The Second Version

25/04/07

La Filosofia Sbagliata

Non è la prima volta che tratto l'argomento del degrado filosofico ed intellettuale che sta consumando l'Occidente dall'interno, ma l'altro giorno ho trovato un esemplare quasi perfetto di questa degenerazione. Questo grazie all'autore, che è sufficientemente preparato e candido da rivelare esplicitamente la sua filosofia. Questa è la gemma:
[...]Sono da anni in atto delle tendenze evidenti nei media, soprattutto su internet e in tv che cercano di attorcigliare il nostro modo di ragionare attorno a un feroce nozionismo: una valorizzazione dell'induzionismo a scapito di metodi di ragionamento "classici" di tipo deduttivo, per i quali non è necessario conoscere tutto lo scibile umano per esprimere un giudizio (il paradosso dell'induzione di Kuhn a tal proposito è illluminante).

Questa involuzione del pensiero umano è studiata a tavolino (ti potrei portare un miliardo di prove) per disperdere la conoscenza umana in rivoli sterili e annullare completamente il potere di una sana riflessione metafisica, ke ci faccia comprendere il quadro generale senza necessariamente conoscere ogni singolo avvenimento. Questo perkè ogni riflessione di questo tipo è potenzialmente dannosa per il Sistema.

Facciamo un esempio.

Tu scrivi un post, dove a partire da alcune informazioni arrivi a una conclusione.

Io ti adduco altre informazioni e tiro fuori una controargomentazione.

A questo punto succede ke per smontare la mia idea tu smonti le mie fonti e ne adduci altre, invece di andare al cuore della mia argomentazione e entrambi cominciamo a scannarci su ki ha letto cosa da dove e quando.

Ki vince? Ki ha accesso a più informazioni, non ki è più intelligente. Ki produce le fonti? I media. Di cosa parliamo quindi? Di quello ke vogliono loro, a seconda delle informazioni più reperibili e più "in voga" al momento.

L'obiettivo di questa mossa? Fare morire sul nascere ogni dialettica possibile, anke quelle apparentemente più proficue, come questa in atto qui tra persone intelligenti ke hanno punti di vista completamente diversi ma entrambi validi, per portarci alla divisione e alla caciara: infatti per ben 3 volte sono stato attaccato sull'utilizzo delle k (piuttosto ke sulle mie opinioni) e qualcuno mi ha quasi augurato la morte per mano dei talebani.[...]
L'affermazione più importante viene verso la metà dell'estratto, "il potere di una sana riflessione metafisica, ke ci faccia comprendere il quadro generale senza necessariamente conoscere ogni singolo avvenimento". In altri termini, questo è lamentarsi per tutti quei fastidiosi fatti che continuano ad ostacolare il cammino verso una elegante metafisica che possa spiegare ogni aspetto del mondo. Tutta quella complessità del reale, tutti quegli attori che non si comportano come dovrebbero rendono il quadro nettamente dissonante.

Quindi che si fa? Uno, si ignorano i fatti che non rientrano nello schema: l'ordine cronologico (e quindi i rapporti di causa-effetto) non contano, tanto per fare un esempio.
Due, si ricorre ad un livello nascosto: il grande complotto che controlla tutto ("il Sistema"). Quindi, anche i fatti inspiegabili con il primo modello metafisico possono essere spiegati ricorrendo ai manovratori segreti. Nel caso estremo, le osservazioni che possono demolire la teoria vengono classificate come falsi indizi od operazioni deliberate dei manovratori segrete intese, appunto, a demolire la teoria proposta.

Questa costruzione però non sta in piedi da sola, ed ha bisogno di sostegni. "Ki vince? Ki ha accesso a più informazioni, non ki è più intelligente." Questo è ciò che Jinzo definisce scetticismo epistemologico, ma secondo me prende molto in prestito dal post-modernismo. Mancando una realtà oggettiva conoscibile, come si stabilisce ciò che è vero? Un metodo è il consenso, ed ecco quindi emergere l'idea che chi riesce a citare più fonti in accordo con la sua visione, vince il confronto retorico.

