The Second Version

23/10/11

Cronaca della Domenica

Tre fatti che ci danno l'occasione di guardare da vicino l'idiozia umana, ed una sua sotto specie, la stupidità degli oplofobi.

Prima storia:
ROMA - La moglie lo caccia di casa e lui ritorna con una molotov con la quale incendia una finestra accanto alla porta d'ingresso. Ma quello che forse doveva essere solo un dispetto alla consorte per non averlo fatto rientrare a dormire si è invece trasformato in un rogo fuori controllo che ha rischiato di provocare una tragedia. È un palazzo di piazza Testaccio lo scenario dell'incendio domato giovedì notte dai vigili del fuoco dopo l'intervento dei carabinieri che hanno salvato la moglie e i due figli di un pregiudicato di 40 anni, Andrea B., già conosciuto dalle forze dell'ordine.
Per fortuna non c'è scappato il morto*, ma abbiamo un appartamento inagibile ed un incendio che poteva interessare un palazzo intero. E per fare tutto questo, sono bastati una volontà criminale, una bottiglia e della benzina che chiunque si può procurare senza alcuna licenza.

Seconda storia:
MILANO - C'è un movente economico per il delitto del regista Mauro Curreri, 39 anni, nella zona dei Navigli a Milano. Curreri stava lavorando in uno studio di audiovisivi in via Watt 5, quando è stato ucciso a colpi di pistola da Mauro Pastorello, 53 anni, capitano in congedo dell’esercito, residente a Padova dove è agente di commercio, sposato e padre di una ragazza di 19 anni. L'uomo, vestito con un'uniforme dell'esercito con i gradi di maggiore, dopo una lite ha esploso tre colpi di pistola. La pistola utilizzata da Pastorello è un'arma datata, risalente al dopoguerra. Alcuni testimoni hanno riferito di aver visto l'ex ufficiale aggirarsi nel cortile di via Watt 5, brandendo la pistola, prima dell'omicidio, chiamando Curreri a gran voce. Ed è in questo stato che i carabinieri lo hanno trovato quando si sono recati sul posto.
Ah, un ex-ufficiale dell'Esercito, uno di quelli con la santificazione di stato per usare armi da fuoco. Eppure ha ucciso una persona per una lite su questioni di soldi. Non sarà mica che pure soldati e membri delle forze dell'ordine sono umani come i comuni cittadini?
Una riflessione personale: io stesso sono stato vittima di squali che hanno l'abitudine di non pagare i fornitori/collaboratori, e per quando non posso proprio lodare la giustizia fai-da-te, non sento nessuna simpatia per la vittima.

Terza storia:
MILANO - Pallido, magrissimo, sfibrato. Luca è giunto così giovedì mattina al pronto soccorso dell'Ospedale di Tricase (Lecce) dove i medici hanno potuto solo scuotere la testa davanti al suo corpo senza vita. Con loro c'era il padre che l'aveva portato all'ospedale in braccio, molle come un fantoccio: «Luca aveva una gastroenterite, un'influenza - ha detto a chi è intervenuto e poi ai carabinieri -. Gli abbiamo dato un bicchiere di tisana al finocchio e la situazione è precipitata». Il padre non è un profano. È il dottor L. M. M., cinquantaseienne psicoterapeuta di Miggiano (Lecce), ex responsabile del Centro dell'Istituto di dinamica comportamentale di Ferrara, dove ha lavorato 20 anni, e, soprattutto, omeopata e presidente onorario dell'Amos, l'accademia nazionale di medicina omeosinergetica (ho ridotto il nome della persona alle sole iniziali per non contribuire a sbattere il mostro in prima pagina, nda).
Anche io ho avuto una gastroenterite acuta qualche hanno fa: tra vomito e diarrea ho perso tre chili in tre giorni, ed al pronto soccorso mi hanno somministrato antibiotico ed antiemetico per via intravenosa soltanto per consentire di iniziare una terapia orale con antibiotico ed antidiarroico. Ed anche così per altri tre o quattro giorni sono riuscito a mangiare solo piccole quantità di cibo ben selezionato.

Io ora non so dire se davvero il bambino sia morto di gastroenterite, ma se aveva una gastroenterite tentare di curarlo con tisane alle erbe invece di antibiotici eccetera è da criminali, non c'è discussione.

* Fosse morto il colpevole bruciato dalla sua stessa bottiglia incendiaria, non avremmo perso molto.

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3 Commenti:

  • Però l'assassino del secondo caso era un ex-militare, e perciò stupito e violento secondo la vulgata oplofoba, non un poliziotto. Peccato naturalmente che secondo una buona parte degli oplofobi anche i poliziotti siano stupidi e violenti, e che casi di poliziotti usciti di testa che ammazano qualcuno con la loro arma di ordinanza sono tutt'altro che rari.

    Di Anonymous Wellington, Alle 23/10/11 13:10  

  • O che si suicidano, pure quello succede.

    Di Blogger Fabio, Alle 23/10/11 14:06  

  • Vabbè, viene dal Manifesto, però c'è una buona dose d'ironia...
    "Secondo alcuni addetti ai lavori sarebbero almeno duemila gli operatori della polizia di stato attualmente inquisiti per i più diversi reati. Se si considera ragionevolmente che il tasso di operatori denunciati o arrestati è relativamente basso perché in molti casi le vittime non possono osare denunciare (si pensi al caso del rom, del clandestino o anche del marginale italiano) o per l’omertà o la paura che pervade spesso lo “spirito di corpo” (basta pensare ai casi di operatori che per più di dieci anni non sono mai stati disturbati nella loro attività criminale) si può stimare che il “numero oscuro”, ossia i non-denunciati siano quantomeno il doppio di quelli denunciati. Ne consegue che il tasso di criminalità fra gli operatori di polizia risulta circa dieci volte più alto di quello di tutta la popolazione italiana adulta. Com’è noto, peggiore è il tasso degli inquisiti fra i parlamentari (più del 9%). In altre parole, si dovrebbe dire che si tratta di categorie socio- professionali ad alto rischio di devianza o criminalità."
    http://www.infonodo.org/node/29767

    Vorrei sapere cose ne pensano al Manifesto delle armi in possesso dei privati cittadini.

    Di Blogger Fabio, Alle 25/10/11 04:08  

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