The Second Version

11/10/13

I Benedetti dallo Stato

Passando per Protein Wisdom, il periodico americano Ammoland ha uno studio sul tasso di omicidi (TO)fra i titolari di porto d'arma (nascosta) e gli agenti di polizia.

Fra i luoghi comuni anti-armi ce ne sono un paio che questo pezzo affronta direttamente. Uno, che negli USA ci siano tanti omicidi perche' essendo le armi da fuoco cosi' liberamente disponibili, ogni lite domestica o per il traffico degenera in pistolettate.
Due, che gli agenti di polizia siano gli unici che possono possedere e maneggiare armi senza combinare disastri in virtu' della loro selezione ed addestramento.

Bene, ecco in sommario i risultati di quello studio (tassi in omicidi/100 000 abitanti*anno).

TO nazionale USA 2011: 4.7
TO domestici fra i titolari di porto d'armi (Solo stato della Florida, anni 2008-2011): 0,583
TO totale (Solo stato della Florida, anni 2008-2011): 1.125
TO domestici, agenti di polizia (nazionale, 2008-2011): 1.854
TO totale, agenti di polizia (nazionale, 2008-2011): Sconosciuto - non esistono dati al riguardo
TO intenzionali Italia (2012, UNODC ): 0.97

Insomma, questi rozzi campagnoli titolari di porto d'arma pronti a spararsi addosso per ogni bazzeccola lo fanno solo poco piu' spesso dei colti e civilizzati italiani*.

Mentre i selezionati ed addestrati poliziotti commettono omicidi (domestici) circa tre volte piu' spesso dei cittadini armati.

*Ironia

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25/07/13

La Montagna dei Desideri

A volte quando mi prende la nostalgia dell'Italia leggo la Gazzetta di Parma online, soprattutto per le notizie locali.

L'altro giorno ho trovato questo pezzo, sulla decisione della Regione Emilia-Romagna di proibire ai veicoli a motore i sentieri di montagna.

Un altro articolo sulla stessa vicenda e' questo.

Nei commenti ai due articoli (si, lo so che non dovrei leggerli) ho trovato molte persone con un punto di vista preoccupante per me.

Molti commentatori dicono di voler andare in montagna per passeggiare a piedi, nella quiete della natura - ma anche su sentieri aperti, lisci ed asciutti, senza sassi ne' fango ne' rovi, ne' rami ad ingombrarli.

Insomma, una montagna che sia una specie di parco ad uso e consumo degli escursionisti, formata e mantenuta secondo i loro desideri, per soddisfarli durante le poche ore che spendono li'.

Notate cos'e' cospicuamente assente? Tenere conto delle esigenze, dei desideri di chi in montagna ci vive a lavora, di chi ci passa non solo feste e finesettimana ma tutti i giorni, estate ed inverno. Anzi, a leggere certi commenti sembra che la montagna non debba contenere altre persone che gli escursionisti e qualche sparuto montanaro che provveda servizi agli escursionisti, ma nient'altro.

E' un atteggiamento superbo e supponente che considera i montanari non come persone (con tutti i loro pregi e difetti, naturalmente) colle loro vite, ma come pedine, accessori da muovere ed usare a piacimento nel giardino dei propri desideri, per poi ignorarli quando non servono - ed anche dirne peste e corna quando si permettono di esprimere un'opinione diversa dai loro antropologicamente superiori.

Uno in particolare dice:

[...]Penso che ci siano alcuni posti in montagna che siano veramente incompatibili con i mezzi a motori, se volete fare le vostre "escursioni" in tutta comodità andate dove ci sono le strade asfaltate, non certo nei boschi o nei sentieri montani che sono secondo me per il silenzio e la fatica di arrivare ad una meta. Questa è la mia idea di Natura.
La sua idea, eppure sostiene una legge che forzera' questa idea di natura su tutti, volenti o nolenti.

E questa visione della natura come ben curato parco mantenuto in una condizione di finta verginita' per lo svago di pochi fa il paio colla visione dominante dei beni architettonici e culturali: tutti, non importa quanto mediocri o fatiscenti, vengono tutti ritenuti intoccabili.

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01/03/13

Sospesi nel Vuoto

Eh si, viene anche il momento di parlare delle elezioni italiane. Non perchè mi entusiasmi particolarmente, ma perchè l'Italia è finita in una situazione precaria.

Cosa succederà ora con nessuna maggioranza parlamentare?
In un certo senso è facile da dire: salvo sviluppi molto improbabili, per i prossimi mesi non succederà molto.

Il mandato del Presidente della Repubblica finirà a maggio, per cui Napolitano non può fare molto ora.

Lo sviluppo improbabile sarebbe un'allenza di governo PD-PDL, ma anche se accedesse sarebbe tanto instabile che il proverbiale castello di carte sembrerebbe il Lingotto. A meno che non diventi un "governo di scopo" coll'unico scopo di riformare la legge elettorale, ma anche quello sarebbe impresa non da poco.

Quindi secondo me passeremo* qualche mese senza un governo. Ma non illudetevi che possa significare una parentesi di libertà. Perchè comunque a mandare avanti la baracca ci penseranno amministrazioni locali, burocrazie varie e funzionari ministeriali. Di certo non andrà meglio di adesso, e potrebbe andare peggio.

Ora, il M5S. Grillo e Casaleggio probabilmente hanno una strategia a lungo termine, anche se il grillino medio alla domanda "Avete una strategia?" risponderà "Le strategie sono roba della Kasta!".

Ma quale strategia? Per ora c'è l'estremismo del non volersi alleare con nessuno. Ma a parte la purezza ideologica, bisogna sempre considerare che governare è difficile e rischioso - ed alla fine bisogna rendere conto agli elettori.

Ma d'altra parte Grillo è tanto pieno di sè che potrebbe anche accettare la remota possibilità di avere un governo del solo M5S. Governare con più o meno un quarto dei voti, anche questa è democrazia nel 2013. Ma insomma, un governo di solo M5S è probabile quanto quello PD-PDL.

Quindi mi sa che dovrete stare a guardare fino alle prossime elezioni. Ma non tutto il mondo starà a guardare; anzi qualcuno potrebbe approfittare di un'Iitalia senza guida per prendere l'iniziativa, e non è certo detto che i suoi piani includano il benessere degli italiani**.

Il fallimento di FpFiD (dai che lo capite l'acronimo) in parte è dipeso dalla figuraccia di Giannino (anche se nessuno ancora ha dimostrato come la mancanza di titoli renda le sue idee e proposte non valide o sbagliate), ma per la maggior parte dal fatto che la cultura liberale in Italia è marginale, appannaggio di pochi che si sentono sempre meno a casa fra gli italiani medi.