L'autore del commento invece vuole spostare il confronto su di un piano metafisico distaccato dai fatti empirici: "A questo punto succede ke per smontare la mia idea tu smonti le mie fonti e ne adduci altre, invece di andare al cuore della mia argomentazione" Però, se si prescinde dalla realtà per stabilirsi su un piano ideale, diventa possibile fare qualunque arbitraria affermazione, che non può mai essere provata o confutata.

Il "feroce nozionismo" deriva in parte dal fatto che già molti hanno aderito alla filosofia di cui sopra, per cui ritengono che basti portare la quantità di dati, senza preoccuparsi della loro qualità (ovvero, della loro aderenza al reale), per vincere una discussione. In parte perchè, soprattutto in televisione, i tempi di ricerca e di riflessione necessari ad un'esame adeguato dei fatti non si conciliano con la natura frenetica del mezzo. Inoltre, quello che fa audience non sono le discussioni tecniche approfondite, ma il personaggio caratteristico, gli slogan urlati, i dati allarmanti, le affermazioni perentorie.

In ultima analisi, tutto questo discende dal rifiutare l'esistenza di una realtà oggettiva - o perlomeno, dal rifiutare la possibilità di conoscere tale realtà. Le opzioni che rimangono sono diverse: il mondo nel quale viviamo è solo una rappresentazione di un mondo ideale che esiste altrove (e solo pochi illuminati arrivano a conoscerlo, e quindi spetterebbe a loro guidare le masse ignoranti...). Oppure, il mondo è più che altro una creazione della nostra mente, e quindi può essere cambiato pensando con abbastanza forza ad un cambiamento. Ed altre ancora, volendo.

Però, se questi p-idealisti sono così incerti su tutto, perchè diventano così nettamente antiamericani?

Bisogna fare un passo indietro: c'è un'altra corrente filosofica, lo empirismo, secondo la quale invece esiste una realtà oggettiva esterna ed indipendente dall'osservatore, che è conoscibile con sufficiente precisione. Empirismo e p-idealismo sono quindi acerrimi nemici che non possono mai arrivare ad un compromesso, vista l'incompatibilità fra i loro fondamenti (che io sappia, se qualcuno ha tentato di colmare l'abisso, è rimasto ininfluente).

Gli Stati Uniti sono un paese fondato sull'empirismo, e nonostante ci siano stati cambiamenti, la filosofia empirista (in diverse forme) continua a dominare fra gli americani. E questo empirismo ha avuto un successo enorme, mentre il p-idealismo ha ottenuto solo briciole*. L'antiamericanismo quindi nasce perché America ed americani sono la forma fisica della filosofia che i p-idealisti non possono sopportare e che secondo la loro visione dovrebbe fallire, mentre ostinatamente si rifiuta di farlo.

Come si deduce che il p-idealismo è una filosofia sbagliata? Dai risultati pratici: nonostante l'ampia varianza della popolazione, gli individui e le nazioni che abbracciano l'empirismo ottengono successo e ricchezza; il p-idealismo invece porta mediocrità, stagnazione o addirittura recessione - tranne forse che per l'elite illuminata al potere (che può credere nella propria filosofia, oppure usarla cinicamente per arrivare a dominare).

* Di nuovo, il Sistema impedisce a chi lo contesta di raggiungere il successo. Vedete, tutto si spiega a questo modo.

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11 Commenti:

  • Analisi molto interessante. Anch'io avevo notaato al frase sulla "sana riflessione metafisica", ma non essendo sicuro di dove volesse andare a parare ho preferito concentrarmi sulla questione dell' "andare al cuore della mia argomentazione" senza preoccuparsi troppo dei fatti, cercando di far notare che, come dici anche tu, con questo metodo semplicemente si può fare ogni analisi che si vuole.

