The Second Version

20/04/07

Fatti e Misfatti d'Aprile

Dalla cronaca di ieri arriva un esempio abbastanza significativo di come i media italiano trattano le questioni di legittima difesa. La storia è questa: tre teppisti aggrediscono e sparano ad un uomo che aveva avuto l'ardire di riprendere uno di loro per la sua guida pericolosa. Ecco però come vengono narrati i fatti dal Corriere:
Dopo la lite l'autista del carroattrezzi avrebbe chiamato il padre e il fratello per dare una lezione al fioraio ritenuto 'impiccione' e la situazione è degenerata quando Marra, per difendersi, ha afferrato un bastone provocando la reazione ancora più violenta dei tre, uno dei quali ha esploso contro di lui tre colpi con una pistola calibro 7.65.
Dal tono di questo frammento sembrerebbe che se il fioraio non avesse tentato di difendersi, la situazione non sarebbe degenerata per finire... come? L'articolo stesso ammette che i tre volevano "dare una lezione" a Marra, e visto che si erano pure portati dietro una pistola, non credo si volessero limitare ad un paio di scappellotti. Diciamo che questi tre sono persone prepotenti e violente, che per una vera o presunta mancanza di rispetto mandano qualcuno in ospedale senza battere ciglio.

E notiamo che la polizia è entrata in scena solo molto tempo dopo l'aggressione.

Qualcuno potrebbe obbiettare che è meglio finire pestati invece che sparati. Tecnicamente forse si, ma si può morire o restare rovinati anche per un pestaggio. Ma a parte questo, si vuole davvero che i cittadini onesti debbano sempre subire e tacere dai prepotenti? Se il fioraio fosse stato armato, le cose avrebbero potuto finire diversamente (non ne ho la certezza); ed anche se uno degli aggressori fosse rimasto ferito od ucciso... chi per primo viola non solo le leggi, ma anche le norme della convivenza civile si espone a perdere i suoi diritti e patire tutte le conseguenze del caso.

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Dall'Inghilterra arriva la notizia che sempre più persone e comunità stanno adottando uno stile di vita meno dipendente dal petrolio e simili. Certo, un centinaio d'anni fa si consumava meno, ma la vita era anche più corta e meno confortevole. D'inverno si mangiavano patate e sedani-rapa (e certi tuberi ancora più anonimi) ; un viaggio di cento chilometri era un'avventura e per certe malattie ci si restava secchi. Poi mi fanno sorridere proposte come "bruciare la legna nel modo meno dannoso per l'ambiente": per ottenere quello, è necessario un lavoro di ottimizzazione che semplicemente non esiste nella saggezza contadina.

Comunque, io ritengo che fra i diritti individuali ci sia anche quello di riunirsi in comunità, quindi l'idea non mi disturba molto - tra l'altro, rafforzare i legami comunitari non è un male. Però... queste persone non si limitano a vivere a modo loro, ma stanno anche chiedendo finanziamenti pubblici per finanziare il loro stile di vita - ed addirittura chiedono al governo centrale di adottare misure. E questo non mi sta bene. Per curiosità poi, "niente partenze in aereo" significa che chi aderisce a queste iniziative decide di evitare viaggi aerei, o c'è qualcuno che fa rispettare il divieto con la forza??

Entrando nella fantapolitica, ecco la mia visione futura ispirata da questi fatti: una serie di cittadine fortificate monoetniche, quasi autosufficienti (ma con un tenore di vita basso), isolate da strade maltenute ed insidiose, che a volte commerciano a volte guerreggiano con i potentati vicini. Il nuovo feudalesimo, portato dal multiculturalismo e dall'ambientalismo radicale?

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