The Second Version

16/06/10

Libertà e Rensponsabilità a Bolzano

Almeno l'incipit fa sperare bene:
BOLZANO. Finire all'ospedale per le conseguenze di una sbornia, in Alto Adige, d'ora in poi costerà caro. Almeno i 200 euro della corsa in ambulanza, oltre ai danni alla propria salute.
Però poi si scopre che le motivazioni hanno più a che fare con il voler rendere i cittadini virtuosi a tutti i costi:
''I medici del pronto soccorso ci riferiscono che, nei fine settimana, dopo una certa ora, è ormai normale che arrivi un numero elevato di ubriachi'' spiega il presidente della Provincia di Bolzano, Luis Durnwalder.

''Purtroppo - aggiunge - sono sempre di più anche i casi che riguardano ragazze e giovani donne''. Il problema dell'abuso di alcol, in particolare fra i giovani, è sempre più avvertito in Alto Adige, come ha rilevato, nei giorni scorsi, l'indagine sui giovani dell'Istituto provinciale di statistica, secondo cui ''il consumo di alcol e' problematicamente diffuso tra i giovani altoatesini''.
Comunque, anche se non è stato preso in un'ottica liberale, sono daccordo con il provvedimento: libertà di bere, ma responsabilità delle proprie azioni. E le cure non vengono negate a nessuno, ma dopo si deve saldare il conto.

C'è un possibile effetto collaterale negativo però:
Con il rischio di dover pagare una sorta di multa, ''potrebbe - così Koler - accadere che il malcapitato venga lasciato senza soccorso cosa che, nel caso di forte intossicazione alcolica, puo' condurre a conseguenze gravi fino alla morte''.
Francamente, i casi di intossicazione da alcol così seria da poter causare la morte direttamente mi sembrano piuttosto rari. Penso che non sia possibile prevedere con alcuna precisione cosa succederà; sarà necessario osservare le reazioni del sistema.

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29/12/08

La Catena Accidentale

Ogni giorno, putroppo, arriva la notizia di qualche incidente stradale che fa morti e feriti. Molto spazio viene dato alle tragedie personali, al dolore di amici e parenti, o magari - in stile exemplum - a come l'uso di alcool e/o droghe abbia distrutto e rovinato giovani vite.
Ma tutto poi finisce lì. L'investigazione, l'analisi dei fatti allo scopo di stabilire le cause e la dinamica dell'incidente, quasi sempre manca. Quasi nessuno sembra essere interessato al vero perchè di un incidente stradale, a parte semplici spiegazioni come lo stato d'ebbrezza o il famigerato "asfalto reso viscido dalla pioggia".

Anzi, nel caso di guida in stato di ebbrezza si assume automaticamente che quella sia l'unica causa dell'incidente - assunzione spesso corretta, certo, ma non sempre.

Chi invece abbia letto anche solo un rapporto investigativo su di un incidente aereo sa che in quel ramo le cose vanno molto diversamente. Tutto il materiale a disposizione viene esaminato accuratamente ed in profondità alla ricerca di ogni minimo dettaglio che possa avere causato o contribuito all'incidente.

E ciò che emerge è che solo di rado un incidente aereo ha una sola chiara e semplice causa. Quasi sempre, si ha una catena di eventi che inizia con una qualche anomalia od errore, quindi passa attraverso altri problemi tecnici e/o errori umani fino ad arrivare all'incidente. Spesso, basterebbe rimuovere un solo anello dalla catena per evitare l'incidente o ridurne di molto le conseguenze.

A volte la catena di eventi è molto lunga, ed inizia con qualcosa di minuscolo come una cricca da fatica, che sfugge alle ispezioni periodiche (magari perchè malfatte) fino a causare la rottura di un pezzo importante. Altre volte, è qualcosa di grossolano come pilota e copilota che si distraggono tentando di risolvere un problema e perdono di vista l'altimetro.

Ora, è chiaro che ci sono differenze notevoli fra autoveicoli ed aerei, e fra strade e cieli, ma non è assurdo pensare che anche gli incidenti stradali accadano spesso al termine di una catena di eventi invece che per una sola causa.

Per esempio, un autista che non conosce un particolare tratto di strada può perdere il controllo a causa di un fondo sconnesso segnalato in modo inadeguato, ma che i locali conoscono ed evitano. Oppure, una persona in stato di ebbrezza può "dimenticarsi" di avere le gomme consumate, quindi prendere una curva a velocità eccessiva e finire fuori strada.

Senza contare poi i casi nei quali un altro autista, oppure pedoni o animali eccetera hanno una parte di responsabilità.