    Di Anonymous Wellington, Alle 25/4/07 19:51  

  • Bella analisi, davvero.
    Con la storia della "sana riflessione metafisica" assistiamo ad un vero e proprio capolavoro. La visione metafisica è di fatto insita nella conoscenza umana e precede la presentazione dei fatti. Se si rimuovono i fatti resta soltanto la metafisica di fondo che muove qualunque sapere umano, quindi il dibattito diventa una rissa irrisolvibile tra teorie del tutto indimostrabili.
    Un esempio: prendiamo la storia della medicina. Un medico ippocratico si trova a discutere con un sacerdote asclepiadeo: ovviamente i due si confronteranno sui fatti, nel senso che l'asclepiadeo mostrerà che la preghiera può guarire la gente e l'ippocratico spiegherà che solo le medicine possono curare un paziente. Se però si toglie la possibilità di ricorrere ai fatti, l'asclepiadeo dirà che gli dei sono grandi e misericordiosi e l'ippocratico lo consiglierà di infilarseli nel culo. Al contrario, il buon Haiku, ci spiega che sono i fatti il motivo della rissa e che invece la lite può essere placata semplicemente confrontando teorie metafisiche. Come ciò sia possibile resta attualmente un mistero.

    Jinzo

    www.italianlibertarians.splinder.com

    Di Anonymous Jinzo, Alle 25/4/07 23:06  

  • Insomma un'altra "testa" dell'idra del pensiero platonico, fonte di ogni pensiero misantropo.
    Bellisimo post, grazie!

    Di Blogger Grendel, Alle 26/4/07 08:59  

  • Eh si, Platone ne ha fatti di danni col suo pensiero...

    Aggiungo poi, la discussione puramente metafisica può si produrre una grossa mole di dialettica, ma pochi risultati pratici. L'empirismo invece si concentra sui risultati tangibili, e se le discussioni rimangono concise, tanto meglio.

    Di Blogger Fabio, Alle 26/4/07 09:46  

  • Bellissimo post.
    E' proprio vero che il pensiero platonico ha avuto tanta parte nelle ideologie del secolo scorso... E ancora si trasforma e si ricicla in questa nostra civiltà post-televisiva...
    Vorrei citare questo post sul mio blog, posso?

    Di Anonymous CronenBORG, Alle 26/4/07 13:53  

  • Certo, la citazione è libera.

    Non sono certo un catastrofista pronto ad addossare tutte le colpe alla televisione, ma è innegabile che la cultura televisiva abbia portato un cambiamento sociale. La nuova rivoluzione, quella di Internet, è tuttora in atto e non si sa dove andrà a parare. L'importante è che non ci mettano mano i burocrati con le loro leggi e regolamenti.

    Di Blogger Fabio, Alle 26/4/07 14:08  

  • Accidenti Fabio,
    analisi da incorniciare, complimenti!

    Di Blogger Bisquì, Alle 26/4/07 19:25  

  • Tutti complimenti però? Non c'è nessuno che sappia muovere una critica ben argomentata??

    Di Blogger Fabio, Alle 26/4/07 19:40  

  • Fabio, tu non sei capace di criticare?

    Di Blogger Bisquì, Alle 27/4/07 22:23  

  • Ti ringrazio per aver portato la discussione a un livello più aulico, motivo per cui eviterò di usare il "ke" nella critica che porto alla tua riflessione per la gioia di molti lettori. :-)

    E, dato che ho inconsapevolmente ispirato la tua riflessione, mi permetto di non essere breve.

    Partiamo da una premessa che credo sia inconfutabile: Platone (e Aristotele in seguito) contribuì alla prima vera definizione di "logica" e di "metodo" analitico, a partire dalla quale si

    posizionano tutte le riflessioni successive (ivi comprese quelle cartesiane, empiriste, positiviste e neopositiviste).

    Se c'è una cosa che accomuna l'intera riflessione filosofica (di Platone così come di Locke) è il suo posizionamento a monte di ogni sua successiva applicazione pratica e il rigetto delle

    categorie "di utilizzo" con cui vengono invece inquadrati i fatti esperibili: sebbene la riflessione parta e finisca OVVIAMENTE sul mondo sensibile, il piano su cui si posiziona la innalza al di

    sopra di esso; per questo motivo una riflessione filosofica può essere condivisibile o no ma non può essere definite "giusta" o "sbagliata", perché prescinde l'applicazione pratica del

    pensiero.

    "Come si deduce che il p-idealismo è una filosofia sbagliata? Dai risultati pratici..."