Quello che passa per liberalismo purtroppo è il berlusconismo, il "Finché non pesti i miei piedi puoi fare quel cazzo che ti pare".

Buona notte e buona fortuna.

*Passerete, a dire il vero. E' del governo di Giava Occidentale che mi devo preoccupare per primo.

**No, non mi riferisco ad alcun attore in particolare. Solo una regola generale, qualcuno che prende l'iniziativa ci sarà, e per fare i propri interessi.

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18/01/13

Cambiamento Memetico

Qualche giorno fa, trovo quest'articolo su di un sito meteo italiano:
RISCALDAMENTO GLOBALE: non sono attesi aumenti nei prossimi 5 anni
Bene, no? Buone notizie, una volta tanto.   Quello che m'incuriosisce pero' e' il primo commento all'articolo:
Lo ripetero' fino allo sfinimento: Il GW non e' un problema di termometri o temperature medie terrestri (magari lo fosse) ma di irreversibile cambiamento di ecosistemi, tra cui ne cito alcuni: glaciale e polare tramite lo scioglimento delle banchise e dei ghiacciai perenni; costiero (e non solo costiero, pensate alle Maldive) tramite l'innalzamento dei mari; continentale tramite l'inaridimento e il riscaldamento anomalo di vaste aree densamente popolate; tropicale tramite la distruzione delle foreste primarie pluviali. Tutti questi eventi sono in atto e drammaticamente documentati e vanno ben piu' spediti delle medie misurate dai termometri umani. Se come e' stato previsto il ghiaccio estivo al polo nord scomparira' in pochi decenni per un aumento di 2 gradi della temperatura superficiale non m interessa assolutamente nulla se in antartide la temperatura si abbassa di altri 2 gradi e mi salva la media. Ma cosa diamine me ne faccio della media se il disastro per noi abitanti di questo emisfero sara' comunque totale e irreversibile. Meditate gente meditate.
Ora io ripenso al dibattio sul riscaldamento globale degli utlimi, oh 15 anni, e cosa mi viene in mente? Che e' stato per il 90% almeno a proposito delle temperature medie globali.   C'e' il grafico della correlazione fra concentrazione atmosferica di CO2 e temperatura GLOBALE; c'e' la famigerata Mazza da Hockey che doveva essere la prova schiacciante del riscaldamento globale antropogenico, ed e' un grafico della temperatura... be' non globale ma dell'intero emisfero nord - e chi citava il Periodo Caldo Medievale contro la supposta piattezza del "manico della mazza" veniva zittito con la motivazione che quel periodo caldo sarebbe stato un fenomeno regionale, non globale. Ci sono le proiezioni dell'IPCC che provano a calcolare la temperatura GLOBALE in funzione delle emissioni di CO2; ci sono le foto pornoclimatiche fotoscioppate di come questo o quell'angolo di mondo appariranno in caso di aumento di X gradi della temperatura media globale. Eccetera, eccetera, non serve fare un elenco troppo lungo.   Ed adesso arriva qualcuno a dire che no, la temperatura media globale non significa nulla ma bisogna andare a vedere anche altri parametri ed a livello locale. Che non e' un'idea sballata, ecco, ma quando arriva nel 2013, dopo un 15 anni di temperature globali stabili e dopo che il MetOffice ha previsto 5 anni senza aumenti di temperatura... mi sa tanto di pararsi il culo per non dover ammettere di aver sbagliato.   E per finire, il nemico piu' pericoloso delle foreste pluviali non e' il clima. In Indonesia, ad esempio, vaste aree di foresta sono state sostituite con pinatagioni palma da olio. Per produrre biocarburanti e ridurre le emissioni di CO2.

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09/01/13

La Logica della Perdita

Un'obiezione che si sente di frequente, specie quando si tratta di affidare servizi pubblici, e' che i privati seguono la "logica del profitto". Come fosse una cosa orribile, ed un argomento che da solo basta a chiudere la discussione.

Ora, io saro' un bastardo turboliberista, ma non vedo cosa ci sia di male nel voler ricavare un profitto dal proprio lavoro. Lo so, anche la maggior parte di quelli che sono contro la "logica del profitto" diranno che si, e' legittimo voler profittare del proprio lavoro, a patto che le condizioni X, Y, Z siano soddisfatte. In pratica, nessuno che sia troppo ricco, o che faccia l'attivita' sbagliata o che voti il partito sbagliato, puo' legittimamente trarre profitto dal proprio lavoro.

Ma non perdiamo il filo. Se non colla logica del profitto, come si puo' gestire un'attivita'?
Si puo' gestire colla logica del mettere al primo posto il bene/servizio che l'attivita' e' nata per fornire.

A volte chi contesta la logica del profitto ha pure ragione, sia pure accidentalmente: se il profitto diventa il fattore principale nella gestione di un'attivita', si puo' arrivare al punto di trascurare il bene/servizio che dovrebbe essere fornito.

Nel caso dei servizi pubblici, secondo me e' accettabile chiedere che il servizio abbia priorita' rispetto al profitto. Ma non che il profitto venga disprezzato.

Pero', molte aziende pubbliche e semi-pubbliche non sono gestite secondo alcuna delle logiche che ho elencato. La gestione di troppe aziende di servizi e' del tipo "riempiamola di parenti, amici, nani puttane e ballerine anche se incompetenti come capre, e chissenefrega se la gestiranno ad minchiam, qualcosa ci inventeremo per far quadrare i conti".

Cosi' si hanno servizi scadenti - specialmente se rapportati alle risorse spese - e bilanci catastrofici e tutta una serie di trucchi per ripianarli: trasferimenti dallo stato centrale (difficili, ormai) maggiori tasse; spostamenti di fondi interni; trucchi contabili ed il buon vecchio scavare un buco per riempirne un altro. Tanto riempire l'ultimo buco sara un Problema Altrui.

E cosi' abbiamo la situazione... italiana attuale. Non serve dire molto altro.

Io non sostengo certo che gestire tutto colla logica del profitto avrebbe fatto miracoli, ma probabilmente avrebbe evitato questo sfacelo. O almeno, una logica del pareggio? Che le aziende pubbliche e semi-pubbliche non diventino buchi neri di denaro ma facciano pari?

Invece no, pur di evitare la "logica del profitto" si passa direttamente a quella della perdita. Ed ora anche i cittadini italiani che non pensano in questo modo si prendono la logica della perdita fra capo e collo.

