad una meta. Questa è la mia idea di Natura.
La sua idea, eppure sostiene una legge che forzera' questa idea di natura su tutti, volenti o nolenti.

E questa visione della natura come ben curato parco mantenuto in una condizione di finta verginita' per lo svago di pochi fa il paio colla visione dominante dei beni architettonici e culturali: tutti, non importa quanto mediocri o fatiscenti, vengono tutti ritenuti intoccabili.

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09/07/13

Provincialismo Governativo

L'ennesimo tentativo di accorpare un certo numero di province italiane e' fallito: il decreto che si proponeva di farlo e' stato dichiarato parzialmente illegittimo dalla Corte Costituzionale per - citando dal comunicato stampa della stessa CC:
"violazione dell’art. 77 Cost., in relazione agli artt. 117, 2° comma lett. p) e 133, 1° comma Cost., in quanto il decreto-legge, atto destinato a fronteggiare casi straordinari di necessità e urgenza, è strumento normativo non utilizzabile per realizzare una riforma organica e di sistema quale quella prevista dalle norme censurate nel presente giudizio."
Insomma, le solite cose all'italiana: cercare di fare qualcosa a furor di popolo per poi scontrarsi coll'amara realta': non si puo' fare quello che si intendeva fare, o almeno nella forma proposta.

Nel caso specifico, metterci una pezza d'emergenza mentre invece si tratta di un problema che deve essere affrontato in modo diverso per risolverlo. Questo malvezzo del metterci una pezza invece del fare un lavoro completo e' una delle cause dell'ipertrofico ed intricato sistema legislativo italiano.

Fino a non molto tempo fa, ero a favore dell'abolizione delle province perche' tre livelli legislativi, la di sotto dello stato centrale, sono troppi.

Ora la mia posizione e' un poco piu' articolata: il problema non e' tanto il numero di livelli legislativi (anche se tanti paesi sembrano cavarsela benissimo con due, quindi non vedo perche' in Italia sarebbe impossibile) ma il fatto che gli ambiti di competenza sono mal definiti e risultano in una quantita' di sovrapposizioni e duplicazioni inutili se non dannose.

Tutto il campo delle autonomie locali e' un discreto casino che il decentramento non ha fatto nulla per migliorare. Anzi, sembra vada peggio.

Per me possiamo anche continuare ad avere enti detti province, ma quello che mi sento di proporre ora e' di togliere loro il potere legislativo e ridurle ad on organismo di coordinamento dei comuni al loro interno (che devono essere si' accorpati, visto che numero e distribuzione dei comuni sono rimasti fermi al tempo dell'Italia rurale ed agricola) e collegamento colle regioni; le competenze delle province possono essere divise fra Comuni e Regioni od in certi casi semplicemente cancellate.

Chiaro che una provincia ridotta ad agenzia di coordinamento avrebbe bisogno di molti meno mezzi, uomini e risorse per operare rispetto alla situazione attuale. Ma salverebbe quelle apparentemente inderogabili esigenze di rispettare l'unicita' delle situazioni territoriali* ecc


Ma quali sono le speranze di riuscire a fare qualcosa di sensato come la mia proposta? Ah be....

*Tipo i comuni sulla riva destra e sinistra dell'Enza (Emilia-Romagna), che si trovano in situazioni geo-meteo-politiche cosi' radicalmente diverse da dover appartenere a due province separate. Come, ci siete stati e dite che sembra tutto uguale fra le due sponde? Non avete guardato bene!

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17/06/13

La Competenza Politica

Una delle poche cose buone fhe ha fatto Grillo e' stata aver sollevato il problema della competenza dei politici - anche se poi l'ha lasciato presto cadere preferendo la verginita' politica(1) alla ricerca delle competenze per i suoi candidati.

La discussione sulla competenza dei politici e' rimasta ad un livello infimo: ogni parte usa le accuse di incompetenza come clava per percuotere le altri parti e non per migliorare la qualita' della classe politica in generale, ed in questo clima nessuno si cura di descrivere, anche solo a grandi linee, quali competenze ci debbano essere.

Oh, non e' difficle dire che un politco in particolare e' incompetente quando fa una vaccata mostruosa, ma invece non e' cosi' semplice diventare propositivi e definire a priori le competenze e conoscenze necessarie per diventare candidati.

Anche sa la mia esperienza lavorativa e' ancora limitata, ho visto che nelle imprese che vanno almeno benino, prima si prepara una lista di competenze e conoscenze per una specifica posizione, poi si procede alla selezione dei candidati.

Per cui, cerchero' di prsentare ai miei lettori quali competenze un politico dovrebbe avere, almeno nella mia visione delle cose.

Li primo errore secondo me e' considerare l'attivita' politica come qualcosa di uniforme. Invece si divide un due branche principali: il ruolo rappresentativo, ed il ruolo esecutivo.

Il ruolo rappresentativo e' quello dei consiglieri comunali e provinciali, dei parlamentari (o come cavolo si chiamano) regionali e di quelli nazionali. Il loro lavoro e' quello di riunirsi e discutere per scrivere leggi, sostenendo ognuno le proposte del proprio programma elettorale.

Il ruolo esecutivo e' quello degli assessori comunali e provinciali; degli assesstori (se non sbaglio) regionali e dei ministri del parlamento. Il loro lavoro e' fare in modo che le leggi vengano applicate, coordinando l'attivita' del personale che e' deputato a farlo e gestendo i fondi a disposizione.

Quindi, visto che ambedue i rouli del lavoro politico hanno molto a che fare colle leggi, una base comune di competenze e' fatta di diritto e quella che un tempo si chiamava educazione civica: conoscere almeno a grandi linee la Costituzione, la struttura della Repubblica Italiana e delle amministrazioni locali, e le leggi dello Stato/amministrazioni locali(2).