E' importante capire il concetto della catena di eventi, perchè fornisce una spiegazione della realtà migliore dei modelli semplicisti a causa unica - che tra l'altro sono quelli che più si prestano a strumentalizzazioni, molto spesso per dare la colpa soltanto a quei peccatori mortali che hanno l'indecenza di mettersi alla guida con un tasso alcolemico oltre il limite che lo stato ritiene virtuoso.

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17/12/08

Sempre Più Proibito

Gli occupanti delle sedie del potere a Roma hanno avuto un'altra delle loro belle idee:
«Siamo lavorando su una proposta di legge», ha spiegato Valducci, che si aggancia a un lavoro già svolto. È una proposta assolutamente bipartisan che introduce il principio della tolleranza zero nei confronti dell'uso di alcol. Chi guida non beve e chi beve non guida: si tratta di un ulteriore giro di vite anche rispetto agli attuali limiti consentiti. Si valuterà se applicare o meno queste nuove norme alla fascia più giovane d'età o se invece estendere un divieto generalizzato».
Ma se non sbaglio, molti incidenti gravi sono causati da automobilisti con un tasso alcolico enormemente sopra il limite di legge - cioè, persone completamente ubriache e non solo appena allegre. Per non parlare poi di quelli sotto l'effetto di droghe. Insomma, è il solito dichiarare qualcosa ancora più illegale nella speranza che questo basti a farlo sparire.

Quando furono introdotti gli etilometri in Italia il limite era di 0,8 g/l (grammi di alcool per litro di sangue) - a quei tempi fui sottoposto ad un controllo, ed il mio tasso alcolico era di 0,69 g/l: sono arrivato a casa sano e salvo - poi il limite è stato abbassato a 0,5 g/l mentre le sanzioni per la guida in stato di ebbrezza sono diventate spropositate. Però non mi sembra che questo abbia portato ad una riduzione proporzionale degli incidenti stradali (anche perchè di certo non avuto alcuna influenza su fattori come lo stato quasi pietoso di infrastrutture e segnaletica).

Ora ritornano alla carica con un nuovo provvedimento dello stesso stampo, ed è molto probabile che venga approvato: è proprio il genere di legge populista, demagogica e tendente al minimo comune denominatore che piace ai politici.

L'articolo del Corriere è curioso, quasi grottesco, in quanto nel primo paragrafo afferma:
dopo i recenti incidenti mortali che hanno visto coinvolti guidatori con tasso alcolico superiore al consentito.
Sono andato a leggere l'articolo del collegamento, e cosa ci trovo? Questo:
Stando ad una prima ricostruzione dei fatti, operata dalla pattuglia infortunistica della Polizia municipale di Modena, la Fiat punto proveniva dalla periferia ed era diretta verso il centro della città quando ha investito le tre persone che stavano attraversando via Giardini sulle strisce pedonali. Il conducente del mezzo è stato sottoposto all’alcol test, risultato negativo.
E questo:
Un giovane ciclista di 21 anni di Lecce, Omar Monaco, è invece morto travolto da un'automobile il cui conducente è fuggito senza soccorrerlo.
Ovvero, dei due guidatori coinvolti negli incidenti, uno non era in stato di ebbrezza, mentre per l'altro non si sa. Li leggono i loro stessi articoli, al Corriere?

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06/02/08

Come Perdere un Cliente

Oggi ero al supermercato per comprare un paio di cose, quando ho notato nello scaffale della birra alcune bottiglie mai viste prima. Sono sempre pronto ad assaggiare una birra diversa dal solito, un prodotto artigianale con un sapore deciso - non come le slavate birre commerciali.

Però quello che ho letto sull'etichetta mi ha fatto passare la voglia di comprare birra di questa marca - che non menzionerò per un senso di correttezza, comunque.

Si comincia maluccio con "ingredienti privi di OGM". Qui si gioca sulla paura popolare dovuta all'ignoranza; fino ad ora non ci sono prove che i "cibi OGM" siano più pericolosi per la salute di quelli comuni. I divieti in vigore in Italia ed EU sono dovuti ad una applicazione estremistica del principio di precauzione piu che ad alcun rischio reale.

Dopo arriva lo "zucchero grezzo di canna da commercio equo e solidale". Cosa ci sta a fare lo zucchero nella birra? Il buon vecchio malto d'orzo non basta? Ma comunque, se zucchero serve nella fase di fermentazione, non si può usare lo zucchero italiano? Succo di barbabietola non raffinato, se uno vuole essere ecologico. Invece no, bisogna per forza aiutare gente come i produttori indonesiani di canna da zucchero - che per quanto ho visto di persona in genere se ne sbattono dell'ambiente e puntano prima di tutto a mettere insieme il desinare colla cena. Se poi il commercio equo e solidale li aiuta davvero, il che non è sicuro.