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12/12/12

Cacciatrice di Morti Viventi

Allora, la Littizzetto porta il cazzo in prima serata su Rai3. No, per fortuna non ha trasmesso un suo video porno amatoriale, ma ha affermato che Berlusconi ha "rotto il cazzo".

Scandalo e stracciamento di vesti! Come si possono assoggettare le menti innocenti dei bimbi a tale orrendo turpiloquio!?

Si', ormai Berlusconi e' cotto e stracotto. Lo pensano in molti, me compreso; e chi la pensa cosi' difficilmente votera' per il suo partito. D'altra parte fra i fan della Littizzetto ci sono ben pochi berlusconiani, quindi la sua esternazione non serve a nulla tranne rinforzare la fede dei credenti. Non certo a conquistare nuovi adepti.

C'erano molti altri modi per ironizzare sul presunto ritorno di Berlusconi, modi che avrebbero anche potuto fare effetto su chi Berlusconi potrebbe pure votarlo*. Quali modi? Be' io mezze idee ce le ho, ma alla fine il mio lavoro e' ricerca applicata su detergenti speciali; invece il lavoro della Litttizzetto e' andare in televisione a fare battute: che s'ingegni lei.
Alla fine si trovano persone disposte a difendere la sua cruda trivialita' solo perche' ha come bersaglio l'odiato Berluska, non per altro.

Non guardo piu' la TV italiani da piu' di due anni per ovvi motivi, e se devo mettermi a guardare video da youtube allora preferisco usare il mio tempo per guardare un concerto dei Sepultura, ecco.
La Littizzetto non mi fa piu' ridere da anni perche' mi appare come una persona astiosa e rabbiosa e con un repertorio limitato; non come qualcuno che vuole divertirsi e far divertire, sia pure irridendo qualcun altro.
Astio e rabbia hanno il loro posto nella vita ma non sono divertenti. E continuare a sparare sempre contro lo stesso bersaglio diventa noioso.
Divertenti sono che so, i Kurnalcool: "Questi sono di una faziosità incredibile. Ci fosse mai una volta che parlassero di Silvio".

Forse questa esternazione della Littizzetto e' un caso isolato, ma c'e' il rischio che la sinistra italiana stiano di nuovo sprofondando nella modalita' "Dagli a Berlusconi" tipica dei, ah 20 anni passati, e sappiamo tutti quanto successo abbia avuto. Se fatta in modo abbastanza stupido, una campagna elettorale con queste basi potrebbe anche portare voti a Berlusconi.

La verita' e' che Berlusconi un bel danno l'ha gia' fatto causando la caduta imprevista del governo Monti: il risultato e' un periodo di interregno senza un reale governo, e di questo potrebbe approfittare chi vuole attaccare finanziariamente l'Italia. Non so se succedera', ma il rischio e' maggiore senza un governo col supporto di una maggioranza parlamentare.

L'altra verita' e' che Berlusconi ha probabilita' minime di vincere le elezioni e solo un poco maggiori di diventare ago della bilancia. Sempre che gli avversari non gli servano la vittoria su di un piatto d'argento.

Chiudiamo collo scenario apocalittico: ve l'immaginate un risultato elettorale che lascia Berlusconi ed M5S come attori principali? Sarebbe meno peggio portare al governo una banda di babbuini.

*Naturalmente non sui berlusconiani duri e puri; l'enantiomero degli anti-berlusconiani duri e puri.

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10/12/12

Quello che l'ONU Non Puo' Fare

L'ONU non puo' riconoscere uno Stato ma puo' solo accettare uno stato pre-esistente come membro. Dal sito dell'ONU stessa:

How does a new State or Government obtain recognition by the United Nations?

The recognition of a new State or Government is an act that only other States and Governments may grant or withhold. It generally implies readiness to assume diplomatic relations. The United Nations is neither a State nor a Government, and therefore does not possess any authority to recognize either a State or a Government. As an organization of independent States, it may admit a new State to its membership or accept the credentials of the representatives of a new Government.
E nella traduzione de Il Borghesino:
Il riconoscimeno di un nuovo stato o governo è un atto che solo altri stati e governi possono garantire o negare... Le Nazioni Unite non sono uno stato o un governo, e pertanto non possiedono alcuna autorità per riconoscere uno stato o un governo. Come organizzazione di stati indipendenti, può ammettere nuovi stati al suo interno o accettare le credenziali dei rappresentanti di un nuovo governo.
Quindi, mettetevi il cuore in pace; l'ONU non puo' riconoscere lo Stato della Palestina, ne' alcun altro delirio indipendentista.

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12/11/12

Malattie Intellettuali

Cerco di iniziare un lunedi' mattina con brio ed entusiasmo, poi leggo cose del tipo:
Licenziata per un post razzista contro Obama
Una donna ha scritto su Facebook un commento offensivo sul colore della pelle del presidente, ipotizzando il suo assassinio
Non voglio entrare nel merito ma solo discutere le reazioni. L'articolo in primis ed il 99% dei commenti vedono solo la parte "razzismo" e si scatenano in una guerra fra quelli che "chi chiama Obama negro e' malvagissimo e dovrebbe essere gettato nel piu' profondo girone dell'inferno*" e quelli che "ma sono solo chiacchiere, chissenenfrega se una dice cazzate a raffica e non riesce nemmeno ad elaborare un insulto fantasioso".

Quasi nessuno si accorge dell'altra parte: augurarsi l'assassinio di un Presidente. Non serve (spero) spiegare perche' l'assassinio di un Presidente e' un male per l'intero paese, pero' nessuno sembra accorgersene. Ma d'altra parte l'Italia e' il paese di quelli che scusavano e perfino sostenevano colui che tiro' una sassata in faccia al Presidente del Consiglio, e di quelli che "esprimevano solidarieta'" a Berlusconi in quanto tale, non in quanto Presidente.

Ed ecco un altro motivo per perdere fiducia. Uragano Sandy, estate rovente in Italia seguita da un autunno con piogge violente: c'e' chi da' la colpa al riscaldamento globale antropogenico e sostiene che dobbiamo pentirci dei nostri peccati ridurre le emissioni di CO2 ora, subito, adesso!

Davvero? Anche se prendiamo per buona la teoria del RGA, vediamo che un taglio drastico delle emissioni di CO2 avrebbe effetti minimi sulla temperatura globale e questo a lungo termine, diciamo 50 anni almeno. Ma le ondate di calore e di maltempo sono un problema attuale, stanno accadendo adesso, in questi giorni. Cosa facciamo in quei 50 anni prima che il clima ritorni "normale**"?