Un'altro requisito comune e basilare dovrebbe essere un livello almeno medio di cultura generale e - ma qui sono esigente, lo so - matematica/geometria.

Direi che anche solo applicando queste regole dovremmo mandare a casa un 50% dei politici ad ogni livello.

Veniamo poi alle competenze specifiche per ogni ruolo.

Quello rappresentativo richiede capacita' di costruire e mantenere rapporti interpersonali; capacita' di comunicare e negoziare - ma non parlare per ore di fuffa; bensi' per ottenere risultati.
Volendo cercare un'analogo nel campo aziendale, a me viene in mente... marketing e pubbliche relazioni - oovero le persone che per lavoro comunicano, negoziano e stringono accordi.
Queste dovrebbero essere le capacita' per un politico nel ruolo rappresentativo. Conoscenze approfondite in un settore specifico, possono servire ma non sono determinanti.

Il ruolo esecutivo invece richiede la capacita' di gestire organizzazioni piu' o meno complesse che vanno da qualche persona fino alle centinaia di migliaia (nel caso dei ministeri maggiori) e bilanci da qualche centinaio a miliardi di euro, il tutto su scale geografiche e temporali molto variabili.

La conoscenza approfondita di un settore specifico - quello nel quale il politico vuole operare - ad es. ambiente, sanita' ecc - diventa importante, ma la capacita' gestionali per me continuano a dominare.
Insomma, il politico esecutivo dovrebbe essere un technical manager, una persona capace di gestire organizzazioni complesse, ma anche dotato di una buona conoscenza del settore specifico nel quale opera.

Dove trovare le persone con queste competenze... dovrebbe essere ovvio: nelle aziende di successo. Ma ho il sospetto che a molti questa idea non piaccia.

Altrimenti, per sapere se un politico sta facendo un buon lavoro o meno bisogna darsi da fare: andare a vedere quali studi abbia fatto, e soprattutto seguire la sua storia, le proposte fatte e quelle accettate o rifiutate; le sue discussioni in assemblea e/o la sua attivita' esecutiva: l'organizzazione che gestiva e' cambiata, e se si' come sotto la sua gestione?

Mi spiace, non ci sono ricette facili qui che permettano di fare la scelta giusta senza lavorarci sopra.

(1) Se la politica e' un'orgia, le vergini sono le persone meno indicate per entrarci.
(2) Piu' facile a dirsi che a farsi vista la selva di leggi, sovente anche contraddittorie, che funesta l'Italia.

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14/03/13

La Bonifica di Trecate 24

E' una storia lunga e tediosa che non merita di essere raccontata in dettaglio, ma di recente mi sono interessato all'eruzione del pozzo AGIP Trecate 24, avvenuta nel 1994, ed in particolare alle operazioni di combattimento del versamento e bonifica dei terreni contaminati.

Ho cercato informazioni in italiano, ma niente da fare. Molti collegamenti a siti piu' o meno farlocchi ed ambientalisti piu' o meno radicali che si scagliano contro le trivellazioni petrolifere - ed in poche parole dimostrano di non sapere nulla di come un'eruzione di pozzo si puo' verificare, di come si puo' fermare e di come si bonificano i terreni contaminati.

E poi media generalisti con le loto ben note pecche, e niente, nemmeno una miserabile paginetta, di informazioni tecnico-scientifiche prive di ideologia o melodramma.

Invece in inglese... "trecate oilwell blowout" risulta in una quantita' di informazione tecniche di buon livello, collegamenti ai siti di ditte ed istituzioni specializzate ed a periodici del ramo pterolifero.

E quindi mi sono anche inalberato, perche' e' mai possibile che ormai una lingua versatile e ben strutturata come l'italiano venga usata solo per scrivere farloccate e discorsi vacui?

Quindi questo mie pezzo sara' un riassunto delle informazioni che ho reperito, principalmente:

BLOW OUT OF TRECATE 24 CRUDE OIL WELL: HOW BIOREMEDIATION TECHNIQUES ARE SOLVING A MAJOR ENVIRONMENTAL EMERGENCY IN A VALUABLE AGRICULTURAL AREA (Foster-Wheeler, Agip)

Evaluation of remediation techniques Part 2: Trecate site (Bioforsk, Politecnico di Torino et al.)

Dopo aver rimosso il piu' possibile del petrolio liquido in superfice utilizzando appositi aspiratori e camion cisterna (circa 9350 mc), l'area contaminata venne divisa in 3 zone a seconda della concentrazione di idrocarburi e venne messo in piedi un programma di monitoraggio del suolo, acque superficiali, acque sotterrane, aria e flora/fauna.

Considerate le richieste degli agricoltori locali e delle autorita', si decise di usare tecniche di bioripristino in situ al posto delle convenzionali tecniche di escavazione e smaltimento del suolo inquinato, che avrebbero avuto un impatto ambientale molto maggiore. Quindi, vennero svolte prove di laboratorio che confermarono le speranze: quel tipo di greggio era degradabile ad opera della fauna batterica autoctona.

Nella zona piu' inquinata (la 3, vicino al pozzo) con valori di TPH*>10 000 ppm (10 g/kg) si decise per il trattamento termico dei terreni immediatamente adiacenti all'impianto di trivellazione, mentre per resto dell'area (ca. 13 ha) il terreno venne bonificato ex-situ usando il metodo detto biopile: il terreno contaminato fu rimosso, mescolato ad un opportuno agente volumizzante (non specificato, ma pare che ine genere si usino scarti vegetali come trucioli di legno) ed ammucchiato in due cumuli di geometria appropriata dotati di una rete di condotti per la ventilazione, tubi tubi d'irrigazione e fertilizzazione, elementi riscaldanti e sensori per misurare diverse grandezze d'interesse. Il tutto integrato in un sistema di controllo di processo automatizzato.