Ma la perla nera arriva nella nota a piè di etichetta: dell'orzo dice "da filiera italiana moralmente controllata". Una di quelle tipiche frasi che mi fanno surriscaldare il cervello a tentare di capire cosa significhi (un po' come "L'Italia è una repubblica fondata sul lavoro"). Si parla della moralità dei produttori? Chi è moralmente accettabile; un produttore d'orzo che non usa immigrati irregolari? Una cooperativa no-profit? Chi ha votato Berlusconi si può infilare l'orzo dove non splende, mentre chi ha votato Bertinotti avrà un contratto assicurato? Insomma, questo "controllo morale" della filiera è una strada per il Paese dell'Assurdo.

Alla fine, ciè che questa birreria produce è birra aromatizzata con ampie dosi di ideologia sinistrata. E quello è un sapore che proprio non sopporto in cibi e bevande.

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20/09/07

Guazzabugli

Aribandus pubblica alcune foto di scie di condensazione; il sottoscritto e qualcun'altro con un po' di sale in zucca spiegano il fenomeno; i soliti noti si lanciano all'attacco e finisce tutto in un macello come al solito.

Iniziamo da me medesimo. Ho speso oltre cinque anni per ottenere una laurea in chimica industriale (a pieni voti); quindi quasi quattro per un dottorato in ingegneria chimica, ed ora lavoro nel ramo chimico (e continuo a detestare le scartoffie). Per cui, quando si parla di chimica so quello che dico, e non accetto facilmente critiche che non siano più che fondate.

Ma ora passiamo ad altro.

Nei commenti di Rosario, uno dei lettori di Aribandus, si vede chiaramente un tipico modus operandi complottista (e della pseudoscienza): una spiegazione semplice, chiara e ben conosciuta di un fenomeno (nel caso in questione, condensazione del vapore acqueo) viene rifiutata. Invece al suo posto si accettano spiegazioni arzigogolate ed improbabili che chiamano in causa vasti complotti, fenomeni mai osservati prima se non sovversioni delle leggi naturali. Occam comprati una motosega, viene da dire.

E tutto questo soltanto perché la spiegazione più improbabile si accorda con una visione ideologica (ed addirittura metafisica) del mondo.

Ma il fatto che il commentatore se la sia presa molto male per le mie correzioni rivela anche un altro aspetto. I suoi errori non sono semplici distrazioni, ma l'effetto di una conoscenza scientifica che è priva di basi, non è organica e sistematica ma fatta di nozioni raffazzonate qua e là, spesso prestando ascolto soltanto a chi urla più forte e si propone nel modo più accattivante.

Nella vera scienza si trova la bellezza di una costruzione elegante seppure accidentale. C'è il magnifico ordito di cause e conseguenze, ci sono la gioia e stupore nello scoprire come pochi principi basilari si manifestino in innumerevoli fenomeni apparentemente disgiunti. E tutto questo senza nemmeno considerare l'immenso valore pratico della scienza.

Tutto questo è perso nel guazzabuglio della pseudo-scienza inquinata da ideologia; rimane soltanto un un mucchio informe di macerie senza bellezza nè valore. Non stupisce che chi si ritrova in questa corrente ritenga che l'idea di aerei che spargono "nanofibre di vetro" sia plausibile quanto l'idea del vapore acque prodotto dalla combustione nei motori che si condensa a bassa temperatura. Perchè sono privi dei punti di riferimento per valutare i meriti delle diverse ipotesi.

Ed il fatto che Rosario non riconosca di avere commesso un grave errore - implicando che l'acqua distillata sia elettricamente neutra ma le soluzioni saline no - dimostra quale sia la sua posizione.

Posto che non voglio certo fare una crociata personale contro quest'uomo, e considerato pure che certo non si può essere tutti scienziati ma ci sono persone con altri utili talenti... vorrei almeno pregare gli ignoranti di astenersi dal disquisire di argomenti che ignorano.

Per esempio, vi sfido a trovare su questo blog critiche alle più moderne tecniche chirurgiche, oppure obiezioni sulla progettazione di motori a combustione interna - o anche idee innovative sulla gestione della contabilità aziendale. Le mie conoscenze in quei campi sono semplicemente troppo scarse per poter fornire alcun contributo utile.

