The Second Version

20/02/08

Un Nuovo Reato?

Sugli sviluppi della tentata rapina di Nicolosi che è finita con la morte di due dei tre rapinatori (e non mi dispiace nemmeno un po') leggo:
Messina, 19 feb. (Apcom) - Si trova a casa, dopo una notte e una mattinata trascorsi sotto interrogatorio, il gioielliere di Nicolosi, in provincia di Catania, Guido Gianni, che ieri sera ha ucciso due rapinatori in una sparatoria, dopo che questi, entrati insieme ad un complice, rimasto invece ferito, lo avevano minacciato picchiando la moglie, Maria Angela Di Stefano 44 anni, titolare della gioielleria. Il reato di omicidio per legittima difesa, di cui è accusato Gianni, non prevede infatti l'arresto. I magistrati del resto, sembrano essere convinti delle dichiarazioni fornite in queste ore dal commerciante, avvalorate anche da quelle in un testimone, un cliente che al momento della rapina si trovava dentro il negozio.
Io non riesco a capire cosa sia questo "omicidio per legittima difesa". Difatti, se esiste una condizione di legittima difesa, anche uccidere una persona è giustificabile e quindi non costituisce reato. Altrimenti, si ha una condizione di difesa illegittima, e quindi un reato di omicidio, forse anche volontario. La terza opzione è quello di avere ecceduto nella difesa, per cui si ha un eccesso di difesa. Ma da dove spunta il resto contestato al gioielliere, proprio non lo capisco.
Tra l'altro, una breve ricerca su Internet non tira fuori alcun documento con la definizione di omicidio per legittima difesa. Lo so che Ask.com non è la bibbia, ma insomma... Se qualche lettore più giuridicamente competente di me mi potesse illuminare, gliene sarei grato.

Panorama ha un articolo a nome di Cristina Bassi che riporta dati interessanti, ma contiene anche imprecisioni ed ha il solito taglio meravigliato ed allarmista, tipico degli articoli sulle armi da fuoco:
La legge approvata nel gennaio 2006 autorizza l’uso delle armi per proteggere la vita e i beni, sia in caso di pericolo in casa sia in negozi, uffici e aziende. E “se non vi è desistenza e vi è pericolo di aggressione” da parte dell’intruso.
Non è esatto: l'uso delle armi per legittima difesa (della vita) è sempre stato ammesso purchè rientrante nei criteri di proporzionalità richiesti dalla legge - e dall'interepretazione notoriamente restrittiva dei giudici. Il nuovo articolo del codice penale (che riporterò sotto) specifica alcune situazioni nelle quali l'uso delle armi è sempre considerato proporzionale. Luca Squeri, il portavoce di Confcommercio, dovrebbe per cominciare mettersi d'accordo con sè stesso, perchè prima dichiara:
"Piena solidarietà a chi è stato costretto a difendere la propria moglie e se stesso dall’ennesimo assalto criminale. Io al suo posto, fossi stato armato,avrei fatto lo stesso”
ed anche
“Viviamo nella paura”, continua Squeri. “I commercianti sono in prima linea senza trincee e costretti ad affrontare faccia a faccia i criminali”
Ma poi afferma:
“il comportamento del gioielliere di Nicolosi, che dimostra l’esasperazionedella categoria, non può e non deve diventare l’atteggiamento da tenere nei confronti dei rapinatori. Noi ribadiamo infatti di essere contrari alla giustizia fai da te, ma è altrettanto evidente che il fenomeno ha raggiunto proporzioni da allarme rosso. Siamo convinti della necessità di operare affinché chi si sente vittima potenziale della criminalità non decida di armarsi, ma al contempo chiediamo che lo Stato e le istituzioni ci aiutino in questa battaglia partendo dall’indissolubile binomio certezza della pena e controllo del territorio”
C'è quantomeno un refolo di contraddizione, qui. Gli argomenti di Confcommercio poi sono sempre i soliti buonisti e statalisti. Quale sarebbe il comportamento giusto da tenere di fronte ai rapinatori? Dare loro tutto quello che vogliono senza dire bau, ed aggiungerci pure un Montenegro alla fine?
Lo devo ribadire ancora uan volta, la legittima difesa è completamente diversa dalla giustizia sommaria, e su questo punto non c'è niente da discutere.
E se chi è vittima potenziale della criminalità decide di armarsi, che male c'è? Qualche criminale può finire all'ospedale o direttamente al cimitero: che serva da monito agli altri.
Le forze dell'ordine non possono controllare tutto il territorio in ogni momento (se non si è a Cuba, Nord Corea ed altri luoghi ameni di questo genere); è completamente irrealistico chiederlo.
Finalmente, si ha qualche dato affidabile sulla situazione armi da fuoco in Italia:
Secondo il Rapporto Italia 2008 dell’Eurispes, sono 10 milioni le armi legali nel nostro Paese e 4 milioni le famiglie con almeno una pistola in casa. Sono 34 mila i privati che hanno un porto d’armi, ai quali si sommano le oltre 50 mila guardie giurate, i circa 800 mila cacciatori con licenza per abilitazione all’esercizio venatorio e i 178 mila permessi per uso sportivo (tiro a volo o tiro a segno). Altri 3 milioni di italiani hanno denunciato, invece, la presenza di armi in casa, ereditate o inservibili.
Si può fare di meglio, ma questo è un punto di partenza per i cittadini italiani. Anche se sembra esserci una certa confusione fra pistole ed altre armi, e poi fra denunce di detenzione e licenze di porto d'arma. C'è poi quella vocina fra le righe che geme: "Il pensiero di tutte quelle armi là fuori mi toglie il sonno!".

Ma la cosa più confortante sono i commenti all'articolo: su 14 commenti, 12 o 13 sono di approvazione per il comportamento del gioielliere, e ribadiscono quello che dovrebbe essere chiaro a livello istintivo prima ancora che razionale: le armi danno ai comuni cittadini la possibilità di difendersi efficacemnte dai criminali.

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