Tutto questo fornire ai batteri autoctoni le migliori condizioni ambientali (ossigeno, umidita', temperatura) e massimizzare il tasso di degradazione del greggio; ed infatti la concentrazione di TPH si abbasso' da ca. 20 000 ppm a 4000 ppm nel corso dei primi 12 mesi, e cadde al 5% del valore iniziale dopo 18 mesi; a quel punto i cumuli vennero smantellati ed il terreno trattato sparso sui campi dal quale proveniva.

Nelle localita' meno esposte della Zona 3 e nalla Zona 2 (TPH 50 - 10 000 ppm) il terreno venne invece bonificato usando il landfarming, ovvero aratura intensiva per fornire alla flora batterica l'ossigeno necessario a metabolizzare gli idrocarburi; comuni fertilizzanti N-P vennero anche usati per apportare i nutrienti necessari. Il suolo era tenuto sotto continua osservazione, soprattutto per quanto riguarda la concentrazione di ossigeno, cosi' da poter concentrare gli interventi di aratura solo dove necessari.
Con queste tecniche, dal Settembre 1994 al Gennaio 1998 la concentrazione di TPH nel 98% della zona trattata si abbasso' da ca. 10 000 ppm a 50 ppm (50 mg/kg) - l'obbiettivo della decontaminazione.

Nel Novembre 1995 venne messe in servizio anche il sistema di ventilazione del suolo (bioventing) per la bonifica del sottusuolo (fino a circa 12.5 m di profondita') fornendo ai batteri l'ossigeno necessario al loro metabolismo. Nell'are di 12.5 ha interessata da questa tecnica, il tasso di degradazione del greggio aumento' drasticamente dopo sole due settimane di trattamento e nel 1998 l'area ancora contaminata si era ridotta in maniera sensibile.

Circa 400 mc di idrocraburi vennero anche rimossi dalla tavola d'acqua durante i periodi di basso livello con appositi pozzi di aspirazione a vuoto/bioventilazione; un sistema di monitoraggio venne anche installato per controllare il pennacchio di idrocarburi disciolti nella falda acquifera: durante il perido di monitoraggio (3 anni), non venne rilevata espansione del pennacchio.

Nella Zona 1 a piu' bassa contaminazione, nessuna bonifica venne svolta, ma il raccolto della (almeno una) stagione successiva all'eruzione del pozzo venne scartato. Le operazione di bonifica delle strade e centri abitati non sono descritte in questi documenti, ma in genere si procede prima raccogliendo il petrolio con appositi materiali assorbenti e poi lavando via i residui dalle superfici dure con lavaggio a media od alta pressione e detergenti specifici.

Studi vennero eseguiti dall'estate 1998 all'estate 1999 anche per valutare le possibilita' di fitobonifica del suolo, dimostrando che ancora nel 1998 il terreno trattato nei cumuli era ancora abbastanza contaminato da mettere sotto stress le piante scelte per le prove. Tuttavia, gia' dalla stagione invernale 1998, la fitobonifica si dimostro' in grado di ridurre in modo significativo la concentrazione di TPH nel suolo. Non pare che la fitobonifica sia stata usata in mdo estensivo per il ripristino ambientale a Trecate.

E questo e' quanto. Se volete contestare quello che ho scritto, per favore notate che io ho riporato numeri e date e fate altrettanto. La fuffa non vale.

*Total Petroleum Hydrocarbons; esistono diversi metodi analitici molto rigorosi per misurare questa grandezza.

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04/02/13

Semantica Armata

I miei lettori probabilmente saranno al ocrrente del fatto che negli USA e' in discussione almeno una proposta di legge federale per mettere al bando i cosiddetti "fucili d'assalto" - anche se poi in realta' la definizione legislativa si basa non sulle caratteristiche funzionali delle armi ma su caratteristiche piu' che altro cosmetiche, come calcio telescopico/pieghevole. impugnatura a pistola, paramano intorno alla canna, rompifiamma eccetera*. Inoltre nella proposta c'e' pure in discussione il bando dei caricatori di capacita' superiore ai 10 colpi.

Ora emerge un fatto interessante. Nel 2012 il DHS (Department of Homeland Security, Dipartimento di Sicurezza Nazionale) ha preparato una proposta d'appalto (numero HSCEMS-12-R-00011, e' sicuro che sia un documento ufficiale e non una voce o notizia falsa: ci sono pure le risposte alle richieste di chiarificazioni da parte di fornitori interessati) per la fornitura di 7000 fucili calibro 5.56x45, a fuoco selettivo (semiautomatico - automatico).

Ovvero, fucili d'assalto propriamente detti.

Pero' il DHS come li chiama. Be' questa e' la parte divertente (dal PDF della Sezione C, Descrizione e Specifiche):
The scope of this contract is to provide a total of up to 7,000 5.56x45mm North Atlantic Treaty Organization (NATO) personal defense weapons (PDW) throughout the life of this contract to numerous Department of Homeland Security components.
I malvagi fucili d'assalto - quando posseduti dai comuni cittadini, e per legge solo in versione semiautomatica - diventano neutrali Armi per Difesa Personale quando li richiede un'agenzia del governo.

  Ed anche:
DHS and its components have a requirement for a 5.56x45mm NATO, select-fire firearm suitable for personal defense use in close quarters and/or when maximum concealment is required.
I malvagi fucili d'assalto, secondo qualcuno armi progettate per uccidere il massimo numero di persone nel piu' breve tempo, diventano tranquilli fucili a fuoco selettivo adatti per la difesa personale a distanza ravvicinato e/o quando il porto occulto e' richiesto - quando li vuole un'agenzia governativa.