Boh, non ci e' dato saperlo. Riducete la vostra "carbon footprint" e sperate nella clemenza divina della Natura.

Potrei citare altri esempi, ma mi deprime troppo. Mi deprime questo, per dirla alla Uriel, mainstream che ammorba tutto, che fa di ogni cosa uno scontro fra opposte tifoserie, dove deviare dall'ortodossia significa essere epurati, dove non si cercano soluzioni ai problemi con uno spirito pragmatico ma si cerca solo il trionfo sul nemico.
* Naturalmente ad una persona un minimo informata non puo' sfuggire il fatto che una decina d'anni fa andava di moda chiamare il Presidente Geroge Bush "scimmia" ed "hitler", e suggerire in modo nemmeno velato il suo assassinio. Ma ormai cosi' va il mondo, se sei dalla parte giusta insulti, assassini e financo pulizia etnica sono alla peggio errori in buona fede.

** Normalita' che non ho mai visto definita in dettaglio.

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08/11/12

Altre Meraviglie Multiculturali

Evviva la diversita', scoprite la ricchezza della cultura arabo-islamica!
Un rapporto burrascoso giunto ormai al capolinea. Lui pare che non sopportasse le abitudini della moglie, compreso il fatto che avesse deciso di non portare più il velo come nella tradizione delle donne del loro paese. Questo lo scenario nel quale è maturata la tragedia di Umbertide in provincia di Perugia. Vittime di quella storia ormai finita i due figli della coppia, Ahmed di 8 anni e la sorellina Jiahane di 12 anni. Il padre Mustafà Hajjaji, marocchino di 44 anni, li ha uccisi accoltellandoli alla gola prima di tentare il suicidio.
Ma certo e' stato un fulmine a ciel sereno, mica c'erano segni premonitori tali che se qualcuno avesse mosso il culo ora non avremmo due bambini morti ed uno stronzo curato a spese della collettivita'.
Appena un mese fa il marocchino era già stato denunciato dalla compagna per minacce, lesioni e maltrattamenti. La donna 34enne aveva raccontato ai carabinieri di Città di Castello che il marito le aveva anche puntato contro un coltello. In passato l'uomo avrebbe anche minacciato la compagna per il fatto che lei non portava più il velo.
La domanda sorge spontanea, quei medici che lasciano morire di stenti i tossici disgraziati dopo che la polizia li ha pestati, o che legano un paziente al letto senza cibo ne' acqua, dove sono quando servono?

E per prevenire le solite trite obiezioni: si', in Italia probabilmente c'e' lo 0,qualcosa percento di trogloditi indigeni che la pensano come il nostro stronzo omicida. Percio' non abbiamo bisogno di importarne altri o di condonare, sostenere o scusare certe aberranti visioni del mondo da pecorai di montagna fermi al medioevo se va bene.

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24/10/12

Terremoto Giudiziario

Ormai la notizia e' diffusa, quindi non serve riassumerla di nuovo. Potete leggere qui, o questo articolo.

Facile da immaginare, la sentenza non mi convince molto. Perche' sembra essere l'ennesimo prodotto di un giudice che si e' fatto il proprio quadro mentale di come il mondo dovrebbe andare, e se invece va diversamente, succede perche' qualcuno e' colpevole di qualcosa, qualsiasi cosa, e va punito. Prova? Pare che la requisitoria contenga l'affermazione:
“Ma non è questa la risposta che qui si vuol dare: quello numerico non è il giusto terreno di confronto.”
I numeri non contano, tipica espressione da umanista con la realta' opzionale.

Primo punto.
Per molto tempo, a proposito di questo processo, una pubblicistica drogata ha raccontato che la Commissione era accusata “di non aver previsto il terremoto”, cosa falsa. In realtà il processo era incentrato su un’accusa molto solida e completamente diversa da questa barzelletta antigiudici. Secondo i sostituti procuratore Roberta D’Avolio e Fabio Picuti, la commissione Grandi Rischi in realtà non ha esaminato i rischi possibili che ci sarebbero stati nel caso di future scosse. Nonostante avessero documenti ad hoc per verificare. Nella lunga requisitoria dei pm sono indicati studi e analisi firmati da alcuni membri della commissione grandi rischi realizzati negli anni precedenti. ”Sono state fornite dopo la riunione” si legge nel capo di imputazione “informazioni imprecise, incomplete e contraddittorie sulla pericolosita’ dell’attivita’ sismica vanificando le attivita’ di tutela della popolazione”. Secondo i pm gli imputati “sono venuti meno ai doveri di valutazione del rischio connessi alla loro funzione” anche sotto il profilo dell’informazione. Queste notizie rassicuranti “hanno indotto le vittime a restare nelle case”.
Eppure, non e' cosi' facile scindere l'aspetto di previsione dei terremoti dalla valutazione del rischio. Perche' i provvedimenti da prendere dipendono dalla magnitudo del terremoto che ci si attende: una scossa lieve richiede un certo livello di preparazione; una distruttiva richiede altre misure.

Se gli scienziati preposti, al meglio delle loro conoscenze ed esperienza hanno ritenuto non abbastanza probabile una scossa distruttiva (o meglio, hanno ritenuto che lo sciame sismico in atto non fosse precursore di scosse piu' forti) perche' avrebbero dovuto dare raccomandazioni diverse? Tanto per "stare sul sicuro"?

Nessuna decisione ha costo zero, bisogna ricordare. Tanto piu' che le carte di pericolosita' sismica sono note da anni' cosi' come lo stato (scadente) di molti edifici. Dov'erano gli amministratori locali quando si trattava di fare il loro lavoro? Facile si nascondersi dietro la Commissione.

E la Commissione Grandi Rischi non e' nemmeno tenuta ad informare direttamente il pubblico:
Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri n. 23582 del 03 aprile 2006:

Art.1 – La Commissione, incaricata di rendere al Dipartimento della protezione civile pareri e proposte di carattere tecnico-scientifico in relazione alle problematiche relative ai settori di rischio indicati all’art.1 si riunisce di regola con cadenza bimestrale.
Ho letto poi obiezioni pietose del tipo "Se non l'avessero rassicurato gli scienziati, Tizio avrebbe tenuto una torcia elettrica sul comodino e sarebbe riuscito a scappare". Come, c'e' qualcuno che non tiene una torcia a portata di mano la notte?

