The Second Version

13/11/08

Bufale su Sarah Palin

La notizia che il mio collega ed occasionalmente rivale fabristol ha citato nei commenti qualche giorno fa sarebbe terribile se confermata: la Palin non sa che l'Africa è un continente a sè stante, ma la ritiene una singola nazione.

Io non chiedo ai politici di essere intellettuali con una cultura di alto livello, però una solida cultura generale sarebeb necessaria - e non sapere almeno indicare i sette continenti certamente denota una mancanza di cultura generale.

Però la storia mi puzzava fin dall'inizio: tale ignoranza sarebbe assolutamente mostruosa per una donna che comunque ha una laurea ed è arrivata al ruolo di governatore dell'Alaska. Inoltre, la fonte di quest'affermazione era inizialmente anonima, indicata solo come una "figura" della campagna di McCain.

E' buona norma prendere con le molle le dichiarazioni anonime - soprattutto quelle clamorose; in questo caso poi è probabile che gli aiutanti di McCain fossero alla disperata ricerca di un capro espiatorio sul quale scaricare la colpa della sconfitta elettorale. E quale capro espiatorio è meglio dell'ultima arrivata?

Eppure nemmeno questo è vero. La talpa è stata poi identificata come un certo Martin Eisenstadt... che però non esiste.

Il New York Times rivela che Eisenstadt è un falso, così come il suo blog, i suoi video su Youtube, e lo "Harding Institute" per il quale egli lavorerebbe.

A quanto pare la bufala è stata architettata da due autori in cerca di fama, tali Eitan Gorlin e Dan Mirvish, un po' come scherzo e parodia delle talking heads (parolai), in parte per realizzare un documentario su questa storia.

In molti però sono caduti nella trappola delle presunte dichiarazioni della Palin; blogger ed anche media tradizionali come la MSNBC che ammette (tardi) di non avere fatto molti sforzi per verificare la storia prima di pubblicarla:
An MSNBC spokesman, Jeremy Gaines, explained the network’s misstep by saying someone in the newsroom received the Palin item in an e-mail message from a colleague and assumed it had been checked out. “It had not been vetted,” he said. “It should not have made air.”
Eppure, c'era chi aveva mangiato la foglia e svelato da tempo Eisenstadt come un falso: il sito Sourcewatch.org ed il blogger William K. Wolfrum - ma le loro voci non sono bastate ad evitare che la bufala facesse il giro della rete.

Speriamo che questo serva di lezione.

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