E la lista delle specifiche continua: richiede che l'arma possa accettare caricatori da 30 e 20 colpi e che due caricatori da 30 colpi siano forniti per ogni fucile; richiede che il fucile abbia calcio telescopico o pieghevole e lunghezza fra 20 e 30 pollici (50 - 75 cm); che abbia impugnatura a pistola ambidestra; che abbia un rompifiamma "si desidera in grado di ridurre il rilevamento" (al momento dello sparo) eccetera.

Bisogna notare il DHS non e' parte delle forze armate ma un'agenzia civile, come le forze di polizia. I suoi agenti non vanno in Afghanista a combattere i talebani, insomma.

Se obbiettate che i comuni cittadini non dovrebbero avere accesso a tali armi perche' mancano di addestramento, sbagliate: chiunque abbia facolta' psicofisiche nella norma puo' imparare le basi dell'uso di un fucile del genere in poche ore. L'addestramento che fa la differenza e' quello avanzato ed intensivo che pero' richiede tempo, costanza e dedizione.

E se invece pensate che il governo puo' perche' e' il governo, ed i cittadini non possono perche' sono cittadini... be' allora non abbiamo molto da dirci.

*E pure lanciagranate. Che sono gia' proibiti per uso civile da tempo immemorabile.

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17/01/13

Il Significato del Secondo Emendamento

Obama ha diramato un certo numero di Ordini Esecutivi (una sorta di decreto legge, per capirci) che vogliono rendere più difficle acquistare armi da fuoco, e presto il Congresso USA discuterà un pacchetto id misure che prevedono di vietare i cosiddetti "fucili d'assalto", caricatori di capacità maggiore di 10 munizioni ed i proiettili perforanti (proiettili che, a quanto mi risulta, vengono usati solo in un percentuale infinitesima di crimini).

Tutto questo fra i canti di gioia degli italici giornalisti che poi dimostrano di non conoscere nemmeno la differenza fra armi automatiche e non.

Il diritto di possedere e portare armi è elencato nella Carta dei Diritti, specificamente dal Secondo Emendamento della Costituzione.

Se si va a studiare, anche superficialmente, il contesto nel quale il 2o Emendamento venne scritto, si capisce che non parla di armi per difesa o sport o caccia, ma vuole garantire che i cittadini siano armati per potere resistere ad un governo tirannico.

Le milizie - formate da cittadini che non erano soldati di professione e spesso usavano le loro armi private in combattimento - ebbero un ruolo importante nella Guerra d'Indipendenza, ed all'epoca la differenza fra armi da fuoco per uso civile e militare era minima.

Ma non è anacronistico, molti dicono. Non c'è rischio di tirannide in America oggi, ed anche se ci fosse un esercito moderno potrebbe schiacciare senza problemi la resistenza dei cittadini armati di pistole.

Non c'è rischio di tirannide? Può capitare dovunque ed in ogni momento.

La resistenza sarebbe futile? Eh dipende - intanto gli americani sono poco disposti a rinunciare ai fucili semiautomatici perchè sono le armi civili più simili a quelle militari e quindi in grado di ridurre il divario fra cittadini ed esercito. Se guardiamo la storia recente, vediamo che i ribelli in Iraq ed i Talebani in Afghanistan hanno dato parecchio filo da torcere ad eserciti meglio armati ed equipaggiati. Inoltre, in giro per il mondo diversi gruppi di guerriglieri eccetera sono riusciti ad ottenere aree di indipendenza od almeno autonomia.

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09/01/13

La Logica della Perdita

Un'obiezione che si sente di frequente, specie quando si tratta di affidare servizi pubblici, e' che i privati seguono la "logica del profitto". Come fosse una cosa orribile, ed un argomento che da solo basta a chiudere la discussione.

Ora, io saro' un bastardo turboliberista, ma non vedo cosa ci sia di male nel voler ricavare un profitto dal proprio lavoro. Lo so, anche la maggior parte di quelli che sono contro la "logica del profitto" diranno che si, e' legittimo voler profittare del proprio lavoro, a patto che le condizioni X, Y, Z siano soddisfatte. In pratica, nessuno che sia troppo ricco, o che faccia l'attivita' sbagliata o che voti il partito sbagliato, puo' legittimamente trarre profitto dal proprio lavoro.

Ma non perdiamo il filo. Se non colla logica del profitto, come si puo' gestire un'attivita'?
Si puo' gestire colla logica del mettere al primo posto il bene/servizio che l'attivita' e' nata per fornire.

A volte chi contesta la logica del profitto ha pure ragione, sia pure accidentalmente: se il profitto diventa il fattore principale nella gestione di un'attivita', si puo' arrivare al punto di trascurare il bene/servizio che dovrebbe essere fornito.

Nel caso dei servizi pubblici, secondo me e' accettabile chiedere che il servizio abbia priorita' rispetto al profitto. Ma non che il profitto venga disprezzato.

Pero', molte aziende pubbliche e semi-pubbliche non sono gestite secondo alcuna delle logiche che ho elencato. La gestione di troppe aziende di servizi e' del tipo "riempiamola di parenti, amici, nani puttane e ballerine anche se incompetenti come capre, e chissenefrega se la gestiranno ad minchiam, qualcosa ci inventeremo per far quadrare i conti".

Cosi' si hanno servizi scadenti - specialmente se rapportati alle risorse spese - e bilanci catastrofici e tutta una serie di trucchi per ripianarli: trasferimenti dallo stato centrale (difficili, ormai) maggiori tasse; spostamenti di fondi interni; trucchi contabili ed il buon vecchio scavare un buco per riempirne un altro. Tanto riempire l'ultimo buco sara un Problema Altrui.

E cosi' abbiamo la situazione... italiana attuale. Non serve dire molto altro.

Io non sostengo certo che gestire tutto colla logica del profitto avrebbe fatto miracoli, ma probabilmente avrebbe evitato questo sfacelo. O almeno, una logica del pareggio? Che le aziende pubbliche e semi-pubbliche non diventino buchi neri di denaro ma facciano pari?