Gente cosi' se lo merita: se ha bisogno dello Stato a guidarli per mano ad ogni passo, va bene che viva o muoia quando e come voglia lo Stato.

Secondo punto.
Un'obiezione che sento spesso e' del tipo
"Se non e' possibile dire con certezza che un terremoto avverra', non e' nemmeno possibile dire che non avverra'".
Sbagliato. anche in caso di sciame sismico molto intenso, il tempo occupato dalle scosse e' molto piccolo rispetto al totale. Per un ipotetico sciame da 1000 scosse/mese ognuna della durata media di 1 minuto, il 97% del tempo e' comunque di quiete.

In ogni dato momento lo stato di gran lunga piu' probabile e': NO TERREMOTO.
Ergo, per dire che non ci sara' un terremoto non serve alcun particolare sforzo, non servono studi e ricerche. Basta affermare che le cose andranno avanti come al solito.

Aggiornamento 29/10: Non bisogna poi dimenticare le responsabilita' individuali: chi ha costruito una casa per se', o l'ha comprata o ristrutturata senza curarsi della protezione sismica. In genere perche' costa meno, naturalmente. Ed anche chi ha accettato di vivere in affitto dentro case/appartementi scadenti.

No, non e' colpa degli "speculatori" ma degli individui, purtroppo anche delle brave persone che hanno perso un membro della fmaiglia. E' chi ha costruito una casa o ci vive dentro il primo responsabile della sicurezza.
Ma se uno non aveva alternative? Almeno che smetta di incolpare altri e di chiedere che siano "gli scienziati" a finire in galera ed accetti la realta'.

Certo che le amministrazioni locali hanno il ruolo di vigilare sul rispetto delle regole, ma mica possono verificare ogni isngolo edifico e mandare due vigili per cantiere per far fare i lavori come si deve.

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17/09/12

Il Politico Alieno

Un altro altro sul tema Grillo & dintorni, cosi' siete avvisati.

Uno dei temi principali di del M5S ed altre forze politiche emerse di recente e' il conflitto fra la famigerata "casta" che con le sue ruberie e favoritismi opprime ed impoverisce il "popolo".

L'assunzione necessaria e' che casta e popolo siano entita' separate, divise da barriere insormontabili. Loro sono la Casta, noi siamo il Popolo (con reminescenze di nefaste divisioni teorizzate in passato) e non abbiamo nulla in comune. Il Popolo e' virtuoso, la Casta e' viziosa; il Popolo e' sincero, la Casta mente; il Popolo e' parco, la Casta e' sprecona.

Questo potrebbe essere vero in tempi e luoghi dove la classe al potere e' un'aristocrazia ereditaria dove il potere rimane all'interno delle famiglie aristocratiche e per i popolani e' pressoche' impossibile diventare parte dell'aristocrazia. In questa situazione, anche la cultura, gli stili di vita e la visione del mondo delle due classi sono molto diverse, tanto che potremmo effettivamente parlare di alienita' dei potenti rispetto ai loro soggeti.

Ma in Italia non e' certo questo il caso. C'e' un certo livello di aristocrazia ereditaria in economia/industria ed all'interno di professioni come avvocati e notai, ma i politici in realta' spesso salgono dal basso.
Dal farsi notare nelle sezioni locali o giovanili dei partiti, per poi diventari assessori comunali, e dopo sindaci od assessori provinciali, e cosi' via fino a parlamentari, e ministri.
Una via alternativa e' fare carriera all'interno di un partito fino venire candidato direttamente a parlamentare.
Chiaro che chi ha genitori in politica si trova la strada spianata, ma non siamo certo al livello di un'aristocrazia ereditaria.

Per un Berlusconi che salta direttamente da grande imprenditore a Presidente del Consiglio, c'e' una signora Giuliani che si trova catapultata dalla plebaglia al Parlamento.

Cosi' ad occhio, la maggior parte dei politici italiani sembrano venire dalla classe medio/alta. La classe media fa parte del Popolo? Eh, dipende, perche' la definizione di Popolo non e' chiara. Popolo e' chi non e' Casta, e Casta e' chi non e' Popolo. Ad infinitum.

Nemmeno Grillo stesso sfugge a questo meccanismo, visto che e' salito dall'essere un commediante disimpegnato (Ve lo do' io il Brasile mi piaceva, da piccolo) al leader di un movimento politico di portata nazionale.

Insomma, i politici in Italia non sono alieni rispetto al Popolo, ma spesso provengono da esso - come Pier Luigi Bersani.

Ma allora perche' i comportamenti della Casta sembrano cosi' rimossi da quelli del Popolo ed i loro vizi appaiono cosi' enormi?

Be' io una risposta la posso azzardare. Perche' i comportamenti della Casta sono quelli del Popolo portati all'eccesso, ingranditi fino ad apparire grotteschi - cosi' come un banale punto nero sembra un cratere lunare se lo vediamo in una foto ingrandita.

Il Popolo - questo e' il nodo fondamentale - non e' piu' virtuoso della Casta. Ha soltanto la possibilita' di manifestare i suoi vizi su scala minore. Il popolano ruba 5 euro sui buoni pasto aziendali; il politico magari ne ruba 500 sui viaggi ufficiali. E cosi' via.

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24/08/12

Recensione: La Follia dell'Occidente (How The West Was Lost)

Questo è l'ultimo libro che ho letto in ordine di tempo, ed ora ve lo recensisco.

Nota: io ho letto la versione inglese, non quella italiana.

Cominciamo dalle note negative...

Non si può certo dire che il libro brilli per rigore accademico: le referenze sono sì abbondanti, ma spesso rimandano ad articoli di giornali online e sorgenti simili. Quando si vuole cercare di dimostrare come l'Occidente (USA in primis) si stia rovinando da solo e proporre soluzioni, usare fonti di alta qualità non guasterebbe.

 Il tono del libro poi è volubile: passa dal giornalistico all'accademico al pedagogico e ritorno così senza una ragione discernibile. Questo rende la lettura più difficile.

I problemi principali per me sono:

1) L'autrice dà per certo che il riscaldamento globale antropogenico sia un problema serio. Sapete bene ormai che io la penso diversamente.

2) L'autrice insiste sul fatto che gli stati occidentali sono devoti ai diritti individuali, mentre "il resto" (Cina in primis) sono prontissimi a sacrificare gli individui per il bene del paese. No, non è più così: ormai in Occidente quello che va alla grande sono i diritti collettivi, non quelli individuali. Molti governi occidentali spendono parecchio tempo e risorse in elargizioni per rabbonire la minoranza rumorosa/violenta di turno. Ma ai diritti individuali come intesi dal liberalismo classico ormai in pochi ci badano.