    La "sconfitta" di cui parli avviene quindi perché si gioca in maniera sleale, dato che si mescolano due campi (filosofia e scienza) che non sono sullo stesso piano: la filosofia, con la

    conseguente definizione di un "paradigma", sta a monte di tutto il resto, scienze comprese.

    Però, se si prescinde dalla realtà per stabilirsi su un piano ideale, diventa possibile fare qualunque arbitraria affermazione, che non può mai essere provata o confutata.

    Se tu cerchi le prove di un ragionamento filosofico celebri il trionfo dell'autoreferenzialità e ricadi in quello che io ho chiamato "nozionismo selvaggio", dove il ragionamento empirico fagocita

    la riflessione filosofica e aprioristica che l'ha partorito fino a renderla inutile e inconsistente.

    Motivo per cui sebbene "così incerti su tutto" quelli che la pensano come me "diventano così nettamente antiamericani", perché essendo una società fondata sull'utilitarismo,

    aberra l'individuo che si interroga sugli aspetti generali e cerca una sua consapevolezza, e lo bombarda di stimoli per farlo assomigliare il più possibile allo stereotipo del

    consumatore/elettore medio, che non può capire l'intero meccanismo di funzionamento della struttura e si sofferma sulle cose più superficiali che gli vengono fornite in quantità industriali

    (notizie, pornografia, gossip, sport, ecc...).

    Questo "switch", oltre a essere pericolosissimo, avviene perché, a differenza delle civiltà classiche, la nostra formazione (scolastica e mediatica) è volutamente di tipo pragmatico e

    nozionistico (ottimi risultati pratici nel breve periodo) invece di prediligere un taglio "filosofico" se vogliamo, che costerebbe un dispendio di energie assurde per la nostra società ma che

    creerebbe pessimi consumatori ed elettori consapevoli, molto più proficui nel lungo periodo.

    L'esempio più lampante è dato dallo studio che si fa del linguaggio a scuola, dove impariamo perfettamente la sua forma strutturale (la grammatica) ma di cui possiamo solo intuire (a meno

    che non si compiano studi appositi) tutte le caratteristiche legate all'utilizzo (di cui si occupano materie più "meta" come linguistica, retorica, semiotica, cinesica, prossemica, ecc...).

    "Quindi che si fa? Uno, si ignorano i fatti che non rientrano nello schema: l'ordine cronologico (e quindi i rapporti di causa-effetto) non contano, tanto per fare un esempio.
    Due, si ricorre ad un livello nascosto: il grande complotto che controlla tutto ("il Sistema").


    No. non si ignorano i fatti che non rientrano nello schema e nemmeno l'ordine cronologico, se rileggi bene la discussione con Grendel capisci che la mia insofferenza nasce perché non si

    riesce più ad andare oltre i fatti, dato che si deficita delle categorie "meta" per giudicarli.

    Prescinderli e farsi le pippe mentali è una stronzata adesso come ai tempi di Platone e io non sono così coglione.

    E no, non si ricorre al sistema come via di fuga privilegiata, ma il "Sistema" è la cosa che appare per assurdo più evidente, pur non avendo la stessa mole di prove a corredo, dato che da

    quando esistono le forme di civiltà moderne è sempre esistito ed è l'unica cosa capace di cavalcare e governare questo "switch", questo incrocio pericoloso tra scienza e filosofia, tra

    pragmatica e idealismo.

    E' molto più ingenuo pensare che l'America abbia abbattuto questo stile di condotta ergendosi a pilastro della libertà piuttosto che pensare che l'abbia perfezionato ad arte, grazie allo

    sfrenato utilizzo delle comunicazioni di massa da parte di un gruppo ristretto di individui proprietari dei media e delle industrie.

    In ultima analisi, tutto questo discende dal rifiutare l'esistenza di una realtà oggettiva - o perlomeno, dal rifiutare la possibilità di conoscere tale realtà.

    Non ho mai detto questo, ma è ovvio che se non ci appartengono le categorie per potere giudicare questi fatti o, peggio, se siamo così agili a etichettarle, ci riduciamo a semplici

    citazionisti, non avendo - e questo è forse il punto più importante - NESSUNA ESPERIENZA delle notizie di cui si parla, perché né io né Grendel né tu, abbiamo esperito questi avvenimenti in

    prima persona, quindi siete empiristi senza prove, riponete una fede quasi infantile nell'autorevolezza della fonte.