Invece no, pur di evitare la "logica del profitto" si passa direttamente a quella della perdita. Ed ora anche i cittadini italiani che non pensano in questo modo si prendono la logica della perdita fra capo e collo.

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10/12/12

Quello che l'ONU Non Puo' Fare

L'ONU non puo' riconoscere uno Stato ma puo' solo accettare uno stato pre-esistente come membro. Dal sito dell'ONU stessa:

How does a new State or Government obtain recognition by the United Nations?

The recognition of a new State or Government is an act that only other States and Governments may grant or withhold. It generally implies readiness to assume diplomatic relations. The United Nations is neither a State nor a Government, and therefore does not possess any authority to recognize either a State or a Government. As an organization of independent States, it may admit a new State to its membership or accept the credentials of the representatives of a new Government.
E nella traduzione de Il Borghesino:
Il riconoscimeno di un nuovo stato o governo è un atto che solo altri stati e governi possono garantire o negare... Le Nazioni Unite non sono uno stato o un governo, e pertanto non possiedono alcuna autorità per riconoscere uno stato o un governo. Come organizzazione di stati indipendenti, può ammettere nuovi stati al suo interno o accettare le credenziali dei rappresentanti di un nuovo governo.
Quindi, mettetevi il cuore in pace; l'ONU non puo' riconoscere lo Stato della Palestina, ne' alcun altro delirio indipendentista.

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12/11/12

Malattie Intellettuali

Cerco di iniziare un lunedi' mattina con brio ed entusiasmo, poi leggo cose del tipo:
Licenziata per un post razzista contro Obama
Una donna ha scritto su Facebook un commento offensivo sul colore della pelle del presidente, ipotizzando il suo assassinio
Non voglio entrare nel merito ma solo discutere le reazioni. L'articolo in primis ed il 99% dei commenti vedono solo la parte "razzismo" e si scatenano in una guerra fra quelli che "chi chiama Obama negro e' malvagissimo e dovrebbe essere gettato nel piu' profondo girone dell'inferno*" e quelli che "ma sono solo chiacchiere, chissenenfrega se una dice cazzate a raffica e non riesce nemmeno ad elaborare un insulto fantasioso".

Quasi nessuno si accorge dell'altra parte: augurarsi l'assassinio di un Presidente. Non serve (spero) spiegare perche' l'assassinio di un Presidente e' un male per l'intero paese, pero' nessuno sembra accorgersene. Ma d'altra parte l'Italia e' il paese di quelli che scusavano e perfino sostenevano colui che tiro' una sassata in faccia al Presidente del Consiglio, e di quelli che "esprimevano solidarieta'" a Berlusconi in quanto tale, non in quanto Presidente.

Ed ecco un altro motivo per perdere fiducia. Uragano Sandy, estate rovente in Italia seguita da un autunno con piogge violente: c'e' chi da' la colpa al riscaldamento globale antropogenico e sostiene che dobbiamo pentirci dei nostri peccati ridurre le emissioni di CO2 ora, subito, adesso!

Davvero? Anche se prendiamo per buona la teoria del RGA, vediamo che un taglio drastico delle emissioni di CO2 avrebbe effetti minimi sulla temperatura globale e questo a lungo termine, diciamo 50 anni almeno. Ma le ondate di calore e di maltempo sono un problema attuale, stanno accadendo adesso, in questi giorni. Cosa facciamo in quei 50 anni prima che il clima ritorni "normale**"?

Boh, non ci e' dato saperlo. Riducete la vostra "carbon footprint" e sperate nella clemenza divina della Natura.

Potrei citare altri esempi, ma mi deprime troppo. Mi deprime questo, per dirla alla Uriel, mainstream che ammorba tutto, che fa di ogni cosa uno scontro fra opposte tifoserie, dove deviare dall'ortodossia significa essere epurati, dove non si cercano soluzioni ai problemi con uno spirito pragmatico ma si cerca solo il trionfo sul nemico.
* Naturalmente ad una persona un minimo informata non puo' sfuggire il fatto che una decina d'anni fa andava di moda chiamare il Presidente Geroge Bush "scimmia" ed "hitler", e suggerire in modo nemmeno velato il suo assassinio. Ma ormai cosi' va il mondo, se sei dalla parte giusta insulti, assassini e financo pulizia etnica sono alla peggio errori in buona fede.

** Normalita' che non ho mai visto definita in dettaglio.

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24/10/12

Terremoto Giudiziario

Ormai la notizia e' diffusa, quindi non serve riassumerla di nuovo. Potete leggere qui, o questo articolo.

Facile da immaginare, la sentenza non mi convince molto. Perche' sembra essere l'ennesimo prodotto di un giudice che si e' fatto il proprio quadro mentale di come il mondo dovrebbe andare, e se invece va diversamente, succede perche' qualcuno e' colpevole di qualcosa, qualsiasi cosa, e va punito. Prova? Pare che la requisitoria contenga l'affermazione:
“Ma non è questa la risposta che qui si vuol dare: quello numerico non è il giusto terreno di confronto.”
I numeri non contano, tipica espressione da umanista con la realta' opzionale.