E finalmente veniamo agli aspetti positivi.

Il libro è abbastanza scorrevole e spiega in termini piuttosto semplici concetti nebulosi come la leva finanziaria, così come altri aspetti del sistema economico e finaziario.

La Moyo non fa parte del fronte libertario, e nemmeno di quello del completo controllo statale sull'economia. Piuttosto, si limita a constatare la realtà: senza un controllo del governo su almeno certi aspetti del mercato (ad es. l'ingresso di capitali stranieri) si rischia di spalancare la porta ai propri nemici - quelli abbastanza astuti da armarsi di denaro sonante invece che di missili.

Cosa che risuona con la mia visione dello stato come male necessario.

Il libro mostra in modo impietoso come politiche ben intenzionate (una casa per tutti, ad esempio) abbiano finito per immobilizzare enormi quantità di capitale in beni immobili sottraendole agli investimenti produttivi ed abbiano creato una bolla che quando è scoppiata ha causato i disastri che sappiamo.

E come volere un libero scambio di idee, prodotti e denaro fra paesi che non giocano con le stesse regole sia un'idea sciocca ed ingenua che porterà chi è disposto a rubare e copiare ad arricchirsi a vantaggio degli altri.

Insomma, il libro traccia in modo convincente la storia di 50 anni di follie economiche e politiche dell'Occidente, e come queste lo abbiano portato al declino.

No, la Moyo non è di certo corretta al 100%, ma lo è abbastanza da mostrare a chi può e vuole capire quali errori siano stati commessi.

Soluzioni? Ecco, la Moyo presenta le sue soluzioni in modo stringato e poco dettagliato. E queste soluzioni sono solo per gli USA - comprensibilmente visto che l'autrice vive lì. Per l'Europa quasi nulla; ma chi riuscirà a vedere gli errori compiuti saprà perlomeno capire come non ripeterli.

Un acquisto consigliato? Si, senza riserve.

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13/08/12

Buone Notizie

Allegria! Contentezza! Leggete queste facete storielle dal Paese del Sole.

A Firenze, c'è qualcuno che è sempre pronto ad aiutare:
Ubriaco, ha finto di essere un addetto della protezione civile e, armato di paletta, è arrivato sul luogo di un incidente iniziando a regolare il traffico. È successo in via Pistoiese, a Firenze, sotto gli occhi stupiti degli agenti di polizia municipale che stavano effettuando i rilievi del sinistro.
La domanda importante è, ma il traffico lo regolava bene o no? Diccelo, Corriere!

Questa storia invece non arriva da una bettola di pub a Kensal Rise (London NW10), ma dalla solare Sicilia:
Tre padri per reclamare lo stesso figlio. All'ospedale Civico di Palermo tre giovani di 24 anni si sono presentati sostenendo ognuno di essere il papà di una bambina appena messa al mondo da un giovane donna. È scoppiata anche una piccola lite tra di loro, tanto che dall'ospedale hanno deciso di far intervenire i carabinieri che hanno cercato di calmare gli animi.
Ah beata gioventù, senza pensieri e senza cervello. Fino ai 24 anni, ora.

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09/08/12

Riempitivo

Pure i militari egiziani hanno i coglioni pieni dei "militanti islamici":
L'Egitto risponde con la forza all'uccisione, domenica scorsa, di 16 guardie di frontiera nel Sinai. Raid aerei sulla regione al confine con Gaza avrebbero ucciso almeno 20 miliziani islamici. Testimoni riferiscono di aver visto almeno due jet in volo e tre macchine distrutte in seguito a forti esplosioni. Anche fonti dell'esercito egiziano hanno confermato il raid. «Siamo riusciti ad entrare nel villaggio di al-Toumah, uccidendo 20 terroristi e distruggendo tre loro veicoli corazzati. Le operazioni sono ancora in corso», ha detto un ufficiale.
Ora attendiamo con ansia le condanne internazionali e le storie strappalacrime di profughi, vedove ed orfani che invariabilmente seguono queste azioni quando le fa Israele. Ah, ma l'attacco e' stato condotto da forze egiziane: nulla da dire, quindi. Ho capito.

Ed ora per la serie "Di armi da fuoco non ne capiamo una raspa ma ne disquisiamo comunque":
Il sospetto, Scott Smith, 37 anni, aveva con se, tra l'altro, una pistola Glock 9 mm (una delle armi usate il 20 luglio scorso da James Holmes per uccidere 12 persone e ferirne 58 alla prima di Batman), due caricatori pieni e tre coltelli.
Cosi' sinistro, eh, il tipo di pistola usato per fare una strage; sembra progettata con le esigenze dei maniaci omicidi in mente.
Quello che invece il giornalista non dice - probabilmente perche' e' il primo ad ignorarlo - e' che la Glock 9mm e' una delle armi piu' diffuse al mondo ed almeno negli USA adottata anche da molte forze di polizia. Se avessero scritto cosi' la Glock suonerebbe molto meno minacciosa.

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29/07/12

Il Vecchio Che Rimane

Qualche tempo fa Uriel scrisse un articolo che fra le altre cose dice:
Dalla discussione sui monumenti italiani ho capito semplicemente una cosa. L'italiano crede che tutto quanto di bello si possa fare in Italia sia stato fatto, una volta ed una volta per tutte, nel passato remoto -e spesso mitologico- del paese. E che nulla, nulla di quanto si possa fare oggi possa mai competere. Questa adorazione delle antiche reliquie e' , molto semplicemente, la morte di qualsiasi volonta' di costruire un futuro. Il futuro lo hanno costruito i padri mitici del paese, e di quello bisogna accontentarsi.
Più tardi Rachel Barnacle rispose nel suo articolo:
Questo è il feticismo verso il passato di cui parlava Uriel, ma più che convinzione di non essere capaci di fare di meglio, temo si tratti di totale rifiuto nei confronti del nuovo. E’ un rifiuto che inquina qualsiasi aspetto della vita in Italia, dalla politica all’economia, dalle scienze fino agli aspetti più mondani dell’esistenza: ho visto aprire petizioni a raffica per le cose più idiote su FB, ma mai tante quante quella contro la Timeline. Lamentazioni di settimane, nemmeno se Zuckerberg fosse entrato in casa di questa gente per cagargli sul copriletto.
Dunque perché l’arte dovrebbe sfuggire a tanta potenza mortifera?
Questi due pezzi mi hanno ispirato qualche ragionamento personale che ora vi dovrete sorbire.
 