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15/11/06

Droghe e Dintorni

Monsoreau ha scritto un articolo nel quale elenca i suoi punti fondamentali della Destra. Mentre sono generalmente d'accordo, c'è un punto sul quale proprio non ci riesco:
27) repressione del fenomeno droga punendo drogati e spacciatori (l'ordine non è casuale) il cui posto è la galera (per gli italiani) e l'espulsione verso il loro paese di orgine (per gli extracomunitari)
L'autore quindi spiega meglio la sua posizione nei commenti:
27) per me i drogati restano, come in altro campo i corrotti, i principali responsabili per loro intrinseca debolezza. Spacciatori e corruttori non fanno altro che approfittare di una deriva morale di drogati e corrotti.
Io la penso in modo completamente diverso sull'argomento droga. Per prima cosa, definizioni: nel ocntensto di questo articolo, droga è ogni sostanza che può alterare il funzionamento del sistema nervoso. Quindi, non solo le solite anfetamine, cocaina, eroina, cannabinoidi eccetera; ma anche nicotina, etanolo, caffeina (che sono sostanze culturalmente tollerate se non apprezzate in Italia) e perfino sostanze endogene come l'adrenalina.

Perchè la gente fa uso di droghe? Parte della risposta è veramente disarmante: perchè le droghe, almeno inizialmente ed a certe condizioni, producono sensazioni piacevoli. Perchè lo sballo è bello, per dirla in modo più popolare. I problemi seri, i danni, il diventare roboso o fulminato arrivano eventualmente più tardi.

L'uso di droghe da parte degli umani è documentato da migliaia di anni (nella Bibbia si menziona come Noè si inebriò con il vino), e ci sono pure casi di animali che assumono etanolo (dalla fermentazione di frutti) ed altre droghe naturali in modi che non sembrano per nulla accidentali. Cosa se ne può concludere?

Personalmente, conlcudo che gli umani (perlomeno) hanno bisogno di fuggire, ogni tanto, da una realtà che spesso e volentieri è dura ed insoddisfacente. Quindi, per distanziarsene c'è chi usa droghe esogene (questi sono comunemente chiamati drogati), altri che usano droghe endogene (la "botta" di adrenalina di chi pratica sport estremi o mestieri pericolosi); qualcuno meditazione e tecniche simili; ed altri che riescono a trovare la loro realtà alternativa in un libro o film.

Questo fuggire dalla realtà può passare dal fisiologico (come potrebbe essere bere un paio di bicchieri di troppo, o fumare una canna, al sabato sera) al patologico - ovvero, all'incapacità di vivere nel mondo reale, e quindi rifugiarsi in modo quasi-permanente nel mondo irreale delle droghe (ci sono anche altri mondi alternativi, ma esulano dallo scopo di questo articolo). E' chiaro che queste persone facilmente diventano improduttive se non parassite della società.

Altre persone usano droghe per esigenze specifiche: stimolanti per restare svegli ed allerta; nicotina per combattere nervosismo e stress; oppiacei contro il dolore.

Certamente diventa difficile talvolta tracciare un confine netto fra uso fisiologico e patologico delle droghe, e questa è una questione importante.

In pratica, quello che propongo di fare è di rivedere la legislazione in senso liberale, abbracciando i concetti di responsabilità personale e diritti di proprietà.
Penso che provvedimenti recenti come l'aumento della dose personale finiscano per essere soltanto un regalo agli spacciatori e trafficanti (e Caruso resta un imbecille pericoloso, invece che un utile idiota). E' anche vero che nessun ammontare di persecuzione e prevenzione sembra capace di sradicare l'uso di droghe, e nemmeno ridurlo. Contrabbando di alcolici in Iran e paesi arabi; uso diffuso di cannabis fra i giovani americani... ci sono molti esempi di politiche fallite.

Per quanto riguarda la cannabis, io sostengo la legalizzazione totale dell'autoproduzione e consumo; quest'ultimo però solo all'interno di proprietà privata. In pratica, sarebbe legale coltivare marijuana in giardino e consumarla a casa propria o di amici consenzienti, ma non per strada od al parco pubblico. Naturalmente, ci dovrebbero essere anche sanzioni certe e piuttosto pesanti per chi mette a rischio la vita altrui per esempio guidando mentre intossicato.

Con questi provvedimenti, la quantità di consumatori di cannabis potrebbe aumentare leggermente - ma da quanto vedo, è già estremamente facile procurarsela. Inoltre, se fate un giro per i coffee shop di Amsterdam vi accorgerete che la maggior parte dei clienti sono turisti, non olandesi. Tuttavia, con questa svolta legislativa si taglierebbero le gambe al traffico internazionale, che non avrebbe motivo di esistere dove l'autoproduzione sia consentita. Quindi meno crimine, meno soldi per organizzazioni criminali e forse anche terroristiche.

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