Primo punto.
Per molto tempo, a proposito di questo processo, una pubblicistica drogata ha raccontato che la Commissione era accusata “di non aver previsto il terremoto”, cosa falsa. In realtà il processo era incentrato su un’accusa molto solida e completamente diversa da questa barzelletta antigiudici. Secondo i sostituti procuratore Roberta D’Avolio e Fabio Picuti, la commissione Grandi Rischi in realtà non ha esaminato i rischi possibili che ci sarebbero stati nel caso di future scosse. Nonostante avessero documenti ad hoc per verificare. Nella lunga requisitoria dei pm sono indicati studi e analisi firmati da alcuni membri della commissione grandi rischi realizzati negli anni precedenti. ”Sono state fornite dopo la riunione” si legge nel capo di imputazione “informazioni imprecise, incomplete e contraddittorie sulla pericolosita’ dell’attivita’ sismica vanificando le attivita’ di tutela della popolazione”. Secondo i pm gli imputati “sono venuti meno ai doveri di valutazione del rischio connessi alla loro funzione” anche sotto il profilo dell’informazione. Queste notizie rassicuranti “hanno indotto le vittime a restare nelle case”.
Eppure, non e' cosi' facile scindere l'aspetto di previsione dei terremoti dalla valutazione del rischio. Perche' i provvedimenti da prendere dipendono dalla magnitudo del terremoto che ci si attende: una scossa lieve richiede un certo livello di preparazione; una distruttiva richiede altre misure.

Se gli scienziati preposti, al meglio delle loro conoscenze ed esperienza hanno ritenuto non abbastanza probabile una scossa distruttiva (o meglio, hanno ritenuto che lo sciame sismico in atto non fosse precursore di scosse piu' forti) perche' avrebbero dovuto dare raccomandazioni diverse? Tanto per "stare sul sicuro"?

Nessuna decisione ha costo zero, bisogna ricordare. Tanto piu' che le carte di pericolosita' sismica sono note da anni' cosi' come lo stato (scadente) di molti edifici. Dov'erano gli amministratori locali quando si trattava di fare il loro lavoro? Facile si nascondersi dietro la Commissione.

E la Commissione Grandi Rischi non e' nemmeno tenuta ad informare direttamente il pubblico:
Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri n. 23582 del 03 aprile 2006:

Art.1 – La Commissione, incaricata di rendere al Dipartimento della protezione civile pareri e proposte di carattere tecnico-scientifico in relazione alle problematiche relative ai settori di rischio indicati all’art.1 si riunisce di regola con cadenza bimestrale.
Ho letto poi obiezioni pietose del tipo "Se non l'avessero rassicurato gli scienziati, Tizio avrebbe tenuto una torcia elettrica sul comodino e sarebbe riuscito a scappare". Come, c'e' qualcuno che non tiene una torcia a portata di mano la notte?

Gente cosi' se lo merita: se ha bisogno dello Stato a guidarli per mano ad ogni passo, va bene che viva o muoia quando e come voglia lo Stato.

Secondo punto.
Un'obiezione che sento spesso e' del tipo
"Se non e' possibile dire con certezza che un terremoto avverra', non e' nemmeno possibile dire che non avverra'".
Sbagliato. anche in caso di sciame sismico molto intenso, il tempo occupato dalle scosse e' molto piccolo rispetto al totale. Per un ipotetico sciame da 1000 scosse/mese ognuna della durata media di 1 minuto, il 97% del tempo e' comunque di quiete.

In ogni dato momento lo stato di gran lunga piu' probabile e': NO TERREMOTO.
Ergo, per dire che non ci sara' un terremoto non serve alcun particolare sforzo, non servono studi e ricerche. Basta affermare che le cose andranno avanti come al solito.

Aggiornamento 29/10: Non bisogna poi dimenticare le responsabilita' individuali: chi ha costruito una casa per se', o l'ha comprata o ristrutturata senza curarsi della protezione sismica. In genere perche' costa meno, naturalmente. Ed anche chi ha accettato di vivere in affitto dentro case/appartementi scadenti.

No, non e' colpa degli "speculatori" ma degli individui, purtroppo anche delle brave persone che hanno perso un membro della fmaiglia. E' chi ha costruito una casa o ci vive dentro il primo responsabile della sicurezza.
Ma se uno non aveva alternative? Almeno che smetta di incolpare altri e di chiedere che siano "gli scienziati" a finire in galera ed accetti la realta'.

Certo che le amministrazioni locali hanno il ruolo di vigilare sul rispetto delle regole, ma mica possono verificare ogni isngolo edifico e mandare due vigili per cantiere per far fare i lavori come si deve.

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02/10/12

Fallimento Della Benedizione di Stato

Non fa molta differenza essere benedetti dallo Stato, eh?
L'appuntato Renato Addario avrebbe fatto fuoco sul maresciallo Antonino Zingale (colpendolo alle spalle) e a Ginetta Giraldo, poi si sarebbe tolto la vita
Quante volte bisogna ripetere che non sono le armi ma le persone ad uccidere e che gli agenti delle forze dell'ordine prima di tutto sono uomini come gli altri e nessuna benedizione di stato puo' cambiare questa realta'?

Ad infinitum, ovviamente.

Aggiornamento: E che dire di questi altri fulgidi esempi?
Arrestati un poliziotto e un carabiniere, volevano rapinare la Banca d'Italia ad Ancona

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14/09/12

Movimento 5 Spranghe

Ricordate Favia, che fu colto in fuorionda a criticare il capo del M5S - Grillo?

Naturalmente quando i fuorionda capitano a lui, non va bene:
Per essere stato vittima di una scorrettezza giornalistica che ha messo in piazza uno sfogo privato?
Dov'eri tu quando erano i fatti privati altrui ad essere messi in piazza? La pubblicazione per direttissima di intercettazioni telefoniche anche irrilevanti e' scorrettezza giornalistica?

Ma per quanto Favia sia irritante, c'e' chi e' peggio, molto peggio:
[...]"Favia andrebbe sgozzato in Piazza. Ancora in televisione, ancora ad intascarsi lo stipendio intero, ancora a credere a giornalisti, ancora a denigrare chi gli ha dato la possibilità di agire. Quest’uomo di m.... dovrebbe essere ammazzato per dare l'esempio. Esempio chiaro: chi si permette di comportarsi così va eliminato. Basta compassione e perdono. Questa gente è nostra nemica"[...]
Secondo me chi l'ha scritto non e' solo un esaltato ma uno che ci crede davvero. Non ho molto da dire, per cui cito Wellington (il mio amico):
All'inizio del XX° Secolo il sociologo tedesco Georg Simmel formulò una teoria del conflitto che personalmente per me, sulla base della mia conoscenza (amatoriale certo) della storia e della storia militare, ha sempre avuto senso.