In Italia c'è, in maniera grave e diffusa, l'incapacità di distinguere quello che è antico e pregevole e raro da quello che è soltanto vecchio, comune e mediocre.

Prenadiamo ad esempio Parma: a fronte di un pugno di edifici pregevoli (duomo, battistero, un paio di altre chiese e qualche palazzo) ci sono quartieri interi fatti di case che osno e vecchie, ed erano soltanto mediocri fin da nuove - case per la classe media al massimo, non per i ricchi. Sono case costruite con materiali, tecniche ed impostazione vecchie.

Ora queste case sono un  disastro, anche se hanno le velle  facciate ridipinte a colori vivaci: efficienza energetica catastrofica; fragili in caso di terremoto; poco sicure in caso d'incendio; con le pareti spesse sfruttano in maniera inefficiente i volumi a disposizione.

Un centro storico enorme e pressochè intoccabile, fatto di strade strette senza parcheggi, e scale ripide senza poter installare ascensori. E di espansione urbana fatta fuori dal centro, a scapito del terreno coltivabile.

Ma non ha un valore artistico, non richiama turisti? I turisti che ho visto io, a Parma, più che altro ci vengono per vedere i pochi monumenti di pregio, e per la gastronomia. La gastronomia si può avere anche in edifici moderni - anzi, meglio: sono più facili da tenere puliti.

Una delle maggiori attrattive del centro di Parma, per i giovani, è la concentrazione di bar aperti fino a notte: a chi fa la "movida" interessa la storia degli edifici che ha intorno? No di certo 

Se analizziamo la situazione razionalmente, una buona cosa da fare sarebbe demolire la maggiore parte del mediocre vecchiume - tenendo qualche casa per esempio di come si facevano un tempo - e ricostruire tutto con criteri moderni a partire dalla stessa impostazione urbanistica; aggiungendo parcheggi sotterranei o multipiano alle case moderne, robuste ed efficienti.

Così avremmo un centro città vivibile invece che quella specie di mausoleo che sta diventando; case moderne, e non dico di vetro ed acciaio; si possono anche ricostruire nello stile precedente ma con tecniche e materiali attuali; e la possiblità di avere alloggi nuovi senza dover usare terre coltivabili.

Ma qualcosa del genere non si può fare, perchè verrebbe opposto fino alla morte dai feticisti del vecchio - quelli che hanno spinto per i vincoli paesaggistici ed architettonici eccetera, che pure spesso soffrono i disagi del vivere nel vecchiume ma non vogliono cambiare.

Almeno finche ci sono i soldi per tenere in piedi il vecchio: quando finiranno ci penserà la natura.

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26/07/12

Quelli della Credibilita' Internazionale

Poi sono fra i primi a fare colossali figuracce e dimostrare ignoranza e pigrizia.

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27/06/12

Sproloqui Assortiti

Beppe Grillo ha un'opinione su tutto, naturalmente anche questioni internazionali. Che tratta un po' come se fossero un tipo diverso di Biowashball.

Per quanto riguarda gli sproloqui sull'Iran e la condizione della donna li', ci pensa IHR Italia a dirgli le cose come stanno.

Poi Grillo se la prende con chi, a parere suo, manipola l'informazione sul Medioriente:
Perché, nessun dubbio, c'è una lobby ebraica che controlla il sapere: «Tutto quel che in Europa sappiamo su Israele e Palestina, è filtrato da un'agenzia internazionale che si chiama Memri. E dietro Memri c'è un ex agente del Mossad.
Ah, il MEMRI: mi suonava familiare, e mi sono ricordato che era un sito cche anni fa consultavo spesso. Qui Grillo va subito sul complottista: il MEMRI non e' certo un'istituzione segreta, tanto che la lista dei suoi membri e' online. E li' ci sono molti israeliani ed americani e membri di spicco di quello che una volta era chiamato il movimento "neo-con"*: secondo voi il MEMRI piu' probabilmente sara' filo-israeliano/occidentale o filo-arabo/islamico?

Non serve tirare in ballo presunti agenti segreti, basta guardare cosa e' scritto in pubblico. E l'idea che il MEMRI possa filtrare "Tutto quel che in Europa sappiamo su Israele e Palestina" e' ridicola... tra l'altro significherebbe che la Rete tanto cara a Grillo ha fallito miseramente.

Ma andiamo oltre.
Ho le prove: Ken Livingstone, l'ex sindaco di Londra, ha usato testi arabi con traduzioni indipendenti.
Un consiglio: se vuoi apparire sveglio, non citare Ken Livingstone: non si adatta. E chi ci assicura che le traduzioni indipendenti non fossero a loro volta tendenziose? Forse il suocero di Grillo, l'arbitro finale della scienza della traduzione.
Scoprendo una realtà mistificata, completamente diversa»
Quale, di grazia? Quella dei Boveri Balestinesi Obbressi dai Grudeli Nazisionisti? Di quella spazzatura se ne trova a tonnellate dovunque uno guardi. Tipo il Nobel per la pace ad Arafat...

E continua:
Dice che Israele è dietro molte decisioni Usa. Che «noi italiani siamo sotto occupazione dell'America, colpevole di parte della crisi economica europea». Che in ogni caso «parlare d'Israele è un tabù, come parlare dell'euro: appena lo tocchi, subito ti dicono che sei antisionista e razzista».
Eh no, per le persone normali parlare d'Israele si puo'. E' che se parti subito a razzo con cazzate al sapore di Complotto Ebraico Mondiale molti capiscono da dove veini e che parlare con te non serve a nulla.

E chiudo con un avviso: Grillini, non venite qui a lagnarvi per lesa maesta' che c'ho la moderazione facile, io.



*Il termine "neo-con" e' stato talmente abusato da essere quasi privo di valore, ormai.