    In questo consiste la grande truffa della tv e dei nuovi media: riportare in maniera soggettiva dei fatti e convincerci che siano veri per il solo fatto che appaiono "verosimili".

    Quindi non solo la vostra riflessione mescola due campi insubordinabili ma contravviene soprattutto alla prima regola dell'empirismo che è "esperire" e "provare", a meno che non scriviate i

    vostri blog direttamente dai campi di guerra e abbiate una conoscenza così approfondita dei mezzi di comunicazione di massa.

    E' per questo motivo che è nato il mio sfogo: dal nostro punto di vista privilegiato di fighetti elucubratori mentali, ha molto più senso prima approfondire il piano metafisico piuttosto che

    lanciarsi con i paraocchi nel mondo "sensibile" per parlare di cose che non vediamo, ma che sono di seconda, terza o forse quarta mano...

    Dobbiamo accettare di vivere in una società con un giornalismo pigro, inutile e servile, e ricercare insieme il metodo migliore per affilare le armi cognitive necessarie a debellare la merda

    propagandistica che proviene sia da destra che da sinistra.

    "questo empirismo ha avuto un successo enorme, mentre il p-idealismo ha ottenuto solo briciole

    Punti di vista. Non so cosa ne pensate voi, ma io mi sento di vivere in una società di merda, qualcosa vorrà pur dire...

    Sono davvero felice di questo spunto di riflessione, perdonami se sono stato prolisso ma spero che possiamo continuare a conforntarci in maniera così costruttiva.

    }-{aiku

    Di Anonymous }-{aiku, Alle 29/4/07 19:20  

  • Confronto costruttivo? dopo qulche migliaio di parole non c'è stata sintesi...

    La realtà esterna esiste e continua a farlo indipendentemente dal paradigma usato. Posso convenire sul fatto che senza un paradigma questa realtà può risultare priva di senso, ma non penso che cambiando paradigma scopriremmo di vivere in un mondo totalmente diverso.

    Certo lo che partendo da assiomi diversi si arriva a visioni completamente diverse, ma qui si sta parlando sempre di percezioni. Capisco quei mussulmani che odiano senza compromessi l'Occidente - per fare un esempio - ma non provo alcuna empatia per loro.

    Nel mondo reale, poi, l'induzione vince quasi sempre sulla deduzione. Questo perchè l'induzione può trattare dati incompleti ed inaffidabili fornendo probabilità e stime. Mentra la deduzione può basarsi soltanto su dati completi ed affidabili; usarla in altri casi porta al disastro.

    Il p-idealismo usa una metafisica che vede il mondo come dovrebbe essere (secondo quella visione, naturalmente) invece che come è in realtà. Per esempio, il comunismo in tutte le sue accezioni e varianti non funziona. Eppure, molti nel campo p-idealista continuano a sostenere teorie di ispirazione marxista: perché ritengono che l'uomo dovrebbe vivere in società di tale tipo (e dove, naturalmente, siano i p-idealisti a poter indirizzare le masse sulla strada della virtù, volenti o nolenti).

    Rifiuto poi di dignificare l'idea secondo la quale io sarei un empirista senza prove. E' una posizione intellettualmente disonesta che attacca l'interlocutore invece dell'argomento e - nel caso della guerra - implica che solo i militari potrebbero decidere su queste questioni. Ovvero una sorta di dittatura militare.

    Tutte le fonti di informazione certamente sono distorte e partigiane; la migliore approsimazione di verità si può solo ricavare dal confronto fra di esse ed altri fatti noti e conoscenze acquisite.

    Questo detto, visto che per la gran parte le fonti di sinistra & dintorni pubblicano soltanto variazioni sul tema, non vedo una grande utilità nel consultarle regolarmente.

    Viviamo in una società di merda? Certo: quando p-idealismo, politicamente corretto e relativismo morale dominano la società degenera senza dubbio.

    Di Blogger Fabio, Alle 2/5/07 17:16  

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