Secondo Simmel la rivalità tra gruppi umani si può esprimere in due modi: competizione o conflitto.

La competizione procede in parallelo: i protagonisti cercano di battere ciascun altro nel raggiungere un obbiettivo desiderato da tutti, per farlo impiegano qualsiasi metodo consentito da regole condivise senza usare la violenza.

Quando nella competizione si passa a prendere misure per degradare la capacità dell'altro di competere oppure per eliminarlo del tutto dalla scena la competizione diventa conflitto.

Quando le misure prese durante il conflitto sono misure che includono la violenza fisica il conflitto si trasforma in guerra.

Da notare che tra conflitto e guerra c'è pertanto l'unica differenza dell'uso della violenza fisica, il che è certo già qualcosa, ma la forma mentis della guerra è già presente in toto nel conflitto, si tratta solo di fare quel piccolo passo in più.
Compito a casa: chi ha iniziato ad usare un linguaggio da conflitto, nel M5S? Un aiutino: una persona molto molto in alto nel movimento.

(Articolo aggiornato dopo la prima pubblicazione)

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29/08/12

Siate Pronti, che Sapete il Giorno

Finalmente dopo mesi di dominio delle alte pressioni africane che hanno portato sull'Italia calura eccezionale ed una grave siccita' arriva la rottura stagionale.
Burrasca di fine stagione.Le regioni più colpite in questa prima fase saranno dapprima le Alpi, che risentiranno del cambiamento barico già nella giornata di giovedì 30 agosto. I fenomeni potrebbero essere molto violenti. Successivamente sarà la volta del Settentrione, con piogge intense, spesso sotto forma di temporali. Ricordiamo che solo a breve distanza dagli eventi si potranno conoscere le aree più colpite: tutto infatti dipenderà dalla esatta traiettoria che prenderà la Saccatura Nord Atlantica. Poi toccherà alle regioni centrali. Per ora le regioni meridionali rimarranno ai margini. Le temperature subiranno un vero crollo al Centro-Nord, e una diminuzione più contenuta al Sud.
Ora visto, che la previsione c'e' e parla di fenomeni anche violenti, non si puo' dire che gli italiani non siano stati avvisati.

Quindi, preparatevi. Anche se non lo fanno le istituzioni, cominciate individualmente.

Controllate che fossi e tombini vicino a casa vostra non siano intasati, e nel caso rimuovete i detriti.

Rimuovete i detriti che potrebbero facilmente andare ad ostruire il flusso dell'acqua.

Se vivete in una zona soggetta ad allagamenti, preparate barriere per deviare i rivoli d'acqua e mettete al sicuro per quanto possibile gli oggetti di valore o delicati.

Se ci sono materiali sciolti (ad es. mucchi di sabbia da costruzione) copriteli per evitare che vengano erosi.

Se avete commissioni da fare, fatele prima o dopo la perturbazione, ma cercate di non mettervi in viaggio durante le precipitazioni. Restate in casa a godervi lo spettacolo.

Verificate di avere torce elettriche funzionanti e batterie cariche.

Se avete fori o piante di valore, portatele al riparo o copritele.

Ed insomma, usate il buonsenso. Ma siate pronti.

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29/07/12

Il Vecchio Che Rimane

Qualche tempo fa Uriel scrisse un articolo che fra le altre cose dice:
Dalla discussione sui monumenti italiani ho capito semplicemente una cosa. L'italiano crede che tutto quanto di bello si possa fare in Italia sia stato fatto, una volta ed una volta per tutte, nel passato remoto -e spesso mitologico- del paese. E che nulla, nulla di quanto si possa fare oggi possa mai competere. Questa adorazione delle antiche reliquie e' , molto semplicemente, la morte di qualsiasi volonta' di costruire un futuro. Il futuro lo hanno costruito i padri mitici del paese, e di quello bisogna accontentarsi.
Più tardi Rachel Barnacle rispose nel suo articolo:
Questo è il feticismo verso il passato di cui parlava Uriel, ma più che convinzione di non essere capaci di fare di meglio, temo si tratti di totale rifiuto nei confronti del nuovo. E’ un rifiuto che inquina qualsiasi aspetto della vita in Italia, dalla politica all’economia, dalle scienze fino agli aspetti più mondani dell’esistenza: ho visto aprire petizioni a raffica per le cose più idiote su FB, ma mai tante quante quella contro la Timeline. Lamentazioni di settimane, nemmeno se Zuckerberg fosse entrato in casa di questa gente per cagargli sul copriletto.
Dunque perché l’arte dovrebbe sfuggire a tanta potenza mortifera?
Questi due pezzi mi hanno ispirato qualche ragionamento personale che ora vi dovrete sorbire.
 
In Italia c'è, in maniera grave e diffusa, l'incapacità di distinguere quello che è antico e pregevole e raro da quello che è soltanto vecchio, comune e mediocre.

Prenadiamo ad esempio Parma: a fronte di un pugno di edifici pregevoli (duomo, battistero, un paio di altre chiese e qualche palazzo) ci sono quartieri interi fatti di case che osno e vecchie, ed erano soltanto mediocri fin da nuove - case per la classe media al massimo, non per i ricchi. Sono case costruite con materiali, tecniche ed impostazione vecchie.

Ora queste case sono un  disastro, anche se hanno le velle  facciate ridipinte a colori vivaci: efficienza energetica catastrofica; fragili in caso di terremoto; poco sicure in caso d'incendio; con le pareti spesse sfruttano in maniera inefficiente i volumi a disposizione.