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06/04/12

Giornalismo Antidifensivo

C'è modo e modo di dare una notizia. Il modo scelto per questo articolo mi fa incazzare. Andiamo ad esaminarlo.
MONTE URANO (Fermo) - Prima il sangue e la morte. Poi gli applausi e le urla della gente in strada. Il sangue e la morte appartengono a Rosa Donzelli, 36 anni, napoletana, capelli lunghi, lineamenti marcati, entrata ieri mattina in un'oreficeria con due complici e freddata da 3 colpi al petto sparati dal titolare del negozio, Francesco Cifola, 51 anni, mentre stava fuggendo con un borsone pieno di gioielli.
Cosa c'entrano i capelli lunghi e lineamenti marcati? Nulla. Così come sangue e morte: solo melodramma. Finire sparati è un rischio del mestiere per i criminali, e ci scommetto che questa biondona ha una discreta carriera criminale alle spalle.
[...]barella sulla quale era steso l'orafo sparatore, ferito alla testa e con un braccio fratturato[...]
Ah ecco, i rapinatori mica l'avevano vinto a forza di baci e carezze.
grida e incoraggiamenti dalla folla radunata davanti al negozio, frasi irripetibili all'indirizzo dei rapinatori («Bestie da eliminare... », tra le meno forti), con i carabinieri quasi disorientati di fronte a quell'ondata di rabbia, figlia di una paura sottile.
Si, di fronte alla vittima ferita di una rapina appena avvenuta non può essere altro che una "paura sottile". Null'altro.
Ora dovrà spiegare molte cose alla Procura e rischia un'incriminazione per eccesso di legittima difesa.
Dovrà spiegare molte cose... si pone l'onere di dimostrare l'innocenza sul gioielliere, in questo modo.
I suoi complici impugnavano pistole a salve, simili a scacciacani, mentre l'arma con la quale ha sparato Cifola (una pistola a tamburo) era regolarmente denunciata. 
Facile vedere che erano repliche a mente fredda. Provateci mentre avete una pistola puntata addosso. Almeno il giornalista non si lancia in ridicole considerazioni sul calibro del revolver, questa volta.
La donna è crollata a terra davanti alla vetrina, mentre i suoi complici fuggivano sull'auto guidata dalla seconda rapinatrice della banda. Poi sono arrivati i carabinieri. Poi la gente. E gli applausi davanti al cadavere di Rosa, la bionda della banda.
Povera donna eh, non sentite la compassione che gocciola dall'accorata frase?

I commenti all'articolo poi... ve li posso risparmiare; basta che attivate il Generatore di Vaccate Buoniste ed Oplofobiche 2.0 e ve li potete scrivere da soli.

Aggiornamento: Però questo commento va pubblicato...
A chi difende tanto l'orefice e se la prende con i ladri...
05.04|12:11 crcr79
Io sarei davvero tanto tanto tanto tanto tanto tanto tanto curioso di vedere la dichiarazione dei redditi dell'orefice e degli orefici in generale. La gente non è più disposta al "buonismo"? Ebbene nemmeno io!
Evasore? Si può rapinare, non fatevi problemi!

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14/03/12

Del Cul Faccio Trombetta

A farlocchi di questo tipo e magnitudo:
Le scuole, comprese quelle ebraiche ed islamiche, adottano i programmi ministeriali e il problema è la cospicua presenza di contenuti antisemiti e razzisti nelle opere letterarie, artistiche, storiche e filosofiche. Vengono insegnati testi antisemiti, sia nella forma che nel contenuto, sia nel lessico che nella sostanza, senza che vi sia alcun filtro o che vengano fornite considerazioni critiche rispetto all’antisemitismo e al razzismo. Un esempio emblematico è la Divina Commedia, caposaldo della letteratura italiana.
E gli faccio pure le fiche. E sto citando Dante, mica pizza e fichi!

Aggiornamento 15/03: Però questo non fa ridere, visto che i nostri politici sembrano prenderla sul serio:
La Risoluzione di Roma costituisce il documento-base ed è frutto di un incontro fra scienziati, rappresentanti di popoli indigeni e comunità locali tradizionali, esponenti di gruppi industriali, rappresentanti dell'ONU e dell' UE, avvenuto nell'ambito della Conferenza Internazionale "La Risorsa Diversità: relazioni fra diversità culturale e società ambientale", organizzata dalla COBASE a Roma (2-6 marzo 1998) con il contributo del Ministero degli Affari Esteri, del Comune di Roma, della Commissione Europea DG XII.

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01/03/12

Bassa Velocità

Libertiamo ha un articolo che a mio parere centra il punto sulle proteste anti-TAV:
Il problema è semplicemente che c’è qualcosa e non dovrebbe esserci nulla. La valle e la montagna non devono essere “violate”. I No Tav non sono una coalizione d’interessi disposta a negoziare e a ragionare in modo relativo – sui costi e sui benefici, sui rischi e sugli indennizzi – ma un movimento ideologico assoluto. 
Pure io ho la stessa impressione di fronte al movimento no-TAV - ma anche di fronte a tanti altri esempi di ambientalismo. E la mia impressione ha iniziato a formarsi 15 - 20 anni fa.

Ai tempi leggevo, o scorrevo, spesso il giornale anarchico Umanità Nova, e ricordo ancora - anche se i dettagli sono ormai sbiaditi - articoli che si scagliavano contro treni veloci (mentre sostenevano i treni locali), contro autodromi, contro gare di rally.

A parte le ragioni per così dire incidentali dell'opposizione (rumore, inquinamento, disagi), c'era una corrente di pensiero implicita e talvolta anche esplicita che suona più o meno così:
La velocità è innaturale, è perversa, è MALE.
La lentezza, il muoversi è velocità paragonabili a quelle dell'uomo a piedi è naturale, è BENE.
Unita alla solita nostalgia per un'età dell'ora di armonia fra uomo e natura che non è mai esistita ma forse potrebbe esistere solo con tecnologie più avanzate*.

Una posizione del genere è ovviamente ideologica ed assolutista. A chi l'adotta non interessano ragionamenti pragmatici e valutazioni di costi/benefici, così come ai comunisti sovietici non interessava guardare alla differenza di condizioni di vita fra USA ed URSS. Il comunismo era buono in sé stesso, e la lentezza è buona in sé stessa.

Non c'è possibilità di dialogo fra chi ragiona pragmaticamente e chi ragiona ideologicamente.

Ma sapete qual'è l'aspetto grottesco? Opposte ideologie si capiscono - magari mentre si fanno guerre da milioni di morti, ma usano lo stesso linguaggio e condividono molti assiomi. E sanno di essere nemici, non si illudono di essere solo avversari.

Come dialogare con i No-TAV, quindi?
Si-TAV perché si, perché la velocità è bella ed il progresso è BENE in sé stesso. E chi ha i cannoni più grossi e più munizioni vincerà.

A volte essere percettivi è una maledizione.

*Un generatore a fusione in ogni casa e fabbrica, e non servono più linee elettriche. Velivoli per tutti e servono molte meno strade. Inventari informatizzati, magazzini automatizzati e sistemi GPS per ottimizzare i percorsi dei camion e si può risparmiare parecchio sui trasporti di merci; questa non è fantascienza.

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