Un centro storico enorme e pressochè intoccabile, fatto di strade strette senza parcheggi, e scale ripide senza poter installare ascensori. E di espansione urbana fatta fuori dal centro, a scapito del terreno coltivabile.

Ma non ha un valore artistico, non richiama turisti? I turisti che ho visto io, a Parma, più che altro ci vengono per vedere i pochi monumenti di pregio, e per la gastronomia. La gastronomia si può avere anche in edifici moderni - anzi, meglio: sono più facili da tenere puliti.

Una delle maggiori attrattive del centro di Parma, per i giovani, è la concentrazione di bar aperti fino a notte: a chi fa la "movida" interessa la storia degli edifici che ha intorno? No di certo 

Se analizziamo la situazione razionalmente, una buona cosa da fare sarebbe demolire la maggiore parte del mediocre vecchiume - tenendo qualche casa per esempio di come si facevano un tempo - e ricostruire tutto con criteri moderni a partire dalla stessa impostazione urbanistica; aggiungendo parcheggi sotterranei o multipiano alle case moderne, robuste ed efficienti.

Così avremmo un centro città vivibile invece che quella specie di mausoleo che sta diventando; case moderne, e non dico di vetro ed acciaio; si possono anche ricostruire nello stile precedente ma con tecniche e materiali attuali; e la possiblità di avere alloggi nuovi senza dover usare terre coltivabili.

Ma qualcosa del genere non si può fare, perchè verrebbe opposto fino alla morte dai feticisti del vecchio - quelli che hanno spinto per i vincoli paesaggistici ed architettonici eccetera, che pure spesso soffrono i disagi del vivere nel vecchiume ma non vogliono cambiare.

Almeno finche ci sono i soldi per tenere in piedi il vecchio: quando finiranno ci penserà la natura.

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18/07/12

Si Dai Modellami Tutto

Ecco all'opera un altro manipolo di arditi modellatori, che questa volta affrontano la spinosissima questione degli effetti globali - mica regionali, eh, globali! - dell'incidente nucleare di Fukushima, Giappone.

Lo scientificamente commediante Corriere cosi' presenta la notizia della sudata ricerca:
MILANO - Le radiazioni fuoriuscite a Fukushima potrebbero provocare da un minimo di quindici fino a un massimo di 1.300 morti, e tra 24 e 2.500 casi di cancro. Si tratta del primo lavoro medico sulle stime dei danni alla salute causati dal disastro nucleare in Giappone seguente al terremoto e allo tsunami dell'11 marzo 2011 basato su un modello elaborato dall'università californiana di Stanford.
Leggete bene: i numeri sono calcolati usando un modello matematico, nemmeno una ricerca epidemiologica su casi osservati di morte/malattie, e vanno da 15 a 1300 e da 24 a 2500. Insomma, un intervallo di due ordini di grandezza, gli effetti sulla salute di quell'incidente potrebbero essere in un modo, o 100 volte minori. Grazie per lo sforzo di ricerca.


Almeno nell'articolo c'e' il collegamento - solo per gli iniziati ai misteri della lingua inglese - all'articolo pubblicato, e dal riassunto leggiamo:
Inhalation exposure, ground-level external exposure, and atmospheric external exposure pathways of radioactive iodine-131, cesium-137, and cesium-134 released from Fukushima are accounted for using a linear no-threshold (LNT) model of human exposure.
Ah, il modello LNT: lineare senza soglia, ovvero ipotizza una relazione lineare fra dose di radizioni e danno biologico a tutte le dosi. Questo modello quindi implicherebbe che gli organismi viventi non abbiano sistemi di riparazione dei danni cellulari, che sembra un po' estrema come visione; se volete approfondire potete iniziare da Wikipedia.

E poi:
Exposure due to ingestion of contaminated food and water is estimated by extrapolation.
Estrapolazione, quello che chi ha dimestichezza con i numeri sa che bisogna evitare finche' si puo' perche' equivale a spingersi in territori inesplorati

Finalmente, i numeri:
We estimate an additional 130 (15–1100) cancer-related mortalities and 180 (24–1800) cancer-related morbidities incorporating uncertainties associated with the exposure–dose and dose–response models used in the study.
Responsabilmente, i ricercatori hanno tenuto conto delle incertezze nei loro modelli, e pubblicano le loro stime con questa enorme forbice di due ordini di grandezza. Il Corriere invece bonta' sua ci fornisce l'incertezza, ma pubblica dei numeri che nemmeno sono un copiancolla dal riassunto dell'articolo ma un minestrone di cifre prese da diverse parti del riassunto stesso.

Ed i giornalisti nostrani sembrano anche avere problemi con la comprensione del testo, visto che il passaggio:
An additional [similar]600 mortalities have been reported due to non-radiological causes such as mandatory evacuations.
(Circa 600 morti aggiuntive sono state segnalate per cause non-radiologiche, come evacuazioni forzate)
Diventa:
Alle stime sulle vittime si devono aggiungere circa 600 morti registrati nell'evacuazione della zona intorno alla centrale, soprattutto anziani e malati cronici, sia per l'esposizione alle radiazioni sia per l'affaticamento.
Bel modo di stravolgere il significato.

Gli allarmisti antinucleari e catastrofisti vari stanno gia' usando questa ricerca come prova del fatto che MORIREMO TUTTI PER IL NUCLEARE!, ma una lettura piu' attenta mostra che gli effetti sulla salute di Fukushima potrebbero andare dal "non vede neanche" al "pero', qualcosa succede" rimanendo centrati sul "si nota a malapena". Mentre qualche centinaio di morti durante le evacuazioni forzate sono gia' se non accertati almeno molto probabili.

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